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Avvocato cambia studio: adempimenti e comunicazioni

10 Giugno 2022 | Autore: Federica Bolla
Avvocato cambia studio: adempimenti e comunicazioni

Esercizio della professione forense e procedure da seguire. Quali adempimenti deve effettuare l’avvocato che intende cambiare studio?

Sei un giovane neo avvocato che ha da poco superato l’esame di abilitazione alla professione forense. Ora, per poter svolgere a tutti gli effetti la professione di avvocato, devi presentare la domanda di iscrizione all’albo degli avvocati presso il consiglio dell’ordine [1].

Presta, però, molta attenzione perché il consiglio dell’ordine competente a procedere alla tua iscrizione varia a seconda di dove si trova il tuo domicilio professionale, cioè il tuo studio. Infatti, la normativa vigente richiede all’avvocato di avere il domicilio professionale nel circondario del tribunale ove ha sede il consiglio dell’ordine [2]. Prima del 2012, la legge professionale richiedeva, in via alternativa, o la residenza o il domicilio professionale nella circoscrizione del tribunale nel cui albo chiedevi l’iscrizione.

Agli inizi della professione è normale non avere un proprio studio quindi spesso si inizia lavorando presso l’ufficio di un collega. A un certo punto, però, ti rendi conto che all’interno dello studio in cui lavori non ti trovi bene. Oppure hai acquisito l’esperienza necessaria e ti senti pronto ad aprire uno studio tuo. Il dubbio sorge spontaneo: il domicilio professionale dichiarato al consiglio dell’ordine può essere modificato? La risposta è certamente affermativa. Quindi, ti chiedi, un avvocato cambia studio: adempimenti e comunicazioni da effettuare quali sono? Iniziamo a esaminare le disposizioni deontologiche e normative applicabili, gli adempimenti da effettuare e le comunicazioni da rendere al consiglio dell’ordine sia al momento dell’iscrizione all’albo degli avvocati, sia se intendi, in un secondo momento, cambiare studio legale.

Come ci si iscrive all’albo degli avvocati?

Una volta superato l’esame di abilitazione alla professione, prima di poter esercitare e acquisire concretamente il titolo di avvocato è necessario presentare domanda di iscrizione all’albo presso il consiglio dell’ordine competente e prestare l’impegno solenne, il giuramento.

Sulla domanda di iscrizione devi apporre una marca da bollo di euro 16,00. Ti verranno indicate le imposte da pagare per poter procedere all’iscrizione: devi conservare la ricevuta del relativo pagamento perché dovrai depositarla insieme alla domanda. È necessario allegare anche il certificato che attesta l’avvenuto superamento dell’esame di Stato. Per iscriversi all’albo ti verrà chiesto di aprire la partita Iva, l’assicurazione per la responsabilità civile e di iscriverti obbligatoriamente alla Cassa Forense [3].

Ora affrontiamo l’argomento introduttivo: la comunicazione del domicilio professionale, cioè del luogo in cui svolgerai la tua professione. Qualora tu non stia già lavorando presso uno studio legale, il tuo o magari quello in cui hai svolto la pratica forense, è bene che inizi a cercare lo studio di un avvocato che abbia necessità di un collaboratore e voglia accoglierti. Perché? La domanda di iscrizione deve essere presentata, come ti ho anticipato, al consiglio dell’ordine del circondario nel quale il richiedente intende stabilire il proprio domicilio professionale. Sul modulo della domanda di iscrizione dovrai indicare, oltre ai tuoi dati personali, l’indirizzo in cui si trova lo studio, il numero dell’utenza telefonica fissa e il numero di fax.

Cosa succede se intendi cambiare studio?

Tutte le variazioni inerenti al domicilio professionale devono essere immediatamente comunicate al consiglio dell’ordine che provvede alla modifica del tuo fascicolo personale. Questo permette, in primo luogo, ai tuoi clienti di sapere dove si trova il tuo studio ma è fondamentale anche per la ricezione di eventuali atti e comunicazioni tramite posta e per la regolarità delle notificazioni effettuate via fax.

Nota bene che, nel caso di modifica della sede dello studio durante una causa, non è onere del notificante verificare la correttezza del tuo domicilio professionale presso l’albo degli avvocati ma è tuo compito comunicare tempestivamente la variazione alla controparte [4].

