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Quanti soldi si possono trasferire all’estero?

15 Giugno 2022 | Autore: Patrizia Del Pidio
Quanti soldi si possono trasferire all’estero?

Trasferire denaro all’estero è un’operazione legale, quello che ci si chiede è se c’è un limite all’importo che può essere spostato fuori dei confini nazionali.

Vuoi tutelare i tuoi risparmi ed hai paura che le banche italiane non siano molto solide? Vuoi mettere al sicuro il tuo patrimonio? Spostare il proprio denaro al di fuori dell’Italia è un’operazione perfettamente legale a patto che le somme derivino da guadagni dichiarati o da risparmi e siano detenute lecitamente. Ma quanti soldi si possono trasferire all’estero? In questo articolo cercheremo di rispondere a questa domanda.

Quando è illecito il trasferimento di soldi all’estero?

Molti Paesi, tramite le proprie autorità finanziarie, hanno attuato delle misure che contrastano i trasferimenti illeciti di denaro all’estero. Si tratta di soldi che provengono da attività illecite e devono, quindi, essere riciclati. In questo caso, il trasferimento non è legale e sono previsti anche profili sanzionatori (dal punto di vista civile e penale) per questa tipologia di attività. Ma è possibile trasferire soldi all’estero rimanendo nella piena legalità normativa e proprio questo cercheremo di spiegare nelle prossime righe.

Se il tuo patrimonio deriva da onesto lavoro, eredità, una vincita, ad esempio, puoi decidere di trasferire i tuoi soldi nel Paese che preferisci. Nessuno te lo può vietare, sia che tu voglia trasferire il denaro per motivi d’investimento, per tutelarlo o semplicemente perché stai meditando di trasferirti all’estero, a patto che si agisca nel modo corretto, all’interno dei confini della legalità e nel rispetto della normativa del monitoraggio fiscale.

La libertà di trasferire i nostri soldi all’estero, quindi, non ce la può togliere nessuno. Prima di procedere al trasferimento delle somme, però, è sempre bene verificare che il denaro in questione abbia una provenienza lecita (come ad esempio soldi che derivano da risparmi, da guadagni, da patrimoni detenuti ecc.).

Trasferimento soldi all’estero: le modalità

I diversi trattati europei sanciscono la libertà di circolazione di persone e di denaro senza limiti tra i diversi stati UE e, in linea generale, la stessa cosa è valida anche per i trasferimenti di somme verso Paesi extra-UE. Ma in questo caso bisogna muoversi nel rispetto degli accordi bilaterali stipulati (laddove siano previsti) dall’Italia con il Paese in cui si vuol trasferire il proprio denaro.

Le modalità per trasferire i soldi all’estero sono essenzialmente tre:

  • spostare fisicamente il denaro contante e portarlo di persona all’estero;
  • avvalersi di trasferimenti telematici;
  • chiedere l’ausilio di intermediari specializzati.

Ognuna delle modalità sopra citate prevede delle specifiche regole da rispettare che andremo a illustrare di seguito.

Trasferimento denaro contante

Se si decide di trasferire il denaro contante è necessario oltrepassare con esso la frontiera attenendosi a quanto previsto dalla legge [1]: per chi vuole passare la frontiera con importi di denaro superiori ai 9999,99 euro è necessario rilasciare una dichiarazione alle autorità competenti (ovvero Agenzia delle Entrate, Agenzia delle Dogane o Guardia di Finanza). Se, invece, i soldi che si vogliono trasferire oltre confine rimangono nel limite dei 9999,99 euro non si è tenuti ad assolvere alcuna formalità.

La dichiarazione da rilasciare alle autorità in caso di trasferimento di somme superiori ai 9999,99 euro, deve essere resa entro 48 ore dalla movimentazione del denaro e deve contenere precise informazioni, quali:

  • le generalità del soggetto che effettua il trasferimento di soldi e, se sono destinati a terzi, anche di chi li riceve;
  • da dove provengono le somme che si stanno trasferendo;
  • che utilizzo avrà il denaro che si trasferisce.

La dichiarazione va consegnata al momento del passaggio doganale agli uffici preposti ma può essere trasmessa anche in modalità telematica all’Agenzia delle Dogane. La cosa fondamentale è che la dichiarazione deve essere resa prima dell’attraversamento del confine. In caso di violazione di questa norma, sono previste delle sanzioni che vanno dal 10% al 30% della somma trasferita per la parte eccedente i 10mila euro se la stessa parte eccedente non supera a sua volta i 10mila euro, o dal 30% al 50% se il valore eccedente supera i 10mila euro.

