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3 cose da sapere per farti annullare una multa

18 Giugno 2022 | Autore:
3 cose da sapere per farti annullare una multa

Per opporsi a un verbale di contravvenzione bisogna avere valide motivazioni, quindi, rispettare i tempi e i modi prescritti per l’impugnazione.

Questa mattina hai ricevuto la notifica di un verbale di contravvenzione per violazione al Codice della strada, o meglio, il postino ti ha consegnato una multa. Ora, cosa fare? Puoi contestarla? Ci sono 3 cose da sapere per farti annullare una multa. Cose che scoprirai leggendo quest’articolo.

Innanzitutto, tieni presente che un verbale di contravvenzione è illegittimo quando presenta un vizio di forma o di sostanza, oppure quando è stato notificato senza rispettare i termini prescritti.

In entrambe le ipotesi puoi impugnare la multa nei modi e nei tempi stabiliti dalla legge, chiedendone l’annullamento. Così facendo eviterai che la stessa diventi definitiva e, di conseguenza, inopponibile.

3 cose da sapere per farti annullare una multa

Le 3 cose da sapere per farti annullare un verbale di contravvenzione o, più semplicemente una multa, attengono a:

  1. eventuali vizi di forma o a vizi sostanziali;
  2. i termini prescritti dalla legge per la sua notifica;
  3. i modi e i tempi per la presentazione dell’impugnazione.

Esaminiamole una alla volta.

Vizi di forma e vizi sostanziali

I vizi di forma sono quelli relativi alla materiale redazione del verbale di contravvenzione. A tal proposito, il Codice della strada prevede espressamente quali elementi lo stesso deve contenere per garantire al trasgressore l’esercizio del diritto di difesa come ad esempio:

  • le generalità del conducente;
  • l’indicazione del giorno, dell’ora e della località nei quali è avvenuta la violazione;
  • l’indicazione del tipo e della targa del veicolo;
  • l’esposizione sommaria del fatto;
  • l’indicazione della norma violata o della sanzione da pagare;
  • le dichiarazioni delle quali il trasgressore ha chiesto l’inserimento;
  • l’indicazione dell’autorità competente per il ricorso;
  • l’indicazione delle generalità dell’agente accertatore.

L’errata o l’omessa indicazione di uno solo di questi elementi rende illegittimo il verbale che, pertanto, può essere annullato.

Per vizi sostanziali si intendono quelli che dipendono dal mancato rispetto da parte dell’organo accertatore delle regole previste dal codice stradale o da altre disposizioni di legge. Si pensi ad esempio a quando gli apparecchi che hanno rilevato l’infrazione, risultano non omologati oppure quando manca la segnaletica che indica la presenza di uno specifico divieto o ancora si pensi a quando la notifica del verbale viene fatta al vecchio proprietario dell’autovettura dopo il passaggio di proprietà. Anche in tali casi il verbale è illegittimo e può essere annullato.

Termini di notifica della multa

Una violazione al Codice della strada, ove possibile, deve essere contestata immediatamente al trasgressore. In pratica, gli agenti accertatori devono fermare l’automobilista nel momento in cui commette l’infrazione, redigere il verbale e consegnargliene una copia.

Se, però, la contestazione immediata non è possibile (ad esempio gli agenti accertatori non hanno potuto raggiungere il veicolo perché lanciato ad eccessiva velocità, ha attraversato un incrocio con il semaforo rosso oppure l’accertamento della violazione è avvenuto in assenza del trasgressore), gli agenti accertatori devono esplicitarne le ragioni a verbale e devono provvedere alla sua notifica al trasgressore. In tale ipotesi, si parla di contestazione differita.

Il termine entro il quale va fatta la notifica del verbale è di 90 giorni dall’accertamento dell’infrazione. Detto termine inizia a decorrere dal giorno successivo all’infrazione. Nel calcolo vanno conteggiati anche gli eventuali giorni festivi compresi nel periodo. Se il termine scade in un giorno festivo, viene prorogato al primo giorno utile successivo.

