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Come si versa il diritto annuale?

16 Giugno 2022 | Autore:
Come si versa il diritto annuale?

Se si è iscritti al Registro delle imprese o al Rea bisogna pagare un tributo amministrativo alla Camera di commercio.

Ogni impresa iscritta o annotata nel Registro delle imprese e ogni soggetto iscritto nel Repertorio delle notizie economiche e amministrative (Rea) è tenuto al pagamento di un tributo amministrativo alla Camera di Commercio. Come si versa il diritto annuale camerale?

I soggetti iscritti al Rea e le imprese individuali iscritte o annotate nel Registro delle imprese versano il diritto annuale in misura fissa mentre gli altri soggetti iscritti nel Registro delle imprese pagano il tributo commisurato al fatturato dell’esercizio precedente.

Per quanto attiene alle modalità di pagamento, è possibile utilizzare il modello F24 oppure la piattaforma pagoPA.

L’importo del tributo non è frazionabile in rapporto alla durata dell’iscrizione nell’anno. Ne consegue che va versato per intero anche da chi risulta iscritto o annotato nel Registro delle imprese o nel Rea solo per un giorno dell’anno di riferimento.

Se un’impresa nel corso dell’anno trasferisce la propria sede in un’altra Provincia, è tenuta a pagare il diritto camerale alla Camera di Commercio dove era iscritta il 1°gennaio; in caso di trasferimento di sezione nell’ambito del Registro delle imprese (ad esempio, dalla sezione ordinaria si passa a quella speciale oppure dal Rea si passa al Registro delle imprese), il diritto dovuto è determinato dalla sezione in cui il soggetto era iscritto al 1°gennaio.

Diritto annuale: quali sono i soggetti obbligati al versamento?

Sono obbligati al versamento del diritto annuale camerale:

  • le imprese individuali;
  • le società semplici;
  • le società commerciali;
  • le cooperative e le società di mutuo soccorso;
  • i consorzi e le società consortili;
  • gli enti pubblici economici;
  • le aziende speciali ed i consorzi tra enti territoriali;
  • i Geie (Gruppi economici di interesse europeo);
  • le società tra avvocati [1].

Tali soggetti devono essere iscritti o annotati nel Registro delle imprese al 1° gennaio di ogni anno oppure devono essere iscritti o annotati nel corso dell’anno anche solo per una frazione di esso.

Quando l’attività imprenditoriale viene esercitata in sedi secondarie o in unità locali, il diritto annuale camerale va versato anche in riferimento ad ognuna di esse.

Dal 2011, il diritto annuale camerale va pagato dai soggetti già iscritti al Rea o che richiedono l’iscrizione nel corso dell’anno.

Come si paga il diritto annuale camerale in base al fatturato?

Le società e gli altri soggetti collettivi iscritti nella sezione ordinaria del Registro delle imprese dal 1°gennaio – si pensi a una società in nome collettivo, a una società di capitali o a una società cooperativa – devono calcolare il diritto annuale camerale in base al fatturato conseguito nell’anno precedente. A tal fine, occorre sommare gli importi dovuti per ogni scaglione di fatturato secondo una specifica tabella e con un arrotondamento matematico al 5° decimale.

Da 0 a 100.000 euro di fatturato, il diritto annuale camerale è dovuto nella misura fissa di 200 euro, oltre i 100.000 euro e fino a 250.000 euro, l’aliquota è dello 0,015%, oltre i 250.000 euro e fino a 500.000 euro, l’aliquota è pari allo 0,013%.

L’importo determinato nel modo sopra specificato, va ridotto del 50% [2]. Successivamente, bisogna considerare la quota di incremento destinata ai finanziamenti dei progetti strategici [3].

Per ciascuna unità locale/sede secondaria/ufficio di rappresentanza già iscritta al 1° gennaio dell’anno di versamento, all’importo determinato per la sede va sommato un diritto pari al 20% di quanto dovuto per la stessa, fino ad un massimo di 120 euro.

Come si paga il diritto annuale camerale in cifra fissa?

