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Auto: buy-back, car sharing, noleggio a lungo termine

13 Agosto 2014
Auto: buy-back, car sharing, noleggio a lungo termine

La guida per ridurre i costi dell’automobile; oltre la proprietà, verso il possesso e l’uso.

Rinunciare alla proprietà, accontentandosi del semplice possesso o del diritto d’uso: è in questo senso di marcia che sta cambiando il modo di utilizzare e comprare l’automobile. Se una volta, agli albori della motorizzazione di massa, c’erano le pile di cambiali da firmare e le rate, ora ci sono formule di finanziamento più moderne come il buy-back, dove si rateizza metà del prezzo della vettura per due o tre anni e poi si sceglie se prenderne una nuova o continuare a pagare la vecchia, formula interessante per chi cambia l’auto spesso ma non sempre conveniente.

Ci sono alternative come il noleggio a lungo termine con canoni “all inclusive” (valida soprattutto per chi ha partita Iva) e soluzioni simili a quelli degli smartphone: si paga a tempo o a chilometri.

Infine c’è la scelta più radicale: abbandonare l’auto propria per il car sharing. Opzione da valutare attentamente. Da un lato, l’auto condivisa non è necessariamente alternativa a quella di proprietà. Dall’altro, prima di essere preda di facili entusiasmi, scelte ideologiche e mode “green” dell’ultima ora, occorre analizzare i propri bisogni di trasporto.

Si può optare per modalità miste: auto personale e car sharing quando serve l’una o l’altra, mezzi pubblici e magari le due ruote a pedali e a motore (se i chilometri non sono tanti e non bisogna fare la spesa).

Non tutti hanno le stesse esigenze, non tutti abitano e lavorano in grandi città. La mobilità è materia più complessa di quanto alcuni amministratori pubblici e intellettuali della green economy vogliono far credere. Di fatto, solo se i chilometri sono pochi il costo totale del possesso può non convenire. Così, solo in pochi casi si può evitare di possedere un’auto propria o di famiglia, risparmiando soldi, ma rinunciando a un bel po’ di libertà personale e di mobilità.

L’auto condivisa difficilmente potrà essere l’unica soluzione per una famiglia o per chi ha figli piccoli o genitori anziani o, perché no, fidanzati e fidanzate che abitano fuori città.

Infine non va dimenticato, e qui entrano in gioco le formule di finanziamento alternative, che l’automobile non è un elettrodomestico ma anche un piacere, una passione e uno strumento di lavoro. Avere una vettura non è certo un disvalore o un attentato all’ambiente. L’auto è una parte importante della nostra vita. Walter de Silva, il famoso designer del gruppo Vw, disse: “Tante foto ci ritraggono di fianco a un’auto, probabilmente nessuna vicino a una lavatrice”.

Cos’è il Buy-back?

Per comprare un’auto nuova sono sempre più numerose le formule che puntano a superare la proprietà, consentendo a sempre più persone di utilizzare un’auto senza dover pagare (con soldi propri o presi in prestito) la considerevole cifra necessaria per l’acquisto. A parte leasing e noleggio (si vedano gli articoli sulla destra), una soluzione che sta diventando nota dopo vent’anni dal suo arrivo in Italia è il buy-back o “mezza auto“, il cui vantaggio primario e far pagare all’utente solo la parte dell’auto che utilizzerà.

Il buy back si basa sul fatto che spesso chi acquista una vettura nuova non la tiene sino alla rottamazione, ma la sostituisce prima. Questo comportamento pone un interrogativo: perché pagare per intero sin da subito un bene che non si sfrutterà per la sua intera vita utile? Una soluzione è, appunto, il programma “mezza auto”.

In sintesi, il buy back è una formula di acquisizione di un’auto con un finanziamento per la metà del valore totale, dimezzando l’importo delle rate mensili. A fine periodo di uso (24 mesi, 36 o a volte 48) si può scegliere se restituire la vettura (con un valore garantito alla stipula del contratto ma soggetto a tagli in caso di supero chilometrico) e acquistarne una nuova (magari con analoga formula) o pagare l’importo restante con una maxi rata o rateizzando l’importo.

Dunque, Chi lo sceglie paga un anticipo variabile, dal quale può essere scalato il valore riconosciuto dal venditore all’usato eventualmente lasciato in permuta) e poi paga rate mensili per tutto il tempo del contratto (di solito, da 24 a 48 mesi). La somma dell’anticipo e di tutte le rate equivale grossomodo alla metà del prezzo da pagare in caso di acquisto “tradizionale” (di qui il nome di “mezza auto”).

Le rate che derivano da questa soluzione sono quindi di entità minore rispetto a quelle che si pagherebbero se si acquistasse il veicolo normalmente. La contropartita è che, al termine dei pagamenti, non si è proprietari dell’auto e quindi non si può incassarne il valore come si farebbe normalmente rivendendo o dando in permuta il proprio usato. Ma questo non è di per sé un problema: spesso non è semplice gestire di persona la rivendita (ricerca di un acquirente, trattative, burocrazia).

