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Spiagge: vietato comprare da “vù comprà” e venditori ambulanti

13 Agosto 2014
Spiagge: vietato comprare da “vù comprà” e venditori ambulanti

Sanzioni amministrative per chi acquista prodotti contraffatti per uso personale; reato di ricettazione se c’è la consapevolezza che la merce è stata rubata.

In queste settimane, le spiagge pullulano di venditori ambulanti: i cosiddetti “vù comprà”. Così, peraltro, li ha definiti lo stesso ministro degli Interni, Angelino Alfano: un’espressione già, di per sé, poco felice, specie se proveniente da un’istituzione.

Un tempo erano solo nord africani; oggi si sono aggiunti cinesi, pakistani, indiani, bengalesi e altri emigrati che spesso utilizzano l’Italia solo come punto di transito per raggiungere altre nazioni europee più ricche.

Dvd e cd con musica, film, software; orologi contraffatti, teli e asciugamani con richiami a marchi noti, borse e occhiali. La mercanzia è sempre più variegata. Ma l’ignaro bagnante spesso dimentica che, anche in questi casi, il rischio di uno scontro con la “dura legge” è serio.

Chi infatti acquista prodotti contraffatti corre il rischio di venire sanzionato. Non un reato, ma una semplice sanzione amministrativa. Che, tuttavia, può arrivare a cifre anche considerevoli. Per chi, infatti, acquista cose che (per la loro qualità o per la condizione di chi le offre o per l’entità del prezzo) inducano a ritenere che siano state violate le norme in materia di origine e provenienza dei prodotti ed in materia di proprietà industriale, la legge [1] prevede una sanzione pecuniaria da 100 euro a 7.000 euro.

Perché non scatti il penale è, però, necessario che l’acquisto avvenga non per scopo di lucro, ma per uso esclusivamente personale. Così, per esempio, commetterebbe reato chi, acquistando da un ambulante una ventina di abiti, induca le forze dell’ordine a ritenere che la merce venga poi rivenduta nell’ambito di un esercizio commerciale (e a favorire tale presunzione concorre l’eventuale attività lavorativa svolta dall’acquirente).

Si passa, poi, dalla padella alla brace se la merce acquistata sulla spiaggia è rubata e di ciò l’acquirente ne è consapevole. In tal caso scatta il reato di ricettazione.

Ma come fare a stabilire se chi acquista il bene rubato è in buona fede? Bisogna aver riguardo alle modalità con cui avviene la vendita (per esempio, quando il “vù comprà” estragga un orologio, in modo circospetto, facendo ben attenzione a non essere visto e con la scatola originale) e alle caratteristiche del bene (chiunque sarebbe in grado di comprendere se un cellulare è un iPhone originale o un pezzo taroccato).

Occhio quindi agli acquisti sulla spiaggia…

note

[1] Legge 23 luglio 2009, n. 99.


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