Trasferimento soldi all’estero con modalità telematica

Sicuramente, per chi non vuole avere problemi nel trasferimento di soldi all’estero, avvalersi della modalità telematica è la scelta più ovvia. Questa modalità di trasferimento prevede di approfittare della possibilità di effettuare bonifici all’estero che gli istituti bancari mettono a disposizione dei propri clienti. In questo modo, oltre ad avere la sicurezza di non incontrare problemi nel trasferimento delle somme, non si è tenuti neanche a presentare la dichiarazione di trasferimento alle autorità competenti, visto che il bonifico lascia traccia del movimento.

Ogni istituto bancario è tenuto a monitorare, nei confronti dei propri clienti, tutte le movimentazioni di denaro, comprese quelle di trasferimento all’estero. Ogni tracciamento, poi, sarà messo a disposizione dell’Agenzia delle Entrate con l’interscambio dei dati annuale che le banche sono tenute a effettuare.

Per procedere con il trasferimento in modalità telematica, quindi, non bisogna fare altro che un semplice bonifico bancario con destinazione verso un conto estero. Attenzione, in questo modo le commissioni richieste per il bonifico potrebbero essere più alte rispetto a quelle previste per uno nazionale (e variano da banca a banca). Per il trasferimento telematico, inoltre, si può scegliere anche di non operare tramite bonifico ma di utilizzare un mezzo alternativo come la carta di debito o la carta di credito.

Per chi, invece, non vuole correre il rischio di violare, in qualsiasi modo, la normativa la scelta ricade sul money transfer, ovvero affidarsi all’esperienza di un intermediario esperto proprio nella movimentazione di denaro.

Denaro trasferito: ancora soggetto a monitoraggio?

Quello che bisogna tenere presente quando si decide di trasferire soldi all’estero, è che se il soggetto continua a essere fiscalmente residente in Italia sarà tenuto, così come prevede la legge [2], a dichiarare le attività finanziarie estere per ogni periodo di imposta, compilando il Quadro RW del modello Redditi Persone Fisiche. Il monitoraggio delle attività finanziarie, infatti, riguarda anche le attività svolte all’estero, a meno che i proventi delle stesse non siano già stati tassati da intermediari finanziari residenti.

In ogni caso, nel Quadro RW del modello Redditi PF deve essere dichiarato, sempre nel rispetto della disciplina del monitoraggio fiscale, ogni deposito bancario che supera la soglia dei 15mila euro nell’anno d’imposta. Questo per verificare se si producono redditi da fonte estera che devono essere tassati in Italia.

Oltre al monitoraggio fiscale, per attività finanziarie detenute all’estero, è prevista anche un’imposta patrimoniale, l’Ivafe, dovuta per tutte le attività finanziarie. Per tutti i conti correnti e libretti di deposito detenuti all’estero è prevista una tassazione fissa pari a 34,20 euro ognuno. Solo se la giacenza media del conto corrente o del libretto estero non supera la soglia dei 5.000 euro, esattamente come avviene in Italia, l’imposta non è dovuta.

Quanto denaro si può trasferire all’estero?

Quanti soldi si possono portare all’estero? Il trasferimento di somme nei Paesi dell’UE non ha limiti perché, come abbiamo spiegato, secondo i trattati europei non ci sono limitazioni alla circolazione di persone e soldi (a patto che siano stati ottenuti lecitamente). Il trasferimento può avvenire in uno dei Paesi dell’UE senza fornire spiegazioni e senza rilasciare dichiarazioni, qualsiasi sia la somma che si intende trasferire.

I limiti che, invece, ci sono per i trasferimenti di denaro nei Paesi al di fuori dell’UE riguardano la dichiarazione da rilasciare all’Agenzia delle Dogane. Ovviamente, è sempre meglio informarsi prima visto che le regole possono essere diverse da Paese a Paese, ma in linea generale se l’importo è inferiore ai 9999,99 euro si è liberi di trasferirlo come e quando si desidera anche senza nessuna comunicazione. Oltre tale limite si è tenuti, invece, a fornire la dichiarazione all’Agenzia delle Dogane.



Di Patrizia Del Pidio

note

[1] D.Lgs. n. 195/2008.

[2] L. n. 227/90.


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