I problemi, semai, possono essere nelle tre opzioni previste dal contratto alla scadenza delle rate:

1. La prima è restituire l’auto al concessionario, che la venderà per suo conto; qui può essere applicata una penalità se il chilometraggio percorso supera quello (di solito basso) previsto dal contratto.

2. La seconda opzione è acquisire la piena proprietà dell’auto, versando (anche con un nuovo finanziamento) l’importo necessario, che può essere inteso come una specie di maxi rata finale stabilita a priori ed eventualmente rateizzabile; qui di solito il costo complessivo dell’operazione è spesso più alto di quello di un acquisto tradizionale a rate.

3. La terza possibilità permette di cambiare l’auto, restituendo l’usato al concessionario e stipulando un contratto per una nuova auto con la stessa formula e rate adeguate al valore della nuova vettura; qui le condizioni sono favorevoli al cliente (i contratti sono costruiti per favorire sempre nuove vendite), ma occorre chiedersi se sia davvero necessario cambiare l’auto dopo pochi anni e pochi chilometri e se si desideri davvero prendere sempre modelli della stessa marca (il buy back è di solito offerto dalla casa automobilistica, che così vuole assicurarsi la fedeltà del cliente; le cose cambiano per le formule offerte da grossi concessionari multimarca).

In pratica, il buy back è adatto solo a chi vuole cambiare l’auto dopo pochi anni, spesso a prescindere da un’effettiva necessità (chi ce l’ha è perché percorre molti chilometri, ma in questo caso possono scattare penalità che rendono poco conveniente la formula).

Le offerte di buy-back

La convenienza va valutata secondo le proprie esigenze e guardando offerta per offerta.

Vediamo ora quali sono le opportunità offerte dalle case, a cominciare dai marchi nazionali: Fiat, Alfa Romeo e Lancia offrono il sistema di acquisto di mezza auto su tutta la gamma. Ma è Jeep, il marchio di punta nel settore dei crossover e suv (molto gettonati di questi tempi) a proporre le condizioni più interessanti come l’anticipo dello 0,25% per 37 mesi e fino al 50% del costo con il vincolo di un chilometraggio massimo di max 20 o 30.000 km.

Quanto ai marchi francesi: Citroën lo propone su C3, C4, DS3 DS4 e DS5 con un anticipo minimo di 3.300 euro per un periodo di 24-36 mesi ad un tasso compreso fra il 3,99 e il 6,3%. Peugeot, invece, lo offre su 108, 308, 3008 e 5008 con un anticipo a scelta e una rateazione da 24 a 36 mesi più maxirata finale e tassi fra il 2,99% e il 3,99 percento. Renault, invece, lo offre su tutta la gamma con anticipo a scelta per un periodo da 24 a 36 mesi e con un tasso prefissato del 4,99%. Più o meno la stessa offerta previsto dai “cugini” di Dacia: anticipo flessibile, 24 o 36% e un tasso fra il 4,99% e il 6,99%.

E veniamo a Ford, che ha sempre chiamato «Idea Ford» il suo buy back. Al momento l’offerta è su tutti i modelli in gamma tranne EcoSport e Tourneo, per un anticipo compreso fra 0 o il 30% e una dorata di 24 o 36 mesi a dei tassi fra 2,95 e 7,95 per cento.

Molto attiva Toyota, che offre il sistema di acquisto di mezza auto sulla nuova Aygo ad un anticipo compreso fra il 20% e il 45% e un periodo massimo di 48 mesi per un tasso del 4,9%, Mentre sul resto della gamma l’anticipo è del 20%, il periodo fra 24 e 36 mesi e il tasso dell’8,3 percento. Per il resto della gamma, Toyota prevede un altro speciale trattamento: anticipo zero, 24, 36 o 48 mesi ad un tasso del 5,9%.

Infine Volkswagen, che offre l’acquisto di “mezza auto” per i modelli up!, Polo, Golf e Tiguan con un anticipo minimo del 10%, durata da 24 fino a 36 mesi e un tasso medio che è compreso fra il 5,95% e il 5,99%.

Car sharing

Chi lo usa definisce il car sharing come il sogno di ogni automobilista: la comodità dell’auto senza lo stress del parcheggio, la libertà di muoversi in città senza i costi di assicurazione e carburante. Le auto condivise sono disponibili da una quindicina d’anni, ma stanno sfondando solo ora che si possono trovare e lasciare in ogni punto della città e non più solo in pochi spazi riservati, presenti solo in alcuni quartieri: una possibilità introdotta dagli operatori privati arrivati a partire dall’anno scorso (per ora, Car2go, Enjoy e Twist) prima a Milano e poi a Roma e Firenze, con programmi di espansione in altre grandi città. Prima i servizi erano offerti solo da società a partecipazione pubblica.

