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Come superare l’esame da avvocato: consigli

18 Giugno 2022 | Autore: Federico Barbato
Come superare l’esame da avvocato: consigli

Consigli utili per superare il temutissimo esame di abilitazione forense.

Se stai leggendo questo articolo sei probabilmente ad un passo dal coronare il tuo sogno nel cassetto: diventare avvocato. Fin da piccolo sei stato attratto dalla legge e dal mondo del diritto, hai quindi deciso di intraprendere gli studi di giurisprudenza e ti sei laureato. Successivamente, avrai svolto i canonici 18 mesi di pratica presso uno studio legale, impegnato tra atti, ricorsi e corse in tribunale. Ti manca ora l’ultimo step.

Si tratta in realtà di un passo non così semplice e scontato. Come ormai noto l’esame di abilitazione forense è tutt’altro che una formalità. Ogni anno, sono in migliaia gli aspiranti avvocati che non riescono a superare l’esame e sono costretti ad aspettare l’anno successivo per riprovarci.

Sono però tantissimi i candidati che riescono a superare brillantemente l’esame. Una buona pratica, tanto studio ed un pizzico di svago sono probabilmente gli ingredienti necessari per raggiungere il traguardo. Vediamo quindi come superare l’esame da avvocato. A seguire, alcuni consigli.

Il nuovo esame da avvocato

Tradizionalmente, l’esame di avvocato vedeva i candidati impegnati in tre prove scritte della durata di 8 ore ciascuna e, in caso di esito positivo delle stesse, una prova orale. Le prove scritte consistevano nella redazione di: un parere in materia civile; un parere in materia penale ed un atto giudiziario a scelta tra il civile, il penale e il diritto amministrativo. Solo a distanza di svariati mesi e previo superamento di questo primo scoglio, i candidati potevano affrontare la prova orale.

Il periodo pandemico ha stravolto questa impostazione. Già dallo scorso anno e anche per l’imminente sessione, infatti, si è passati al cosiddetto “orale rafforzato“.

Le tre prove scritte sono ora sostituite con una prima prova orale che verte su una questione pratica da risolvere. Il candidato è infatti chiamato a fornire una possibile soluzione alla vicenda che gli viene sottoposta, dimostrando la padronanza non solo delle nozioni di diritto sostanziale ma anche di quello processuale. L’aspirante avvocato potrà scegliere una materia tra diritto civile, penale ed amministrativo.

La prova dura complessivamente un’ora ed è qui probabilmente che risiede la difficoltà più grande. I primi 30 minuti potranno essere impiegati, infatti, all’esame preliminare del quesito. Solo in questo breve arco di tempo il candidato potrà consultare i codici commentati con la giurisprudenza, le leggi ed i decreti dello stato e prendere appunti.

Nei restanti 30 minuti verrà meno la possibilità di consultare codici e testi di legge ed il candidato dovrà passare alla discussione orale, conclusa la quale la commissione si ritirerà in camera di consiglio per comunicare, quindi, l’esito della prova.

La seconda prova orale, dalla durata di non meno di quarantacinque e non più di sessanta minuti per ciascun candidato, si svolge a non meno di 30 giorni di distanza dalla prima e consiste:

  • nella discussione di brevi questioni relative a cinque materie scelte preventivamente dal candidato, di cui: una tra diritto civile e diritto penale, purché diversa dalla materia già scelta per la prima prova orale; una tra diritto processuale civile e diritto processuale penale; tre fra le seguenti: diritto civile, diritto penale, diritto costituzionale, diritto amministrativo, diritto tributario, diritto commerciale, diritto del lavoro, diritto dell’Unione europea, diritto internazionale privato, diritto ecclesiastico. In caso di scelta della materia del diritto amministrativo nella prima prova orale, la seconda prova orale ha per oggetto il diritto civile e il diritto penale, una materia a scelta tra diritto processuale civile e diritto processuale penale e due tra le seguenti: diritto costituzionale, diritto amministrativo, diritto tributario, diritto commerciale, diritto del lavoro, diritto dell’Unione europea, diritto internazionale privato, diritto ecclesiastico;
  • nella dimostrazione di conoscenza dell’ordinamento forense e dei diritti e doveri dell’avvocato.

Per la valutazione della seconda prova orale ogni componente della sottocommissione d’esame dispone di dieci punti di merito per ciascuna delle sei materie. Sono giudicati idonei i candidati che ottengono nella seconda prova orale un punteggio complessivo non inferiore a 108 punti ed un punteggio non inferiore a 18 punti in almeno cinque materie.

Consigli utili per superare l’esame

Una buona pratica

La preparazione dell’esame non può essere improvvisata ed ha origine già a partire dal periodo di pratica forense.

