Cancellato il trattenimento in servizio raggiunti i 65 anni

8 Agosto 2014
Cancellato il trattenimento in servizio raggiunti i 65 anni

Gli enti pubblici possono risolvere il rapporto con il dipendente che ha i requisiti per la pensione anticipata: il contratto finisce a 62 anni.

Confermate l’abrogazione del trattenimento in servizio e la risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro al raggiungimento dell’anzianità contributiva richiesta per il pensionamento anticipato.

Lo prevede la legge di conversione del DL P.A. [1] approvato in via definitiva ieri dalla Camera.

Con il venir meno della cosiddetta Riforma Amato [2], le Pa dovranno risolvere il rapporto di lavoro nei confronti dei dipendenti che, al compimento del 65esimo anno di età, hanno maturato un qualsiasi diritto a pensione senza che questi possano opporsi.

La prosecuzione del rapporto di lavoro fino ai nuovi limiti anagrafici (66 anni 3 mesi) è ammessa solo per far sì che l’interessato acquisisca la pensione qualora a 65 anni non risulti perfezionato alcun diritto.

I trattenimenti in servizio già disposti – prima del decreto legge di riforma – cesseranno la loro efficacia il 31 ottobre 2014 o fino alla loro scadenza se prevista in data anteriore.

Altra deroga ammessa è quella di consentire al lavoratore di permanere in servizio fino al raggiungimento dell’anzianità contributiva minima richiesta per la pensione di vecchiaia (20 anni) anche se tale requisito dovesse risultare perfezionato successivamente al compimento dell’età anagrafica prevista per la pensione di vecchiaia.

Inoltre, fino al 24 giugno 2014, le pubbliche amministrazioni potevano risolvere il rapporto di lavoro al raggiungimento dell’anzianità contributiva prevista per la pensione anticipata, fino al 31 dicembre 2014. In sede di prima applicazione la norma si riferiva al triennio 2009/2011 e successivamente fu esteso al triennio 2012/2014.

Con la nuova formulazione gli enti, con decisione motivata e con riferimento alle esigenze organizzative e senza pregiudizio per la funzionale erogazione dei servizi, potranno risolvere il rapporto di lavoro al raggiungimento dei requisiti contributivi vigenti tempo per tempo per l’accesso alla pensione anticipata – con un preavviso di sei mesi – e comunque non prima del compimento del 62esimo anno di età, al fine di evitare l’applicazione delle penalità (1%-2%) previste sulle quote retributive di pensione.

A tal fine si ricorda che le penalità non trovano comunque applicazione fino al 2017 qualora l’anzianità contributiva considerata derivi da prestazione effettiva di lavoro, compresi i periodi di astensione obbligatoria per maternità, per l’assolvimento degli obblighi di leva, per infortunio, per malattia e di cassa integrazione guadagni ordinaria, per la donazione di sangue e per i congedi parentali di maternità e paternità previsti dal relativo testo unico, nonché per i congedi e i permessi concessi in base alla “legge 104” sui permessi in caso di invalidi.

Nei confronti del personale con diritto a pensione maturato entro il 31 dicembre 2011, la risoluzione del rapporto di lavoro avverrà al compimento del 40esimo anno contributivo, poiché tali lavoratori non sono soggetti alle nuove norme, neppure su opzione, se non limitatamente al calcolo contributivo a decorrere dal 1° gennaio 2012.

Salvi dalle novità il personale di magistratura nonché i professori universitari i quali continueranno ad accedere alla pensione al raggiungimento dei limiti ordinamentali previsti per le singole categorie.

Le risoluzioni unilaterali nei confronti dei responsabili di struttura complessa del Servizio sanitario nazionale avverranno al raggiungimento del 40esimo di servizio effettivo e comunque non oltre il 70esimo anno di età. I dirigenti medici e del ruolo sanitario potranno restare in servizio comunque fino al 65esimo anno di età.

Come già annunciato dal Governo, è saltata la clausola di salvaguardia che avrebbe consentito l’accesso alla pensione di anzianità a 4mila docenti che per effetto della riforma Monti-Fornero erano rimasti esclusi dalle clausole di salvaguardia, stante la specificità del settore scuola che contempla uscite obbligatorie con l’inizio dell’anno scolastico (1° settembre).


01|RISOLUZIONE UNILATERALE

Cancellato l’istituto del trattenimento in servizio: le amministrazioni dovranno risolvere il rapporto di lavoro con il dipendente che ha raggiunto i 65 anni e ha acquistito il diritto a pensione. La prosecuzione del rapporto fino ai nuovi limiti generali per la pensione di vecchiaia (66 anni e tre mesi) è consentito solo per raggiungere il diritto a pensione. Se il requisito contributivo minimo per la pensione di vecchiaia – 20 anni – è raggiunto oltre l’età fissata per l’assegno, l’interessato potrà continuare a lavorare fino al conseguimento del requisito di 20 anni di contributi.

02|ESIGENZE ORGANIZZATIVE

Gli enti, per motivate esigenze organizzative, possono risolvere il rapporto di lavoro con i dipendenti che hanno raggiunto i requisiti per la pensione anticipata: 41 anni e sei mesi di contributi, per le donne e 42 anni e sei mesi di contributi per gli uomini. L’amministrazione dovrà dare un preavviso di sei mesi. In ogni caso il recesso non potrà avvenire prima dei 62 anni del dipendente per evitare i tagli rispetto all’assegno per quanti accedono al pensionamento prima di questa soglia.

note

[1] Dl 90/2014.

[2] Art. 16 del Dlgs 503/1992.

Foto e bibliografia: Sole24Ore


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube