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Gratuito patrocinio (o a spese dello Stato) e difesa d’ufficio

12 Agosto 2014
Gratuito patrocinio (o a spese dello Stato) e difesa d’ufficio

Quando lo Stato paga le spese del processo: la guida completa per districarsi nei meandri della giustizia italiana.

Attraverso il gratuito patrocinio viene assicurata la difesa di chi è in difficoltà economica.

Far valere i propri diritti in un aula di tribunale può costare caro: oltre ai soldi

per l’avvocato, bisogna tenere conto dei costi amministrativi (che possono andare da qualche decina fino a oltre mille euro) e delle eventuali spese di consulenza tecnica.

Tirando le somme, non tutti possono permettersi di pagare cifre del genere. Proprio per garantire a tutti i cittadini un giusto processo, lo Stato si prende carico delle spese di assistenza dei non abbienti,  cioè di chi è in difficoltà economica: è quello che un tempo veniva tecnicamente definito  “gratuito patrocinio” e che ora si chiama “patrocinio a spese dello Stato”.

 

Chi può chiederlo, dove e come

Per poter chiedere il patrocinio a spese dello Stato bisogna avere un reddito non superiore a 11.369 euro (dato aggiornato al mese di luglio 2014). Fa fede l’ultima dichiarazione Irpef.

Se si convive con il coniuge e/o con altri familiari, a parte casi specifici, il reddito considerato è quello dell’intero nucleo familiare (per maggiori info: “Gratuito patrocinio: familiare a carico o familiare convivente?”).

PROCESSI CIVILI

Per i processi civili, la domanda deve essere presentata alla segreteria del consiglio dell’Ordine degli avvocati, che si trova all’interno del Palazzo di Giustizia. Per quanto riguarda la sede competente, è quella dove si trova il giudice che sovraintende il processo.

I moduli prestampati per fare la domanda sono disponibili nelle segreterie degli Ordini degli avvocati.

L’istanza va firmata e consegnata allegando una fotocopia del documento di identità.

Entro dieci giorni dal deposito della domanda, il Consiglio dell’Ordine degli avvocati deve comunicare l’accoglimento o il rifiuto della stessa al richiedente.

Nel caso l’istanza venga respinta, rimane comunque la possibilità di fare la domanda direttamente al giudice che si occuperà del processo.

Una volta ammessi al gratuito patrocinio, è possibile nominare un difensore, scegliendo un nominativo a proprio piacimento tra gli iscritti del relativo elenco degli avvocati.

Chi paga le spese?

Lo Stato anticipa sia i costi amministrativi legati al processo sia l’onorario dell’avvocato.

Come e quando recupera questi soldi?

Se il non abbiente vince la causa. Se chi ha goduto del gratuito patrocinio vince la causa, lo Stato recupera le spese addebitandole alla parte sconfitta. Se così non riesce a rientrarne in possesso, possono essere richieste anche a chi ha goduto del gratuito patrocinio,  ma solo se la vittoria del processo lo ha messo in condizione di restituire le spese erogate in suo favore.

Se il non abbiente perde la causa. In questo caso lo Stato non recupera le spese.

Una cosa deve essere chiara: se chi gode del gratuito patrocinio viene condannato dal giudice e deve quindi pagare la controparte (per esempio, rimborsare le spese processuali,  risarcire i danni che ha causato, ecc.), non può esimersi dal farlo: in caso di condanna, anche il non abbiente (come tutti gli altri) deve pagare ciò per cui è stato condannato (per maggiori info: “Anche se hai il gratuito patrocinio paghi se perdi la causa”).

 

 

PROCESSI PENALI

Il gratuito patrocinio vale anche per il processo penale: chi fa domanda non deve avere un reddito annuo superiore a 10.766,33 euro; per ciascuno dei familiari conviventi,  il limite di reddito viene elevato di 1.032,91 euro.

L’istanza va presentata all’ufficio del magistrato competente.

PROCESSI TRIBUTARI

 

La regole generali del patrocinio a spese dello Stato valgono anche nei confronti delle Commissioni tributarie, cioè quando il cittadino contesta un atto emesso dal fisco nei suoi confronti (per esempio, una cartella di pagamento di Equitalia) e ne chiede l’annullamento.

DIFFERENZA TRA GRATUITO PATROCINIO E DIFESA D’UFFICIO

Attenzione a non fare confusione tra il patrocinio a spese dello Stato (o gratuito patrocinio) e la cosiddetta difesa d’ufficio, perché si tratta di due cose completamente diverse.

1. La cosiddetta difesa d’ufficio prescinde dal reddito della persona: viene infatti garantita a qualsiasi imputato che non abbia ancora nominato un proprio avvocato difensore di fiducia, non appena gli viene notificato l’avvio di un procedimento penale.

Il difensore d’ufficio dovrà poi essere regolarmente pagato dall’imputato, a meno che quest’ultimo non abbia i requisiti per godere del gratuito patrocinio.

Il difensore d’ufficio viene scelto dal giudice oppure dal pubblico ministero all’interno dell’elenco dei difensori predisposto dal Consiglio dell’ordine degli avvocati.

La difesa d’ufficio viene riconosciuta solamente nei processi penali. Nei processi civili, invece, è limitata ai procedimenti davanti al Tribunale per i minorenni.

UNO SPORTELLO A DISPOSIZIONE DEL CITTADINO

Avete intenzione di fare una causa, ma non sapete da dove iniziare?

Vi serve un avvocato e non avete idea di quanto vi potrebbe costare? Per avvicinare i cittadini alla giustizia e fornire loro informazioni e consigli su come muoversi in caso di controversie, la legge [1] ha affidato a ciascun Consiglio dell’ordine degli avvocati l’incarico di istituire i cosiddetti Sportelli per il cittadino.

In pratica, presso ognuno di questi Sportelli locali (vedi per esempio quello di Milano su www.ordineavvocatimilano.it,  alla sezione “Servizi per il cittadino”), gli avvocati danno informazioni qualificate sugli adempimenti necessari per istituire una causa in tribunale, sugli strumenti alternativi alla giustizia ordinaria per la soluzione delle liti, sui costi e sui tempi della giustizia, sulla difesa d’ufficio, sul gratuito patrocinio e così via.

Attenzione: il servizio non prevede né un’attività di consulenza giuridica da parte degli avvocati né può fornire informazioni sulle cause già in corso.

Il servizio è gratuito e aperto a tutti: gli utenti devono solo firmare un modulo per il consenso al trattamento dei loro dati personali.


note

[1] L. n. 247 del 31.12.2012.

Autore foto e fonte: Altroconsumo n.131, Soldi e Diritti Luglio 2013.


2 Commenti

  1. In costituzione non esiste l’obbligo del patrocinio, esiste il diritto alla difesa. Perciò chi volesse dovrebbe potersi difendere da solo. Invece gli avvocati fanno credere che esista l’obbligo di essere patrocinati per forza per lucrare parcelle di cui il cittadino potrebbe fare a meno. Solo in Italia esiste l’art. 82 cpc che prevede tale obbligo. Nei paesi civili si può andare fini in cassazione senza avvocato. Ma nessuno ve lo dirà mai…

  2. Se un avvocato è inserito negli elenchi del gratuito patrocinio e un individuo si rivolge per essere assistito con il gratuito patrocinio , ma l’avv. Si rifiuta dicendo che non lavora gratis , si può denunciare a qualche ente ?
    O cosa si potrebbe fare , visto che è una cosa che accade spesso ?

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