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Assegno unico figli: istruzioni per genitori separati e divorziati

2 Giugno 2022 | Autore: Patrizia Del Pidio
Assegno unico figli: istruzioni per genitori separati e divorziati

Come deve essere ripartita la nuova misura a sostegno delle famiglie con figli a carico dopo la separazione o il divorzio? 

Spetta alla mamma o al papà richiedere l’assegno unico per i figli nel caso la loro unione si sia sciolta? La diversa modalità di presentazione, rispetto all’assegno al nucleo familiare (che ricordiamo poteva essere richiesto da un solo genitore a cui, poi, era pagato interamente), sta creando dubbi e perplessità nelle famiglie che non sono considerate “tradizionali”, ovvero quelle in cui uno dei genitori non convive con i figli. In questo articolo cercheremo di capire quali sono le istruzioni per i genitori separati o divorziati nella richiesta di assegno unico per i figli a carico.

Assegno unico genitori divorziati: a chi spetta?

In linea generale, l’assegno unico è una misura che spetta a entrambi i genitori. Questo non significa, però, che a presentare domanda devono essere entrambi ma solo che a richiederlo può essere o la mamma o il papà, indipendentemente dalla convivenza o meno con la prole. A differenza dell’assegno al nucleo familiare, tra l’altro, l’assegno unico prevede anche la ripartizione dell’importo al 50% per entrambi i genitori.

Ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire come procedere nella presentazione della domanda, soprattutto tenendo conto che non sempre i genitori che hanno deciso di sciogliere la propria unione sono in buoni rapporti tra loro e riescono a raggiungere un accordo nella ripartizione dei benefici spettanti per i figli.

Quando sia la madre che il padre esercitano la responsabilità genitoriale a presentare domanda, una volta l’anno, deve essere solo uno dei due e nella stessa deve indicare tutti i figli per i quali richiede il beneficio aggiungendo per ognuno di essi il codice fiscale dell’altro genitore.

Il richiedente può decidere se optare per il pagamento ripartito al 50% o se richiedere il 100% della somma spettante, ma in questo caso deve dichiarare che la scelta è presa in accordo con l’altro genitore. Contrariamente a quanto avvenuto in sede di richiesta di assegno temporaneo (erogato da luglio 2021 a febbraio 2022 ad autonomi, disoccupati e percettori di Reddito di Cittadinanza), il secondo genitore non deve dare il nulla osta alla scelta effettuata dal richiedente, ferma restando la possibilità che possa, anche in un secondo tempo, modificarla e inserire i dati di pagamento per ricevere il 50% che gli spetta.

Questa procedura lascia la possibilità, laddove non si trovi un accordo sulla ripartizione, al genitore che non richiede il beneficio di scegliere se lasciare l’intero importo al richiedente o se pretendere il pagamento ripartito.

La domanda può essere presentata sia dal genitore convivente che da quello che non ha la residenza con i figli. Resta fermo che in caso di affidamento esclusivo la somma spetti al genitore affidatario il quale, in sede di richiesta, dovrà spuntare la casella che indica che nel nucleo familiare è presente un solo genitore.

Assegno unico divorziati: quale Isee?

L’assegno unico può essere, quindi, richiesto da entrambi i genitori. Per ricevere l’importo intero del sostegno è necessario essere in possesso dell’Isee, che può essere elaborato anche successivamente alla presentazione della domanda  di assegno unico (importante, per aver diritto a ricevere l’intero importo da marzo, che l’Isee venga elaborato entro il 30 giugno, in questo caso per i primi tre mesi di beneficio si riceverà l’importo minimo di 50 euro, e con l’importo di luglio l’eventuale conguaglio degli importi dal mese di marzo).

In caso di genitori separati o divorziati che, quindi, non fanno parte dello stesso nucleo familiare, quale sarà l’Isee necessario? Quello del genitore convivente? Quello del genitore richiedente? Occorre l’Isee di entrambi?

A rispondere a questo interrogativo è lo stesso sito dell’Inps nel quale viene chiarito che l’importo del beneficio sarà calcolato sull’eventuale Isee del nucleo familiare in cui sono presenti i figli per i quali si richiede. L’Isee determinante, quindi, deve essere presentato dal genitore che convive con i figli.

Domanda di assegno unico

Come si presenta la domanda di assegno unico e universale per i figli a carico? Sono necessarie davvero informazioni minime per la richiesta del beneficio:

  • codice fiscale del figlio per cui si richiede ed eventuale disabilità;
  • codice fiscale dell’altro genitore;
  • dati per l’erogazione dell’importo;
  • dichiarazione di responsabilità;
  • assenso al trattamento  dei dati personali.

In sede di domanda, poi, sarà possibile richiedere anche le eventuali maggiorazioni spettanti che sono:

  • maggiorazione per genitori entrambi percettori di reddito da lavoro;
  • maggiorazione per nuclei familiari con Isee fino a 25mila euro che, nel corso del 2021, hanno fruito degli assegni al nucleo familiare;
  • maggiorazione per mamma con età inferiore ai 21 anni;
  • maggiorazione forfettaria di 100 euro per nuclei familiari in cui siano presenti almeno 4 figli.


Di Patrizia Del Pidio


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