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Responsabilità per danni connessi alla circolazione dei veicoli

18 Giugno 2022 | Autore:
Responsabilità per danni connessi alla circolazione dei veicoli

Sinistro stradale: come si stabilisce la colpa nel caso di più soggetti coinvolti? Cos’è il principio di pari responsabilità? Quando c’è concorso di colpa?

I sinistri stradali sono purtroppo all’ordine del giorno. Per fortuna, la legge prevede che possano circolare su strada pubblica solamente i veicoli provvisti di assicurazione per la responsabilità civile, con la conseguenza che, in caso di danni, a pagare è la compagnia assicurativa e non direttamente il proprietario o il conducente. Anche quando il mezzo è sprovvisto di assicurazione, è possibile rivolgersi a uno speciale fondo che risarcisce in luogo di chi circolava senza polizza. Con questo articolo vedremo cosa dice la legge a proposito della responsabilità per danni connessi alla circolazione dei veicoli.

Sul punto esiste una specifica norma del Codice civile che stabilisce chiaramente come va suddivisa la responsabilità tra conducente e proprietario quando le due qualifiche non sono riconducibili allo stesso soggetto. Ad esempio, se Paolo fa un incidente mentre guida l’auto di Francesco, chi deve risarcire i danni? Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme come funziona la responsabilità per danni connessi alla circolazione dei veicoli.

Principio di pari responsabilità nei sinistri: cos’è?

Secondo il Codice civile (art. 2054), quando si verifica un sinistro stradale si presume che siano ugualmente responsabili tutti i veicoli coinvolti, almeno fino a prova contraria.

In pratica, ciò significa che spetta ai soggetti coinvolti nell’incidente dimostrare di non avere colpe e, al contempo, provare che la responsabilità sia attribuibile all’altro.

Nel dubbio, la legge presume che siano tutti ugualmente colpevoli: si tratta del principio di pari responsabilità.

Ad esempio, in un incidente tra due veicoli la legge presume che ciascuno sia responsabile al 50%; in un sinistro che coinvolge tre mezzi si presume che ognuno sia responsabile al 33%; ecc. Tutto ciò, fino a prova contraria. Facciamo un esempio.

Tizio tampona Caio. Per legge, entrambi sono responsabili al 50%. Tizio però dimostra che Caio l’ha tamponato perché non ha rispettato la distanza di sicurezza tra i veicoli. In questo caso, Caio sarà responsabile al 100%.

Concorso di colpa nei sinistri stradali: cos’è?

Il principio di pari responsabilità tra veicoli coinvolti può essere escluso dimostrando che la colpa del sinistro è attribuibile esclusivamente a un soggetto.

Può però accadere che un sinistro sia stato causato dalla condotta negligente di più persone, anziché di una solamente.

Se Francesco non rispetta lo stop e Paolo, procedendo ad alta velocità, gli va addosso, il giudice potrebbe ritenere responsabili entrambi, anche se in misura diversa, ad esempio Francesco al 70% e Paolo al 30%.

In questo caso, pur non essendoci pari responsabilità, sussiste ugualmente un concorso di colpa, in quanto tutti i soggetti coinvolti sono responsabili dell’incidente, anche se in grado differente.

In pratica, l’esclusione del principio di pari responsabilità non esclude automaticamente anche il concorso di colpa, che può sussistere in misura diversa (non paritaria) tra i soggetti.

Conducente e proprietario: chi è responsabile?

Spesso accade che l’incidente sia provocato da una persona che guida una macchina non sua. In questi casi, chi paga i danni: il conducente o il proprietario del veicolo?

Secondo il Codice civile, il proprietario del veicolo è responsabile in solido col conducente, se non prova che la circolazione del veicolo è avvenuta contro la sua volontà.

In pratica, chi presta l’auto a un amico deve mettere in conto che, se fa un incidente, potrà essere chiamato in giudizio per i danni causati dal sinistro provocato dalla sua vettura, anche se alla guida c’era qualcun altro.

Il proprietario che ha pagato i danni causati dal conducente può però chiedere il rimborso a questi, se era effettivamente responsabile del sinistro.

Il proprietario può andare esente da qualsiasi responsabilità solo se dimostra che il conducente si è messo alla guida della sua vettura senza il suo consenso.

In questo caso, la responsabilità sarà da attribuire esclusivamente a chi si è impossessato illegittimamente del veicolo. Classico esempio è quello del ladro che prima ruba l’auto e poi causa un incidente scappando a bordo di essa.

In sintesi, per i danni commessi dalla circolazione di un veicolo sono responsabili sia il conducente che il proprietario; il danneggiato potrà agire indifferentemente contro uno dei due per ottenere il risarcimento. Se il proprietario paga i danni causati dal conducente, potrà ottenere la restituzione da quest’ultimo.

Responsabilità penale per i danni da circolazione dei veicoli

La responsabilità penale è sempre personale; ciò significa che, in caso di sinistro, sarà responsabile solamente il conducente.

Ovviamente, la responsabilità penale scatta soltanto in caso di comportamenti che la legge ritiene consistano in un reato, come ad esempio nell’ipotesi di morte o lesioni personali, di omissione di soccorso, ecc.

Il proprietario del veicolo con cui è stato commesso il reato non dovrà quindi temere un coinvolgimento nel processo penale. Resta fermo il fatto che, invece, potrà essere chiamato in giudizio per il risarcimento dei danni derivanti dal reato, così come visto nei precedenti paragrafi.



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