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Accertamento fiscale: se sbaglia il tuo commercialista devi denunciarlo

12 Agosto 2014
Accertamento fiscale: se sbaglia il tuo commercialista devi denunciarlo

Restano le sanzioni pecuniarie: la condanna del professionista non salva il contribuente se il pagamento del tributo non è stato eseguito per fatto denunciato all’autorità giudiziaria.

Se il tuo commercialista ti ha messo nei guai e, per colpa di un suo grave illecito penale, hai subìto un accertamento fiscale e l’applicazione delle relative sanzioni, la prima cosa che devi fare è denunciarlo alle autorità (Carabinieri o Procura della Repubblica): e ciò anche se hai la certezza che ciò non servirà a risarcirti. Diversamente, il danno che potresti subire per la tua inerzia potrebbe essere tutt’altro che lieve.

Se, infatti, il professionista ha commesso un reato (come per esempio l’esercizio abusivo della professione) che ha comportato, per il suo cliente, delle violazioni fiscali, quest’ultimo potrà evitare le sanzioni dell’Agenzia delle Entrate solo se sporge querela contro il proprio consulente. È necessario che detta querela sia presentata dallo stesso cliente danneggiato anche se vi hanno già provveduto altri: infatti, se il consulente viene condannato, ma a seguito della denuncia presentata da differenti soggetti, non è possibile per il cliente evitare le sanzioni.

A chiarire questo aspetto è una recente sentenza della Commissione tributaria Regionale di Trento [1]. La pronuncia ricorda, infatti, che, in base alla legge [2], il contribuente non è punibile quando dimostra che il pagamento del tributo non è stato eseguito per fatto denunciato all’autorità giudiziaria e addebitabile esclusivamente a terzi.

La vicenda

Una società non aveva presentato le dichiarazioni dei redditi per aver affidato i relativi adempimenti al proprio commercialista, il quale tuttavia era stato oggetto di un procedimento penale per “abusivo esercizio della professione”, con relativo sequestro della documentazione. In conseguenza di ciò, la ditta aveva subito un accertamento fiscale e l’applicazione delle relative sanzioni. Il tribunale di secondo grado ha però dato ragione al fisco, osservando che il giudizio penale contro il consulente non era stato avviato da una denuncia all’autorità giudiziaria sporta dal cliente medesimo.

Dunque, solo sporgendo denuncia alle autorità si potranno evitare le sanzioni per gli illeciti fiscali commessi a causa dell’infedele consulente.


note

[1] CTR Trento sent. n. 43/2/2014.

[2] Art. 6, comma 3, del Dlgs 472/1997.

Autore immagine: 123rf com


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