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Si può chiudere il contatore dell’acqua?

13 Giugno 2022 | Autore:
Si può chiudere il contatore dell’acqua?

Cessazione del contratto di fornitura idrica: come avviene la sigillatura del contatore? Qual è la differenza tra subentro e voltura?

Molte persone, prima di lasciare casa per un periodo più o meno lungo, adottano l’accortezza di chiudere il contatore dell’acqua. Farlo è semplicissimo: basta tirare la leva che si trova vicino alle tubature, proprio dov’è il contatore. Così facendo, si impedisce che possano esserci perdite d’acqua dovute a rubinetti malfunzionanti oppure alla rottura improvvisa di qualche flessibile. Ben diversa è l’operazione nel caso in cui si decida di cambiare casa e, quindi, di abbandonare la vecchia utenza. In questo caso, come si può chiudere il contatore dell’acqua?

Ebbene, chi intende non avvalersi più del servizio idrico non può semplicemente chiudere il contatore come visto sopra, cioè spostando una semplice leva: questa condotta, infatti, impedisce solamente che l’acqua arrivi alle tubature di casa, ma non fa cessare il servizio. In altre parole, la bolletta dell’acqua arriverebbe sempre, anche se il contatore fosse chiuso tutto l’anno, con l’unica differenza che i consumi riportati sarebbero praticamente pari a zero. Chiudere il contatore dell’acqua non significa rinunciare al servizio idrico; se si vuole staccare del tutto la fornitura, occorre chiamare i tecnici specializzati dell’ente che eroga il servizio. Vediamo come fare.

Fornitura idrica: cos’è?

La fornitura idrica è un contratto a tutti gli effetti tra l’utente e l’ente che fornisce il servizio.

Per la precisione, si tratta di un contratto di somministrazione, in base al quale una parte (cosiddetto somministrante) si impegna a erogare un servizio nei confronti dell’altra (somministrato) dietro il pagamento di un prezzo.

Contratto fornitura idrica: come chiuderlo?

Il servizio idrico è essenziale in ogni casa, senza tale servizio la stessa casa non sarebbe nemmeno abitabile. Può però accadere che si voglia cessare il contratto di fornitura dell’acqua, ad esempio perché si intende traslocare.

In un caso del genere, sicuramente non sarà sufficiente chiudere il contatore semplicemente girando la leva che impedisce all’acqua di raggiungere i rubinetti. Serve qualcosa di più.

Per la precisione, chiunque intende disdire il contratto di fornitura idrica (senza passare a un’altra compagnia) dovrà chiamare il proprio fornitore e chiedere la sigillatura del contatore. Vediamo di cosa si tratta.

Sigillatura del contatore: cos’è?

La sigillatura del contatore è l’operazione fatta dai tecnici del gestore del servizio di fornitura idrica, mediante il quale si impedisce qualsiasi prelievo dell’acqua.

In pratica, con la sigillatura viene meno la possibilità di avvalersi del servizio idrico a seguito della cessazione del contratto.

La sigillatura può dunque avvenire per due motivi:

  • è il cliente a chiedere la chiusura definitiva del contratto, magari perché sta traslocando in altro immobile;
  • è il gestore stesso a chiudere il contratto, ad esempio perché le bollette non sono state pagate.

La sigillatura del contatore da parte dei tecnici comporta la vera chiusura del contatore, stabilendo la cessazione definitiva della fornitura.

Se il contatore dell’acqua non viene sigillato, la fornitura resta attiva e gli eventuali consumi saranno a carico dell’intestatario del contratto, anche se in effetti non vive più nella casa.

Qualora in futuro qualcuno volesse subentrare nella fornitura, dovrebbe stipulare un nuovo contratto con l’ente e chiedere la rimozione della sigillatura (come diremo meglio nell’ultimo paragrafo).

Sigillatura contatore: come chiuderla?

La sigillatura del contatore è la conseguenza della chiusura definitiva del contratto. In genere, l’operazione avviene entro una settimana dalla richiesta, inviando al gestore, tramite raccomandata o fax, la richiesta di cessazione.

Il costo del distacco è sostenuto dal cliente e la spesa dipende dal fornitore: in linea di massima, si aggira intorno ai 60 – 70 euro.

Il costo viene addebitato nell’ultima bolletta, in cui vengono anche calcolati i consumi effettivi del cliente: nell’ultima fattura vengono anche accreditati gli eventuali depositi cauzionali versati dal cliente nel momento della richiesta di attivazione del contatore dell’acqua.

Voltura del contratto di fornitura idrica: cos’è?

Diverso dal subentro nel contratto, che comporta la riattivazione della fornitura da parte di un nuovo cliente dopo un periodo in cui il contatore è stato sigillato, è la voltura.

La voltura consiste nel cambio di intestatario del contratto, senza interruzione dell’erogazione del servizio. È ciò che accade se il vecchio inquilino lascia l’appartamento e gli subentra immediatamente qualcun altro. In questo caso, non conviene fare la sigillatura, visto che il servizio idrico servirebbe comunque al nuovo inquilino.

Con la voltura il beneficiario della fornitura d’acqua diventa una persona diversa dal precedente intestatario, senza soluzione di continuità nell’erogazione del servizio idrico.

Rimozione sigilli contatore: cosa succede?

Solamente il fornitore che ha messo i sigilli al contatore dell’acqua può rimuoverli; se a ciò procedesse l’inquilino, commetterebbe reato in quanto “ruberebbe” l’acqua senza aver alcun contratto intestato. Si tratta di un furto aggravato punito con la reclusione da due a sei anni.

Solamente l’ente che ha curato la sigillatura può rimuovere la stessa, dopo aver registrato il regolare subentro di un nuovo utente.


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