Il diritto camerale annuale è dovuto in cifra fissa dalle imprese individuali iscritte o annotate nella sezione speciale (piccoli imprenditori, artigiani, coltivatori diretti e imprenditori agricoli), dalle imprese individuali iscritte nella sezione ordinaria, dai soggetti collettivi iscritti solo al Rea (vedi le fondazioni o le associazioni), dalle persone fisiche iscritte al Rea (come gli agenti e i rappresentanti o i mediatori), dalle società tra avvocati e dalle imprese con sede principale all’estero che hanno aperto unità locali o sedi secondarie in Italia.

L’importo del tributo è fissato dal ministero dello Sviluppo economico.

Un’impresa individuale iscritta nella sezione speciale deve versare 44 euro all’anno per la sede e 8,80 euro all’anno per un’unità; un’impresa individuale iscritta nella sezione ordinaria paga, invece, 100 euro all’anno per la sede e 20 euro all’anno per l’unità.

È opportuno evidenziare come ciascuna Camera di commercio può stabilire delle maggiorazioni da applicare agli importi fissati dal ministero dello Sviluppo economico.

Quali sono i termini e le modalità di pagamento del diritto annuale?

Il 30 giugno è la data di scadenza del diritto annuale camerale. Se la stessa coincide con un sabato o con un giorno festivo, si proroga al primo giorno lavorativo utile.

In merito alle modalità di pagamento, il versamento può avvenire in un’unica soluzione, telematicamente (Entratel, home banking, ecc.), tramite modello F24. In tal modo, è possibile compensare il diritto nel caso in cui si vantino crediti per altri tributi/contributi. Il modello va compilato con il codice fiscale dell’impresa o del soggetto Rea e utilizzando il codice tributo 3850. Gli importi dovuti a titolo di diritto annuale vanno indicati nella “sezione Imu e altri tributi locali”.

Per le società di capitali la data di scadenza del versamento varia in base alla chiusura dell’esercizio e all’approvazione del bilancio. Di norma, il pagamento deve comunque avvenire entro il termine previsto per il versamento del primo acconto delle imposte sui redditi [4].

Se il pagamento avviene entro il 30° giorno successivo al termine di scadenza, occorre maggiorare il versamento dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo.

Dopo il 30° giorno successivo al termine di scadenza è possibile sanare la violazione commessa, entro un anno dalla scadenza stessa, avvalendosi del ravvedimento operoso. In tal caso, nel modello F24 vanno riportati i codici tributi 3852, per la sanzione da ritardato versamento, e 3851 per gli interessi.

Il mancato rispetto dei termini previsti per il pagamento del diritto annuale camerale, comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa, variabile dal 10% al 100% dell’ammontare del diritto dovuto.

Il diritto annuale camerale può essere versato anche attraverso la piattaforma pagoPA. A tal fine, è stato predisposto un sito unico nazionale per il calcolo e il pagamento del tributo dovuto alla Camera di commercio.

L’indirizzo Internet del sito è dirittoannuale.camcom.it. Per effettuare il conteggio bisogna:

  • inserire il codice fiscale dell’impresa; il sistema verifica, quindi, che questa disponga di una casella pec valida (salvo i soggetti non obbligati alla pec);
  • inserire un’eventuale seconda mail non certificata e il dato del fatturato per tutte le imprese che non pagano in misura fissa (società, consorzi, ecc.);
  • nella schermata dei risultati del calcolo, usare gli appositi pulsanti se si vuole ricevere via mail i dettagli dei conteggi e/o se si vuole effettuare il pagamento direttamente online;
  • dopo aver fatto click su “Paga online“, si deve scegliere il servizio di pagamento fra le varie banche disponibili, di regola con carta di credito; alcune banche consentono anche l’addebito diretto in conto per i propri correntisti.

note

[1] D. Lgs. 96/2001.

[2] Art. 28, co. 1, D. L. n. 90/2014 convertito con modificazioni nella L. n. 114/2014.

[3] Decreto del 27.05.2017 e Decreto del 02.03.2018.

[4] Art. 37, D. L. n. 223/2006 convertito in L. n. 248/2006.


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