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Donazione o testamento? Come conviene trasferire i propri beni

8 Agosto 2014
Donazione o testamento? Come conviene trasferire i propri beni

Con la donazione si possono trasferire beni e diritti, ma è più conveniente farlo con il testamento.

Paura delle tasse? Timore dei creditori? O semplicemente un modo per anticipare, in vita, la distribuzione dei propri beni prima che arrivi la morte e tutte le incombenze legate alla dichiarazione di successione? Non sappiamo quale sia la ragione, ma, di fatto, sembra che, negli ultimi quattro lustri, la parola d’ordine degli italiani sia diventata “donare”.

Solo negli ultimi dieci anni, secondo i dati diffusi dall’Istat sul passaggio di beni e diritti, nel nostro Paese le donazioni sono raddoppiate (+103,8%): in un anno sono quasi 200mila i beni donati.

Ma non sono solamente le case a poter diventare preziosi regali: passano di mano anche terreni, crediti, denaro, aziende, azioni.

E non sono esenti nemmeno i veicoli: vengono ceduti a titolo gratuito automobili, moto e anche barche.

 

A ricorrere alle donazioni sono soprattutto le regioni del Sud, con 492 atti ogni 100 mila abitanti, mentre i meno propensi a lasciar andare i propri beni sembrano essere i cittadini

del Centro Italia. Guida la classifica delle Regioni generose la Basilicata (763 donazioni ogni 100 mila abitanti), seguita dal Trentino Alto-Adige (737) e dalla Valle d’Aosta (654). Fanalini di coda sono la Toscana (solo 146), l’Emilia-Romagna (207) e la Lombardia (227).

Di cosa si tratta

Ma che cosa è esattamente la donazione e che cosa comporta? È un vero e proprio contratto, con il quale un soggetto (che tecnicamente viene chiamato donante) arricchisce un altro (donatario) a titolo gratuito, cioè senza chiedere niente in cambio: in pratica, è l’atto con cui si regala un bene oppure si stabilisce una prestazione (ad esempio la corresponsione di un vitalizio) o ancora si costituisce un nuovo diritto su un bene (per esempio, l’usufrutto,  l’abitazione oppure la servitù) o si libera da un obbligo (come la rinuncia a un credito).

La donazione è un atto formale, pubblico, che va formalizzato davanti a un notaio alla presenza di due testimoni (sono esclusi i coniugi, i parenti o affini e le persone in qualche

modo interessate all’atto).

Inoltre – tranne alcune eccezioni – non può essere revocato: il regalo, cioè, in linea di massima non può ritornare indietro al donante.

Quindi, prima di procedere a una donazione, dovete essere assolutamente certi di non cambiare idea nel futuro.

 

Dimmi di sì

La donazione risponde a norme precise e affinché abbia valore, è necessario che nell’atto in cui viene formalizzata siano descritti in dettaglio i beni che vengono donati, con l’indicazione del loro valore.

Altrettanto fondamentale è che il beneficiario “dica di sì”, ovvero che accetti il regalo.

Fanno però eccezione le donazioni di modesto valore. Che non in tutti i casi vogliono dire regali di poco prezzo. Il “valore modesto” è commisurato alle condizioni economiche del donante. Sono quindi considerate modeste le donazioni che non incidono in maniera significativa sulla ricchezza di chi dona. Insomma, più le vostre condizioni sono agiate, più aumenta il valore dei regali che potete fare.

Chi dona e chi riceve

Se avete intenzione di fare una donazione, dovete avere piena capacità di agire. In pratica sono esclusi i minori, gli inabilitati, gli interdetti, le persone soggette ad amministrazione di sostegno se sono state private della capacità di disporre dei propri beni. La legge vieta infatti all’incapace di fare donazioni attraverso il proprio legale rappresentante.

Una donazione fatta da qualcuno incapace di intendere e volere al momento dell’atto, può essere annullata su richiesta del donante, degli eredi o di chi può avere subito un danno dalla donazione.

Possono donare le persone giuridiche (associazioni, fondazioni riconosciute, società) sia pubbliche sia private. È ammessa anche la donazione a favore di figli non ancora nati o concepiti, mentre non può essere donato un bene di cui si verrà in possesso solamente in futuro (che cioè non si possiede nel momento in cui si effettua la donazione).

Minori e interdetti possono accettare la donazione solo tramite i loro genitori e i loro legali

rappresentanti, che a loro volta devono essere autorizzati dal giudice tutelare.

Non toccate le quote del testamento: rispettare la legittima

Con la donazione non si possono aggirare le norme che regolano l’istituto della successione.

In pratica, la legge tutela i familiari stretti, prevedendo che a loro spettino quote di patrimonio prestabilite.

Detto questo, donazione e testamento, nella stragrande maggioranza dei casi, arrivano alla stessa conclusione: dividere il patrimonio tra gli eredi secondo le volontà del donante oppure di chi redige il testamento, nel rispetto della quota di legittima, la quota cioè che tocca di diritto al coniuge, ai figli o ai genitori.

Testamento o donazione?

Mentre per la donazione è necessario l’intervento del notaio, con relativi costi non proprio irrisori, se si redige un testamento olografo, cioè scritto di proprio pugno, non è necessario rivolgersi a uno studio notarile, con un conseguente risparmio anche in termini di tempo.

Inoltre la donazione, essendo un contratto, non consente di cambiare idea e di tornare sui propri passi, mentre il testamento può essere modificato o riscritto in qualunque momento.

Si può richiedere la revoca della donazione, rivolgendosi al giudice, solamente in due casi: per ingratitudine (quando il beneficiario commetta reati gravi nei confronti del donante oppure dei suoi congiunti) o per l’arrivo di figli.

Un altro limite della donazione è rappresentato dal fatto che questa è impugnabile per dieci anni dopo la morte del donante o dopo venti anni dalla data dell’atto, nel caso in cui leda la quota di legittima degli eredi. Se si tratta di un bene immobile, questo implica una difficoltà oggettiva qualora vogliate venderlo o sottoporlo a ipoteca.

Se intendete fare una donazione, prima di affidarvi a un professionista, contattate più studi notarili per avere un’idea dei costi. Non è comunque facile avere cifre concrete: i professionisti sono spesso restii dal parlare di soldi al telefono.


note

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. come mi consigliate di fare testamento dei miei beni, limitando le spese notarili al
    minimo? ma, io ho già letto il vostro articolo,però voglio un ulteriore parere, Testamento, donazione, o altro…

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