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Attenti alle società che promettono rate di Equitalia più leggere

11 Agosto 2014
Attenti alle società che promettono rate di Equitalia più leggere

Rateazioni di cartelle esattoriali sotto la soglia di 100 euro al mese, però impossibili da realizzare per legge: occhio alle truffe delle società di “difesa dei debitori”.

Alcuni nostri lettori ci hanno segnalato la presenza di società, apparentemente operanti nell’ambito della “difesa dei debitori”, ma che, in realtà, riescono furbescamente a vendere servizi per i quali, invece, nella migliore delle ipotesi, non vi sarebbe alcun bisogno di intermediari; spesso, poi, vengono millantati risultati impossibili– per legge – da realizzare.

Ci riferiamo a società che operano nell’ambito dei rapporti tra contribuenti ed Equitalia e che promettono la cancellazione del debito o, ancor più spesso, l’ottenimento di rateazioni vantaggiosissime.

In alcuni casi, sono state garantite rate mensili da circa 50 euro, quando invece, per legge, non possono essere ottenute: l’attuale legge prevede infatti (sia nel caso di rateazione ordinaria da 72 rate, sia di rateazione straordinaria da 120 rate) un importo minimo di 100 euro al mese.

In altri casi sono stati promessi annullamenti e ricorsi giudiziali per cartelle esattoriali prescritte o non dovute. Inutile dire che alcuna attività è stata poi intrapresa.

Per questi servizi millantati o che il contribuente potrebbe comunque ottenere tranquillamente senza costi, solo rivolgendosi allo sportello di Equitalia o consultando il sito stesso dell’Agente della riscossione, tali società pretendono, come corrispettivo, il pagamento di diverse centinaia di euro, finendo poi per diventare veri e propri aguzzini dei loro stessi clienti.

Le richieste di pagamento e le minacce si susseguono, con telefonate e lettere di diffida, fino a diventare una vera e propria ossessione.

A riguardo, è bene informare i nostri lettori dei loro diritti e tutele.

Innanzitutto bisogna sempre ricordare che il contratto stipulato fuori dai locali commerciali (ossia non all’interno dell’azienda) può essere sempre annullato, esercitando il diritto di recesso entro 14 giorni dalla stipula, senza bisogno di fornire spiegazioni.

In ogni caso, ogni contratto concluso a causa del “dolo” della controparte (la quale abbia fatto deliberatamente cadere in errore il consumatore, spingendolo a concludere un accordo che altrimenti non avrebbe concluso: come nel caso in cui siano stati prospettati risultati o vantaggi che, invece, non erano realizzabili) può essere annullato entro cinque anni dalla conclusione. La conseguenza è che il consumatore potrà chiedere la restituzione delle somme già corrisposte alla società.

Stessa cosa dicasi nel caso in cui il contribuente sia caduto in “errore”, ritenendo che il contratto gli avrebbe fatto conseguire un risultato invece impossibile da ottenere per legge.

Siamo dunque in presenza non di società di tutela dei “debitori”, ma solo di commercianti abili e senza scrupoli, in grado di far leva sull’ignoranza della gente pur di conseguire un proprio lucro.

Non in ultimo, si può sempre segnalare la presenza di tali società all’Antitrust, ossia all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) e, ricorrendone gli estremi (da valutare caso per caso), ai Carabinieri o alla procura della Repubblica denunciando il reato di truffa.

Occhio, dunque, alle facili promesse. I miracoli non esistono. Specie se si tratta dell’erario. Chiedete sempre prima consiglio a una società di tutela dei consumatori (tra le migliori in Italia ci sono l’Aduc e Altroconsumo) o a uno dei legali del nostro network.



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