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Bruciare un’auto altrui è reato?

11 Giugno 2022 | Autore:
Bruciare un’auto altrui è reato?

In quali casi il danneggiamento di un bene altrui è reato? Cosa rischia chi rompe o deteriora le cose di altri?

Tamponare un’auto non è reato: si tratta di un semplice illecito civile che, al massimo, comporta il risarcimento dei danni a favore del proprietario del veicolo che non ha colpe. Diversa è la situazione se una macchina viene danneggiata intenzionalmente, ad esempio a colpi di martello, oppure se le viene data fuoco dopo averla cosparsa di benzina. Cosa succede in questi casi? Bruciare un’auto altrui è reato?

Fornire una risposta a questa domanda significa capire se il danneggiamento di un bene altrui è reato. Sino a qualche anno fa, non ci sarebbe stato alcun dubbio: il danneggiamento era un delitto a tutti gli effetti. Nel 2016, però, la legge è intervenuta apportando modifiche importanti a questo tipo di crimine, che oggi è perseguibile solo in presenza di determinate condizioni. Bruciare un’auto altrui è reato? Scopriamolo insieme.

Danneggiare un bene altrui è reato?

Per la legge (art. 635 Cod. pen.), danneggiare un bene altrui è reato solo se c’è violenza o minaccia.

Ad esempio, l’uomo che sfonda la porta per entrare in casa e picchiare la moglie commette non solo il delitto di lesioni personali ma anche quello di danneggiamento.

È ugualmente reato rompere a sassate i vetri di una finestra, minacciando il proprietario di casa.

Insomma: ogni volta che il danno si accompagna a una violenza fisica o a una minaccia, scatta il reato di danneggiamento.

Non è dunque possibile denunciare l’uomo che, in un impeto di rabbia, rompe il televisore o il pc che non sono suoi, né è punibile chi danneggia un bene altrui per mera distrazione: il danneggiamento, infatti, è punibile solo a titolo di dolo, cioè quando c’è l’intenzione precisa di commettere il fatto.

Danneggiare l’auto altrui è reato?

Da quanto detto nel precedente paragrafo potrebbe sembrare che il danneggiamento dell’auto altrui possa essere reato solamente se accompagnato da violenza o minaccia, magari nei confronti del proprietario della stessa.

Si pensi all’uomo che spacca i finestrini dell’auto a colpi di mazza da golf, minacciando il conducente che si è rintanato all’interno.

Se in questa ipotesi c’è sicuramente reato, bisogna anche dire che, per le auto e per tutti gli altri beni che sono esposti alla pubblica fede, la legge stabilisce che il danneggiamento costituisce sempre reato.

Con la formula “esposizione a pubblica fede” si intende l’affidamento che il proprietario di un bene ripone (o è tenuto a riporre) nella coscienza civile dei consociati, trovandosi costretto (per necessità, destinazione dei beni, consuetudine sociale) a dover lasciare i propri oggetti nella piena disponibilità della collettività.

L’auto è proprio l’esempio classico di bene che, per le sue caratteristiche, è spesso lasciato in un luogo pubblico o comunque in un luogo tranquillamente raggiungibile da altre persone che, se volessero, potrebbero approfittarsi della cosa, magari danneggiandola.

Ecco perché il danneggiamento intenzionale dell’auto è sempre reato.

È reato bruciare l’auto altrui?

Bruciare l’auto di altri è sempre reato, anche se non è stata fatta alcuna violenza o minaccia al proprietario oppure al conducente.

Ad esempio, chi cosparge di benzina una macchina parcheggiata e poi le dà fuoco, commette il reato di danneggiamento, con la conseguenza che potrà essere denunciato alla polizia e poi processato davanti al giudice.

Non sarebbe reato, invece, causare accidentalmente l’incendio dell’auto altrui: come più volte ricordato, il danneggiamento è punito soltanto a titolo di dolo, cioè se fatto apposta.

Per aversi reato non è necessario che l’auto vada distrutta completamente: se le fiamme venissero domate tempestivamente, il reato scatterebbe comunque anche in presenza di un danno minimo. Insomma: si ha reato anche se la distruzione non è totale.

Quali sono le pene per chi brucia l’auto altrui?

Chi brucia l’auto altrui è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.

La pena è aumentata (reclusione da uno a cinque anni) se il fatto è accaduto durante manifestazioni che si svolgono in luogo pubblico o aperto al pubblico. Si pensi alla macchina data alle fiamme in occasione di un corteo di protesta.

La legge stabilisce poi che l’autore di un danneggiamento, per ottenere la sospensione della pena, dovrà provvedere all’eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato, oppure alla prestazione di attività non retribuita a favore della collettività per un tempo determinato.

In pratica, quindi, la persona che si è macchiata di un danneggiamento penalmente rilevante potrà, in caso di condanna, beneficiare della sospensione della pena solamente se accetta di pagare il danno ovvero di ripristinare il bene così come era prima del danno, ovvero di svolgere un’attività socialmente utile.



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2 Commenti

  1. Se proprio si volesse correre il rischio, consiglierei l’utilizzo di una mazza da baseball, rispetto a quella da golf richiamata dall’estensore dell’articolo. L’utilizzo di quest’ultima, conferirebbe sicuramente una maggior eleganza all’atto vandalico, ma il risultato finale potrebbe non essere soddisfacente, se commisurato all’eventuale punizione da dover scontare.

  2. mi sembra anche giusto che chi rompe paghi oppure debba essere costretto alla recclusione mi sembra il minimo se poi c’e’ il dolo e’ comunque altra cosa valutata in modo piu drastico

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