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Visto turistico: come può essere trasformato?

5 Febbraio 2022
Visto turistico: come può essere trasformato?
Ho conosciuto una ragazza straniera e verrà con visto per turismo di 90 giorni. Quello che mi interessava sapere è se in quei 90 giorni che viviamo insieme e vediamo che ci può essere un rapporto stabile, possiamo convertire quel permesso con convivenza?

Nel caso di presenza di visto turistico, procedere con una richiesta di permesso di soggiorno per intervenuto “rapporto stabile” tra le parti sembra la soluzione maggiormente percorribile. A tal proposito, sarebbe opportuno redigere un contratto di convivenza per poi trascriverlo, tramite legale, presso il Comune di residenza.

Come Lei ben sa, la legge n. 76 del 2016 ha eletto le coppie non sposate, ove sussistenti vincoli affettivi, al rango di “famiglia”. Infatti, a prescindere dall’esistenza di un contratto scritto, si ha convivenza more uxorio qualora due persone siano legate da un legame affettivo stabile e duraturo, in virtù del quale abbiano spontaneamente e volontariamente assunto reciproci impegni di assistenza morale e materiale.

La giurisprudenza, da ultimo, ha individuato alcuni indizi che, per precisione e concordanza, lasciano presumere tale stabilità di rapporto: un progetto di vita comune, l’esistenza di un conto corrente comune, la compartecipazione di ciascuno dei conviventi alle spese familiari, la prestazione di reciproca assistenza, la coabitazione (Cassazione civile, sez. III, 13/04/2018, n. 9178). Detto ciò, l’esistenza di un contratto di convivenza non è necessaria, ma può porre fine ad eventuali dubbi, eliminandoli alla radice.

Una volta riconosciuta una convivenza di fatto, Lei potrà ottenere il ricongiungimento familiare con la compagna, con domanda da presentare in Questura, organo a cui compete il rilascio del nulla osta condizionato alla effettiva acquisizione della documentazione comprovante i presupposti di parentela o di convivenza, mentre all’autorità consolare compete il rilascio del visto d’ingresso, previa verifica dei presupposti di parentela o di convivenza (Cassazione civile, sez. I, 25/01/2007, n. 1656). E così, tramite tale convivenza di fatto, la compagna avrà diritto a soggiornare all’interno del territorio italiano con un permesso per motivi familiari. Questo non significa che la strada è tutta in discesa. Spesso, tocca scontrarsi con gli uffici immigrazione che, a seconda dell’ubicazione, sono più o meno inclini a riconoscere tale convivenza, valutando – ad esempio – il breve lasso di tempo intercorso tra le persone, sinonimo di rapporto simulato.

In quel caso, occorrerà impugnare il rigetto davanti all’autorità giudiziaria per ottenere la tutela sperata.

Quello che Vi consiglio è inizialmente presentare dichiarazione di ospitalità alla Questura (entro 48 ore dall’arrivo) e, poi, nel caso dovesse andare bene, procedere a sottoscrivere un contratto di convivenza (redatto da un legale preferibilmente), con il quale stabilire il luogo di residenza, le modalità di contribuzione, l’eventuale regime patrimoniale dei beni e quant’altro.

In questo modo, sarete sicuramente più agevolati nell’ottenere quanto Vi spetta di diritto e, soprattutto, avrete la possibilità di limitare l’odiosa burocrazia italiana.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvSalvatore Cirilla



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2 Commenti

  1. Essendo straniera e con residenza estera come otterra’ la Carta di Identita’ Non credo il numero generato dal computer

  2. domanda, quando non hai la cittadinanza italia ne passaporto italianoe sei uno straniero quale il tempo massimo di permanenza n italia per turismo bisognadimostrare qualcosa, ti viene chiesto che ?? all aeroporto di sbarco ?????? ( milano / roma )

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