La Corte di Cassazione si è recentemente espressa sul punto esaminando un caso in cui l’ufficiale giudiziario aveva dato atto di non aver potuto procedere alla notifica della sentenza di primo grado presso il difensore a causa del trasferimento del professionista, il quale non aveva provveduto tempestivamente a comunicare la variazione del proprio domicilio professionale. La Corte di Appello dando atto che la sentenza era stata notificata correttamente presso la cancelleria del tribunale, ha ritenuto doversi applicare la normativa relativa al termine breve per le impugnazioni: ha pertanto ritenuto tardiva l’impugnazione presentata dal suddetto legale e l’ha dichiarata inammissibile.

Il professionista, ricorrendo in Cassazione, lamentava che la Corte d’Appello avesse erroneamente applicato, in via analogica, la disciplina prevista per il caso di mancata elezione di domicilio all’ipotesi di trasferimento, potendosi invece procedere alla notificazione tramite fax. La Cassazione ha rigettato il ricorso sottolineando che è onere del difensore comunicare il trasferimento del domicilio professionale a controparte; in difetto, quest’ultima è legittimata a notificare la sentenza presso la cancelleria del giudice ai fini della decorrenza del termine di impugnazione. La notificazione via fax ha carattere eccezionale poiché il criterio topografico di elezione prevale sul criterio personale.

C’è un ulteriore motivo per cui è necessario indicare tempestivamente il proprio domicilio professionale: dal fascicolo personale di ogni avvocato deve risultare se sussistono rapporti di parentela, coniugio, affinità e convivenza con magistrati della circoscrizione del tribunale nel cui albo viene chiesta l’iscrizione. Se invece non intendi cambiare ufficio ma vuoi esercitare la professione anche in un altro studio (secondario) al di fuori del circondario del tribunale dove hai il domicilio professionale, devi darne immediata comunicazione scritta sia all’ordine di iscrizione, sia all’ordine del luogo dove si trova la sede secondaria.

Vuoi cambiare studio e trasferirti in un Foro diverso?

Se intendi cambiare studio ma rimanere nel tuo Foro di appartenenza allora dovrai comunicare esclusivamente la variazione del domicilio fiscale, indicando il nuovo indirizzo, il recapito telefonico e il numero di fax. Non dovrai comunicare eventuali rapporti di parentela, coniugio, convivenza o affinità con magistrati che hanno ufficio nel circondario del tribunale in cui sei iscritto, perché tale dichiarazione l’hai rilasciata al momento dell’iscrizione all’albo.

Il discorso è diverso se, oltre a cambiare studio, intendi cambiare anche Foro oppure se lavori, contemporaneamente, in uno studio legale che si trova in un Foro diverso da quello in cui ha sede il tuo studio principale. Se hai uno studio secondario in un Foro diverso da quello di appartenenza dovrai procedere all’iscrizione all’albo degli avvocati presso il consiglio dell’ordine competente in base alla sede del secondo ufficio; dovrai, in questo caso, dichiarare anche eventuali rapporti con i magistrati che esercitano in quel circondario. Risulterai iscritto pertanto presso entrambi gli albi (per esempio, se eserciti la professione di avvocato in uno studio di Torino e anche in uno a Milano, dovrai iscriverti all’albo degli avvocati sia di Torino che di Milano).

Qualora tu intenda spostare il tuo domicilio professionale principale in un Foro differente dovrai chiedere il trasferimento presso il consiglio dell’ordine competente sulla base della nuova sede in cui vuoi esercitare la professione (in questo caso, se intendi trasferire il tuo studio da Torino a Milano, dovrai iscriverti all’albo degli avvocati di Milano, chiedendo la cancellazione dall’albo degli avvocati di Torino). In tal caso, ti verrà richiesto di procedere a una nuova iscrizione all’albo degli avvocati ove hai trasferito il tuo studio, di pagare le imposte richieste, di indicare l’indirizzo, il recapito telefonico, il numero di fax e l’indirizzo Pec; dovrai dichiarare, come in caso di studio secondario, se hai rapporti di parentela, coniugio, affinità e convivenza con magistrati della circoscrizione del tribunale nel cui albo viene chiesta l’iscrizione.



Di Federica Bolla

note

[1] Art. 5, codice deontologico forense.

[2] L. n. 247/2012.

[3] Art. 17 della L. n. 247/2012.

[4] Cass. Sez. VI Civile – ordinanza n. 30835/2018.


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