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Contatori nei condomini: uno per appartamento

10 Agosto 2014
Contatori nei condomini: uno per appartamento

Il consumo dell’acqua potabile, per regolamento condominiale contrattuale, viene ripartito per millesimi, ma un gruppo di condomini chiede l’installazione di contatori individuali: quale maggioranza è necessaria per deliberare un’innovazione del genere?

L’installazione di contatori che consentano di rilevare i consumi individuali non può essere annoverata tra le innovazioni in senso tecnico. Si tratta, in effetti, di un adeguamento dell’impianto comune che riveste ormai i caratteri della necessità.

La legge [1] ha da tempo imposto alle Regioni di adottare norme affinché siano installati contatori per l’acqua in ogni singola unità immobiliare.

Solo in questo modo, infatti, è possibile promuovere il risparmio idrico.

D’altra parte, non vi è ragione per riconoscere tutela a chi vuole far ricadere su altri i propri consumi in eccedenza o compensarli avvantaggiandosi dei comportamenti virtuosi altrui.

Quanto alla maggioranza necessaria, se la spesa – come è verosimile – non è di notevole entità, deve ritenersi sufficiente, in seconda convocazione, il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti che rappresenti almeno un terzo del valore, sempre che sia intervenuto alla riunione almeno un terzo dei partecipanti [2].

Nel caso in cui la proposta di installazione dovesse essere respinta, o in caso di perdurante inerzia dell’assemblea, qualunque condomino potrebbe rivolgersi al tribunale per pretendere la messa a norma dell’impianto [3].


note

[1] Dlgs 152/2006, art. 146, lett. F.

[2] Art. 1136, 3° e 4° co., cod. civ.

[3] Art. 1105, 3° co., cod. civ.


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