Il termine per la notifica è rispettato se gli agenti accertatori consegnano il verbale al servizio postale o ai messi notificatori entro i 90 giorni prescritti dal Codice della strada e non quando il plico viene materialmente recapitato al destinatario. Pertanto, se ad esempio il verbale viene consegnato dagli agenti accertatori, alle poste, 70 giorni dopo il rilevamento dell’infrazione, anche se il trasgressore lo riceve dopo i 90 giorni, è valido ed efficace. Viceversa, se viene consegnato dagli agenti accertatori, alle poste, dopo i 90 giorni, il verbale è nullo e può essere impugnato per l’annullamento.

Tempi e modi per l’impugnazione

Se la multa è illegittima per un vizio di forma/sostanziale oppure per il mancato rispetto dei termini per la notifica, l’annullamento non è automatico ma bisogna presentare apposita impugnazione. Non è comunque richiesta l’assistenza di un legale; tuttavia, qualora per l’opposizione si scelga la via del ricorso dinanzi al giudice di pace, la presenza dell’avvocato sarà opportuna considerato che bisogna seguire quanto prescritto dal Codice di procedura civile.

Esistono tre diversi modi per impugnare un verbale di contravvenzione ovvero presentando un ricorso al prefetto; un ricorso dinanzi al giudice di pace; un’istanza in autotutela.

Ricorso al prefetto

Puoi presentare un ricorso, gratuito, al prefetto del luogo della commessa violazione, entro 60 giorni dalla contestazione immediata o dal ricevimento della multa. Il ricorso va redatto in carta libera, datato e firmato dal ricorrente e, poi, va spedito con raccomandata a/r in prefettura o al comando della polizia che ha elevato la multa. Può essere inoltrato anche con posta elettronica certificata, trovando l’indirizzo sul sito istituzionale della Prefettura. In tal caso, il ricorrente deve firmare digitalmente l’atto oppure deve inviare in allegato il testo firmato, in formato pdf. Inoltre, il ricorso può essere presentato dal ricorrente personalmente presso gli uffici della Prefettura.

La legge stabilisce che in caso di mancata risposta entro 180 giorni da quando il ricorso è stato inviato al comando della polizia oppure entro 210 giorni se è stato inviato al prefetto, il silenzio si considera come accoglimento e la multa, quindi, viene annullata. Invece, se il ricorso non viene accolto, entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento prefettizio di rigetto è possibile ricorrere al giudice di pace.

Ricorso al giudice di pace

Puoi presentare un ricorso dinanzi al giudice di pace entro 30 giorni dalla contestazione immediata o dal ricevimento della multa. L’impugnazione può essere proposta solo se non è stata presentata quella al prefetto oppure se non si è proceduto al pagamento della sanzione. Il ricorso può essere presentato personalmente nella cancelleria del giudice di pace del luogo in cui è stata accertata la violazione, inviato a mezzo raccomandata a/r oppure inoltrato telematicamente sul sito gdp.giustizia.it.

La presentazione del ricorso comporta il pagamento del contributo unificato, il cui importo dipende dall’ammontare della multa che si contesta. Se il giudice di pace accoglie il ricorso, il verbale di contravvenzione viene annullato; viceversa, se lo ritiene infondato, lo rigetta. Contro la sentenza del giudice di pace si può proporre appello in tribunale.

Istanza in autotutela

Puoi presentare un’istanza in autotutela, redatta in carta semplice, da inviare all’Ente che ha emesso il verbale di contravvenzione (ad esempio il comando della polizia municipale se la multa è stata elevata da un vigile urbano) con raccomandata a/r oppure via pec.

L’istanza può essere presentata indipendentemente dalla proposizione del ricorso al prefetto o al giudice di pace. Peraltro, non sospende i termini per la proposizione di questi altri due tipi di opposizione. Ne consegue che in caso di mancata risposta della Pubblica Amministrazione in tempi brevi, è consigliato presentare uno degli altri tipi di ricorso prima della scadenza del termine previsto dalla legge. Va comunque evidenziato che l’istanza in autotutela va presentata quando l’illegittimità del verbale è palese perché, in genere, si tratta di un tipo di opposizione poco efficace.



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