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Furto semplice: cos’è e come funziona?

11 Giugno 2022 | Autore:
Furto semplice: cos’è e come funziona?

Cosa rischia il ladro che si appropria di un bene altrui? Qual è la differenza con il furto aggravato? Cos’è la procedibilità a querela di parte?

Per la legge non tutti i furti sono uguali: alcuni sono più gravi e pertanto meritano una punizione più severa. La gravità del furto non si misura, però, soltanto in base all’entità dei beni sottratti (una cosa è rubare dieci euro, altra cosa è rubarne mille), bensì anche sulla scorta delle modalità con cui il fatto è avvenuto. Ad esempio, il furto in abitazione è chiaramente più grave del furto commesso in strada ai danni di una persona che, distrattamente, ha lasciato il portafogli sul tavolino del bar. Con questo articolo ci occuperemo di una particolare tipologia di reato: vedremo cos’è e come funziona il furto semplice.

Sin da subito possiamo dire che la legge prevede due tipologie di furto: quello semplice e quello aggravato. La differenza non sta, ovviamente, solo nelle pene, molto più elevate per la seconda categoria, ma soprattutto nei diversi modi con cui il crimine può essere commesso. Come vedremo a breve, infatti, il furto semplice è caratterizzato da una condotta minima del ladro, il quale non deve porre in essere alcuno stratagemma particolare per impossessarsi del bene altrui. Prosegui nella lettura se vuoi sapere cos’è e come funziona il furto semplice.

Furto: cos’è?

Secondo il Codice penale (art. 624), il furto è il reato che commette chi si appropria di un bene mobile altrui per trarne un profitto.

Il furto può dunque avere ad oggetto solo una cosa mobile, come un cellulare o anche una macchina; non si può invece rubare una casa o un terreno.

Lo scopo del furto deve essere quello di trarre un profitto ingiusto, non necessariamente economico. Ad esempio, commette furto anche chi si appropria del bene altrui solo per vendetta o per godere della disperazione del proprietario.

Furto semplice: cos’è?

Il furto semplice è quello commesso senza ricorrere a inganni, stratagemmi, particolari abilità, armi, violenze o sotterfugi vari. In pratica, il furto semplice è quello che consiste nel prendere la cosa altrui senza fare ricorso a nessuna condotta particolarmente complessa.

Ad esempio, è furto semplice quello di chi si impossessa del bene altrui lasciato incustodito in un luogo pubblico: si pensi alla donna che, distrattamente, dopo aver pagato al bar, dimentica la borsa sul bancone.

È furto semplice anche quello commesso da chi si appropria di un bene smarrito la cui proprietà sia però facilmente identificabile: si pensi al portafogli che custodisce il documento d’identità.

Furto aggravato: cos’è?

Il furto aggravato è quello commesso sfruttando particolari capacità, strumenti oppure circostanze di tempo o di luogo.

Ad esempio, è aggravato il furto commesso dal borseggiatore, in quanto il fatto è commesso avvalendosi dell’abilità del reo nello sfilare il portafogli dalla tasca della vittima.

È ugualmente furto aggravato quello compiuto intrufolandosi in casa altrui (furto in abitazione), oppure il furto con scippo, o ancora quello con scasso.

Furto semplice: com’è punito?

Il furto semplice è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 154 a 516 euro. Si tratta di pene tutto sommato modeste, soprattutto se messe a confronto con quelle stabilite per il furto aggravato, che invece è punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da 927 a 1.500 euro.

Per non parlare, poi, del furto in abitazione e del furto con strappo, entrambi puniti con la reclusione da quattro a sette anni.

Furto semplice: come funziona?

Il furto semplice è procedibile a querela di parte; ciò significa che solamente la persona offesa può sporgere querela, entro tre mesi da quando ha scoperto di essere stata vittima del crimine.

Nessun altro può denunciare il furto semplice; se qualcuno assistesse al reato non potrebbe correre alla polizia a segnalare il fatto e, anche se lo facesse, le forze dell’ordine non potrebbero intervenire.

Decorsi tre mesi, non è più possibile sporgere querela, con la conseguenza che il delitto resterebbe impunito.

Trattandosi di reato procedibile a querela, le parti (vittima e reo) potrebbero anche mettersi d’accordo per un risarcimento o per la restituzione di quanto sottratto in cambio della remissione della querela: la persona offesa, fino alla sentenza definitiva, può sempre decidere di ritirare la propria denuncia, estinguendo così il reato.

Chi ha commesso un furto semplice potrebbe anche non essere punito affatto: per legge, quando il crimine è lieve e non ha causato danni importanti, il giudice, se ritiene che l’imputato si asterrà in futuro dal commettere nuovamente reati, può decidere di “perdonarlo” dichiarando la particolare tenuità del fatto (art. 131-bis cod. pen.).

Infine, anche in caso di condanna, a meno che il ladro non abbia altri precedenti penali, chi è condannato per furto può sempre sperare nella pena sospesa: per legge, le pene fino a due anni di reclusione possono essere “neutralizzate” dalla sospensione condizionale, che di fatto impedisce l’esecuzione delle stesse. La sospensione può però essere revocata nel caso di commissione di nuovo reato.



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