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Bancomat: il cliente può pretendere di saldare con il Pos

12 Agosto 2014
Bancomat: il cliente può pretendere di saldare con il Pos

Pagamenti con carte di debito: gli obblighi di commercianti e professionisti non sono soggetti a sanzioni.

Dal 30 giugno è possibile pretendere di pagare anche con carta di debito (bancomat) qualsiasi acquisto per più di 30 euro da imprese e professionisti. La misura, nata contro la micro-evasione, può essere un efficace strumento di sviluppo dei mezzi di pagamento elettronici.

Attenzione, però: per i clienti non è un obbligo, ma solo un diritto o, meglio, una facoltà. L’esercente deve quindi mettere a disposizione un terminale Pos abilitato a ricevere pagamenti a mezzo bancomat, mentre l’acquirente non ha alcun obbligo di utilizzare strumenti di pagamento tracciabili, se non per gli acquisti pari o superiori ai 1.000 euro.

La normativa non impone a imprese e professionisti l’obbligo di accettare pagamenti con carta di credito, limitandosi invece a garantire la possibilità di utilizzare le carte di debito. Quindi, mentre si può pretendere di pagare con bancomat, non altrettanto può farsi se si intende saldare il conto con una carta di credito.

Alla violazione del particolare adempimento di garantire pagamenti a mezzo Pos non è tuttavia correlata alcuna sanzione, neanche di natura amministrativa, in capo ad imprese e professionisti. Per questi ultimi, l’adozione di un Pos è stata intesa come un semplice onere, non un obbligo giuridico, limitatamente ai casi in cui saranno i clienti a richiedere di potersi liberare dall’obbligazione pecuniaria a proprio carico per il tramite di carta di debito. La volontà delle parti del contratto d’opera professionale resterebbe infatti ancora il riferimento principale per la individuazione delle forme di pagamento. Ad esempio, potranno continuare ad essere ricevuti pagamenti tramite assegno o bonifico bancario.

Quando tuttavia il cliente richiede di effettuare comunque il pagamento tramite carta di debito, si determinerebbe la fattispecie della mora del creditore [1], che non libera il debitore dall’obbligazione. La mora del creditore esclude tuttavia che l’operatore possa vantare e richiedere interessi sui pagamenti da ricevere, obbligandolo peraltro a sopportare eventuali spese sostenute dal cliente per effettuare il pagamento negato con la carta bancomat. Si pensi, ad esempio, al caso di una famiglia che intende pagare con bancomat ma presso l’esercente non c’è un apparecchio Pos: l’obbligo di pagamento non viene naturalmente meno, ma non dovranno essere sopportati costi aggiuntivi quali, ad esempio, le commissioni bancarie dovute per il prelievo allo sportello di altro istituto rispetto a quello in cui si è correntisti oppure le spese per l’effettuazione di un bonifico. Questi costi, inizialmente sostenuti dall’acquirente debitore, potrebbero essere detratti dall’ammontare dovuto, riaddebitandoli all’operatore che non abbia garantito il pagamento tramite Pos. Sia quando non ha mai attivato il servizio sia quando lo ha attivato ma c’è una momentanea assenza di connessione telefonica.


note

[1] Art. 1226 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com


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