Il “nuovo” car sharing sta cambiando le abitudini delle famiglie, pronte a rinunciare quantomeno alla seconda auto di proprietà. A conti fatti, costa molto meno che mantenere una vettura: dai 25 ai 29 centesimi tutto compreso per ogni minuto di utilizzo. Per uno spostamento di mezz’ora, spesso sufficiente ad attraversare la città, si spendono quindi dai 7,5 agli 8,7 euro, senza preoccuparsi di pagare il parcheggio né di non poter lasciare l’auto negli spazi riservati ai residenti (ma è bene verificare caso per caso le avvertenza, a volte poco chiare). Spesso, per tragitti brevi, il car sharing diventa persino più conveniente dei mezzi pubblici. E, in genere, se si viaggia in più persone la convenienza cresce anche per tragitti più lunghi.

L’auto condivisa è anche facile da trovare: se ne vedono molte in uso o parcheggiate, ma è anche possibile cercare la più vicina con le app per gli smartphone. Una volta individuata e prenotata, l’utente ha 30 minuti per raggiungerla. Può usarla per tutto il tempo necessario e poi lasciarla in strada, pronta per nuovi utenti. L’unico limite è nel perimetro entro cui può lasciarla: le città e l’immediato hinterland. L’utente è responsabile dall’apertura alla chiusura delle porte: ogni infrazione commessa tra questi due momenti gli sarà addebitata. E, visto che «condivisione» significa anche rispetto degli altri, in auto è vietato fumare, sporcare e trasportare animali.

Il noleggio a lungo termine ora è possibile per i privati

Dopo alcune “false partenze”, il noleggio a lungo termine si avvia anche per i privati. Consente loro di disporre di un autoveicolo senza acquistarlo: si può avere per un periodo predeterminato, in genere tre o quattro anni, la vettura che si desidera senza alcun esborso iniziale, ma semplicemente pagando a una società di noleggio un canone mensile. Il canone comprende anche bollo, assicurazione (spesso anche kasko, con livello di protezione a scelta), manutenzione e in genere tutti i costi tranne quello per il carburante. Si possono aggiungere servizi come auto sostitutiva e card per il rifornimento. In sintesi, resta il piacere dell’auto, in cambio del solo pagamento del canone (alto rispetto all’acquisto, perché comprende i servizi) e del carburante, minimizzando le seccature legate alla gestione del mezzo.

Per questo l’83% delle vetture delle flotte sono in noleggio a lungo termine. La formula non aveva fatto breccia tra i privati: il canone era ritenuto troppo alto. Ora le cose stanno cambiando. La ragione principale è che vi è una discreta richiesta da parte di abitanti di aree in cui i premi di assicurazione sono tanto alti da far diventare conveniente il noleggio a lungo termine, che ha polizze cumulative su cui non pesa il fattore territoriale. Questo è il grimaldello con cui il noleggio a lungo termine sta entrando nel mercato dei privati.

Le società di noleggio non intendono però perdere questa ghiotta occasione e quindi sono fortemente impegnate per adattare il servizio e renderlo competitivo per tutti i potenziali utilizzatori privati.

Convenienza condizionata ai chilometri e al tasso

Quanto sono valide le formule alternative come il buy-back per acquistare l’auto?

Tasso di interesse, prezzo promozionale ma solo con permuta iniziale, chilometraggio limitato e costi extra in caso di sforamento, condizioni stringenti per la restituzione della vettura. Sono molti gli aspetti da tenere in considerazione con le formule di acquisto alternative proposte dalle case. E basta fare un confronto con le formule classiche di finanziamento per rendersi conto che non conviene sempre. Implicando il cambio della vettura con una certa frequenza, il buy back può interessare chi fa tanti chilometri; ma non di rado la formula prevede limiti di percorrenza bassi, con penalità non leggere per chi li sfora.

 

La vettura va tenuta bene per non pagare costose penali

In che condizioni va riconsegnata un’auto in buy-back o in noleggio?

Di solito per non pagare penali si deve eseguire la manutenzione prevista, rispettare il chilometraggio imposto, riparare il veicolo in presenza di danni interni ed esterni. La vettura deve essere pulita sia dentro sia fuori, senza segni di incuria, modifiche e accessori non previsti di serie. Le gomme devono essere almeno al 50%.

 

I neo patentati non sempre sono ammessi al car sharing

Il car sharing è aperto anche ai neopatentati?

Occorre verificare le condizioni del singolo gestore. Per esempio, Enjoy e Twist non fanno iscrivere persone patentate da meno di un anno. Nessun limite, invece, per il GuidaMi (attivo solo a Milano) e per Car2Go (che, dopo Milano e Roma, è sbarcato anche a Firenze), per i quali è sufficiente aver conseguito la patente.


note

Autore immagine: 123rf com


1 Commento

  1. La cosa più bella che ho imparato dal noleggio a lungo termine è che c’è una transitorietà del possesso in tutte le cose, per cui non possiamo dire che qualcosa ci appartenga realmente. Acquisire questa consapevolezza mi è stato di grande aiuto… e mi è bastato noleggiare un’auto per arrivarci.

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