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Furto in casa: cosa fare?

14 Giugno 2022 | Autore:
Furto in casa: cosa fare?

Violazione di domicilio: com’è punito chi entra nell’abitazione altrui per rubare? Come comportarsi se i ladri sono entrati in casa?

Subire un furto in casa è una delle esperienze peggiori che possa capitare, anche quando nell’abitazione non si trovava nessuno al momento del fatto: rientrare e scoprire che il proprio immobile è stato profanato è uno shock non facile da superare; e ciò anche se i ladri non hanno portato via nessun oggetto di valore. Con questo articolo vedremo cosa fare dopo un furto in casa.

Sin da subito va detto che il furto in abitazione è un reato particolarmente grave, punito severamente dalla legge a prescindere dai beni che sono stati portati via. Insomma: commettere una violazione di domicilio con lo scopo di appropriarsi delle cose altrui è un delitto molto serio. Come comportarsi se si è vittima di questo reato? Cosa fare dopo un furto in casa? Scopriamolo insieme.

Furto in abitazione: cosa prevede la legge?

Il furto in abitazione (art. 624-bis cod. pen.) è il delitto che commette chi si introduce abusivamente nella casa altrui per sottrarre uno o più beni.

In un certo senso, il furto in abitazione è il risultato di due crimini diversi: la violazione di domicilio e il furto. La combinazione dà luogo a un reato particolarmente grave, punito con la reclusione da quattro a sette anni.

In buona sostanza, si ha furto in abitazione ogni volta che si entra in casa di altri senza permesso per appropriarsi di una parte del patrimonio altrui.

Furto in casa: come denunciare?

Il furto in abitazione è un reato procedibile d’ufficio, che pertanto può essere denunciato da chiunque, anche da persona diversa dalla vittima.

Ad esempio, se un passante si accorge che un ladro si sta intrufolando in casa passando per la finestra, potrà chiamare la polizia anche se non è il proprietario dell’abitazione.

Ugualmente, se del crimine dovessero accorgersene direttamente le forze dell’ordine, potrebbero intervenire senza dover ottenere il consenso della vittima.

Trattandosi di reato procedibile d’ufficio, la denuncia può essere sporta senza limiti di tempo. Ciò significa che, in teoria, la persona offesa potrebbe segnalare il fatto alle autorità anche un anno dopo che il reato si è consumato.

Furto in abitazione: cosa fare?

La prima cosa da fare in caso di furto in casa è sporgere denuncia alle forze dell’ordine. La semplice chiamata per telefono non è sufficiente: occorre recarsi di persona presso il più vicino presidio di polizia.

La telefonata serve per far intervenire sul posto le autorità, in modo che possano effettuare i rilievi opportuni e annotare ciò che può essere utile ai fini delle indagini.

In caserma, gli agenti provvederanno a raccogliere per iscritto la denuncia orale sporta dalla vittima, facendogliela poi sottoscrivere.

Nella denuncia vanno raccontati tutti i dettagli che possono servire alle forze dell’ordine: numero e tipo di oggetti rubati, danni subiti, nomi di persone che potrebbero testimoniare (ad esempio, i vicini), anche possibili colpevoli.

La denuncia è valida anche se sporta contro ignoti. È ciò che in genere accade nel caso di furto in abitazione: quasi mai si sa chi è stato il colpevole, a meno che il sistema di videosorveglianza non abbia identificato il malvivente.

La denuncia viene poi inviata in Procura affinché sia iscritta all’interno del registro delle notizie di reato. È questo il momento a partire dal quale cominciano ufficialmente le indagini.

Furto in casa: come denunciare all’assicurazione?

Se la vittima è assicurata contro i furti in abitazione, occorre immediatamente segnalare il fatto alla propria compagnia: per legge, infatti, l’assicurazione va informata subito dell’evento per cui si è coperti dalla polizza, non oltre i tre giorni, pena la perdita del diritto all’indennizzo.

All’assicurazione andrà presentata anche la denuncia sporta alla polizia, oltre a un elenco accurato di beni che sono stati sottratti.

Se l’immobile ha riportato danni e l’assicurazione copre anche questi, allora bisognerà farne ugualmente denuncia: è il caso della porta o delle finestre rotte o scassinate, degli eventuali incendi intenzionalmente causati dai ladri, ecc.

Furto in casa: cosa fare nel processo?

Se la polizia riesce a identificare e catturare i colpevoli del furto in abitazione, allora la vittima potrà costituirsi parte civile nel procedimento penale intentato contro i responsabili.

La costituzione di parte civile serve per chiedere il risarcimento dei danni subiti: si pensi a tutte le cose sottratte e ai danni che l’immobile ha patito.

I ladri potrebbero anche offrire spontaneamente un risarcimento oppure rendersi disponibili a restituire gli oggetti rubati; ciononostante, la persona offesa non potrebbe ritirare la denuncia sporta: trattandosi di reato procedibile d’ufficio, non è prevista la remissione di querela. Ciò significa che, anche qualora vittima e reo trovassero un accordo economico, il procedimento penale intrapreso per furto in abitazione andrebbe comunque avanti.



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