Il primo consiglio è quindi quello di affrontare seriamente tale periodo di formazione, possibilmente in uno studio legale dove si ha la possibilità di misurarsi nell’approfondimento di questioni giuridiche e nella redazione di atti. Una partecipazione attiva e consapevole alle attività dello studio vi permetterà di acquisire un bagaglio di conoscenze giuridiche e redazionali importantissime anche in vista dell’esame di abilitazione.

La prima prova: la scelta della materia

Andando più nel merito del nuovo esame, la prima importante decisione da prendere è quella relativa alla scelta della materia per il primo orale. Nel decidere, i candidati dovranno tenere ben a mente che la materia non scelta dovrà essere poi affrontata necessariamente al secondo orale.

Lo scorso anno alcuni aspiranti avvocati hanno pensato di tenere per la seconda prova la materia in cui si sentivano più sicuri e preparati. Seppur tale scelta può avere una sua logica, appare abbastanza rischiosa. Per superare il primo orale, infatti, non basterà conoscere le nozioni della materia scelta a livello teorico, ma bisognerà dimostrare di saper applicare tali nozioni per risolvere il caso sottoposto. Ad esempio, si dovrà essere in grado di spiegare sia il perché la misura cautelare applicata deve essere revocata; sia il come ciò dovrà avvenire, ovverosia individuando il corretto strumento processuale da utilizzare per ottenere quel risultato.

Pertanto, sembrerebbe preferibile optare per la materia nella quale è stata svolta la pratica forense e in cui ci si sente più sicuri. Far emergere la padronanza non solo teorica ma anche pratica della materia scelta sarà decisivo in questa prima prova.

Dove e cosa studiare?

Anche lo studio dovrà necessariamente adattarsi alla tipologia di esame che, di fatto, vuole sostituire le tradizionali prove scritte.

Ovviamente, non si potrà prescindere da una completa conoscenza della materia trattata. I più importanti istituti giuridici dovranno, innanzitutto, essere assimilati da un punto di vista teorico.

Pertanto, se non ci si sente abbastanza preparati, sarà opportuno rispolverare i manuali universitari. Se invece, si parte da una buona base di preparazione, considerato anche il poco tempo a disposizione, si potrà optare per compendi, riassunti e schede all’uopo impeccabilmente redatti dalle più importanti case editrici. Si pensi ai testi della Simone, particolarmente utili per schematizzare ed assimilare la materia.

Ciò premesso, il consiglio è anche quello di esercitarsi tanto, tantissimo, nella risoluzione di casi pratici, magari andando a vedere le tracce sottoposte lo scorso anno dalle varie commissioni e provando a calare l’istituto teorico (precedentemente studiato) nel caso pratico. Considerato che si avranno solo 30 minuti per consultare il codice commentato, è consigliabile che i più importanti contrasti giurisprudenziali dovranno essere già conosciuti dal candidato che saprà così dove “andare a pescare”.

La gestione del tempo

Veniamo alla gestione del tempo. È impensabile sperare di trovare la soluzione al caso nei 30 minuti a disposizione per la consultazione di codici e testi. Il candidato dovrà già aver ben chiari gli istituti giuridici della materia scelta e i contrasti giurisprudenziali che li caratterizzano.

Ciò premesso, i primi dieci minuti potrebbero essere spesi per una ripetuta e attenta lettura della traccia. Non abbiate fretta, anche una sola parola può fare la differenza. Cercate quindi di individuare delle parole chiave, gli istituti giuridici sottesi e gli articoli del codice da consultare.

A questo punto, attraverso la consultazione del codice “secco” prima, e commentato dopo, potrete stilare una scaletta ed organizzare la vostra discussione. È importantissimo mantenere il sangue freddo in questa prima mezz’ora che, seppur breve, vi risulterà sufficiente se ben spesa.

Quanto alla successiva discussione, i commissari apprezzeranno, oltre che, ovviamente, la corretta risoluzione del caso, anche la linearità del discorso e l’utilizzo di un linguaggio preciso e giuridico.

La seconda prova orale

La seconda prova orale resta, invece, quella canonica con la preparazione di cinque materie oltre all’ordinamento forense ed alla deontologia (a cui generalmente i commissari tengono particolarmente).

In questo caso, lo studio dovrà essere meno pratico e più teorico, al pari di quanto avveniva per gli esami universitari. Il consiglio è quello di non voler esagerare o impressionare nessuno nella scelta delle materie, perché le pagine da studiare saranno davvero tantissime ed il tempo a disposizione non altrettanto. Specie per le materie più piccole ci si potrà affidare a dei compendi, maggiormente sintetici ma ugualmente completi rispetto ai classici manuali universitari.

Il tempo libero

Infine, ma non per ultimo, non dimenticate di lasciare del tempo libero per un po’ di svago.

Saranno dei mesi durissimi, nei quali una cena tra amici, una partita a tennis o una semplice passeggiata vi permetteranno di recuperare un po’ di forze e serenità per raggiungere il vostro meritato traguardo.



Di Federico Barbato


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