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Quando non puoi più denunciare qualcuno: le scadenze

7 Giugno 2022 | Autore:
Quando non puoi più denunciare qualcuno: le scadenze

Qual è il termine per segnalare un reato procedibile a querela di parte? Si può denunciare un delitto prescritto?

Chi commette un reato rischia di essere denunciato alla polizia e di subire un processo davanti al giudice. Per alcuni crimini non occorre nemmeno la segnalazione: se le forze dell’ordine scoprono il fatto, possono procedere senza bisogno di alcuna autorizzazione, perfino contro la volontà della vittima. Si parla in questi casi di reati procedibili d’ufficio. In tutte le altre ipotesi, occorre sempre la querela della persona offesa. Con questo articolo vedremo quali sono le scadenze per denunciare qualcuno.

Sin da subito possiamo affermare che i termini da tenere bene a mente sono due: quello stabilito per la querela e quello per la prescrizione. E infatti, potrebbe accadere che, sebbene si sia ancora in tempo per denunciare un crimine, in realtà sia trascorso così tanto tempo che, nel frattempo, il reato è andato prescritto. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme quali sono le scadenze che ti fanno capire quando non puoi più denunciare qualcuno.

Reato procedibile a querela: cosa significa?

Come detto in apertura, per alcuni reati la giustizia può intervenire solamente se è la persona offesa ad attivarsi e a sporgere querela. In questi casi, se la vittima dovesse rimanere inerte non ci sarebbe alcuna possibilità di agire contro il reo, neanche se fosse colto in flagranza dalla polizia. Si tratta dei reati procedibili a querela, per i quali le forze dell’ordine possono attivarsi solo se è la persona offesa a volerlo.

In pratica, se la vittima non sporge querela non sarà in alcun modo possibile processare il responsabile del crimine.

Quali reati sono procedibili a querela?

In linea di massima, sono procedibili a querela i reati meno gravi, come ad esempio le lesioni personali di scarso rilievo, le percosse, il furto semplice, la truffa, ecc.

Tuttavia, esistono reati molto più seri che la legge ha comunque ritenuto opportuno che fossero procedibili a querela, lasciando così alla vittima la scelta di perseguirli o meno: si tratta, in particolare, dei reati di stalking, di revenge porn e, soprattutto, di violenza sessuale.

Querela: qual è la scadenza?

I reati procedibili a querela devono essere segnalati alla polizia entro tre mesi da quando la vittima ne ha avuto notizia; il termine è invece di sei mesi per lo stalking e il revenge porn, mentre è di un anno per la violenza sessuale.

Il termine di tre mesi decorre da quando la persona offesa ha avuto effettiva conoscenza del fatto e non da quando il crimine si è concretamente realizzato.

Ad esempio, se una persona scopre solamente un mese dopo che qualcuno ha effettuato un prelievo dal proprio conto in banca, oppure che gli è stato rubato un oggetto, i tre mesi di tempo per sporgere querela decorreranno proprio da quando il soggetto ha scoperto di essere stato vittima del crimine.

Decorso questo termine, la querela sarà inutile, nel senso che la polizia non potrà più procedere contro il responsabile.

Reato procedibile d’ufficio: cosa significa?

I reati procedibili d’ufficio sono tutti quelli per cui non occorre necessariamente la querela della vittima affinché la polizia possa attivarsi: chiunque può segnalare il fatto alle autorità, e queste ultime possono agire anche autonomamente, cioè intervenendo senza che alcuno abbia denunciato il fatto.

Se una persona, passeggiando in strada, si accorge che sta avvenendo una rapina in banca, potrà chiamare la polizia e denunciare l’accaduto, anche se non è coinvolto nel crimine, cioè non è una vittima.

Tutti i reati non procedibili a querela sono procedibili d’ufficio. Anzi, quando la legge non dice nulla a proposito di un reato, si suppone che esso sia procedibile d’ufficio. La procedibilità a querela è, dunque, l’eccezione.

Denuncia: qual è la scadenza?

La denuncia per segnalare i reati procedibili d’ufficio non ha scadenza: può essere sporta in qualsiasi tempo, anche molto tempo dopo che il crimine è stato commesso.

Ad esempio, la vittima di furto in abitazione potrà denunciare il fatto anche dopo un anno. Ovviamente, una denuncia così tardiva servirà a poco o a nulla.

L’unica scadenza di cui si deve tener conto quando si parla di reati procedibili d’ufficio è la prescrizione: non è infatti possibile denunciare un crimine oramai prescritto o, meglio, la denuncia in teoria sarebbe possibile, ma il pubblico ministero non potrebbe fare altro che archiviarla per estinzione del reato. Approfondiamo meglio la questione della prescrizione.

Prescrizione dei reati: cos’è?

La prescrizione è una causa di estinzione dei reati. Vuol dire che, una volta decorso un determinato periodo di tempo dalla commissione del crimine, il reato si estingue e il giudice non potrà che porre fine al processo.

La prescrizione dei reati serve a impedire che un processo duri all’infinito, con conseguente danno della persona imputata. In pratica, la legge vuole evitare che un soggetto, per cause a lui non attribuibili, sia sottoposto a un procedimento interminabile.

Dopo quanto tempo si prescrivono i reati?

Il tempo necessario a prescrivere un reato cambia a seconda della gravità del reato stesso. Secondo il Codice penale, infatti, il tempo necessario a far maturare la prescrizione è uguale alla pena massima prevista dalla legge per il crimine.

In pratica, la regola generale è che, per sapere entro quanto tempo un reato si estinguerà per prescrizione, bisognerà guardare alla pena massima con cui è punito.

Ad esempio, se un reato è punito con la reclusione da cinque a dieci anni, la prescrizione scatta dopo dieci anni, cioè nel tempo pari alla durata massima della pena. Ancora, se un reato è punito con la pena da tre a sette anni di reclusione, il tempo necessario a prescrivere sarà di sette anni. E così via.

Esiste un limite minimo al di sotto del quale non si può andare. Secondo la legge, un reato non può mai prescriversi prima di sei anni, mentre una contravvenzione (si legga l’articolo differenza tra reati, delitti e contravvenzioni) non può mai prescriversi prima di quattro anni.

Dunque, se un reato è punito, ad esempio, con la pena massima di tre anni (è il caso del furto semplice), la prescrizione sopraggiungerà dopo sei anni, soglia minima stabilita dalla legge.

La prescrizione comincia a decorrere da quando il crimine è stato commesso, non da quando la vittima l’ha scoperto.

I delitti puniti con l’ergastolo non si prescrivono mai. Si tratta pertanto di reati imprescrittibili, che possono essere perseguiti dalla giustizia anche con decenni di ritardo.

Quando non si può più denunciare o querelare qualcuno?

Tirando le fila di quanto detto sinora, possiamo concludere che:

  • la scadenza per i reati procedibili d’ufficio è di sei anni, che è il termine previsto per la prescrizione dei reati più comuni;
  • la scadenza per i reati procedibili a querela è di tre mesi dal giorno della notizia del reato.

Per i reati procedibili a querela, però, vale anche la scadenza rappresentata dal termine di prescrizione: potrebbe aversi, infatti, che un soggetto abbia conoscenza del crimine solamente molti anni dopo che è accaduto, quando oramai il reato è prescritto o in procinto di esserlo.

Francesco scopre dopo sei anni di aver subito un furto. Anche se sarebbe ancora in tempo per sporgere querela, visto che i tre mesi decorrono da quando ha avuto effettivamente conoscenza del reato, in realtà la segnalazione alle autorità sarebbe inutile, visto che il delitto si è oramai prescritto.



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