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6 esempi di plagio che potresti non conoscere

21 Giugno 2022 | Autore:
6 esempi di plagio che potresti non conoscere

Citazione delle fonti nella tesi di laurea, parafrasi, traduzione, plagio musicale, cover e plagio involontario: quando è illegale copiare l’opera altrui.

Il plagio consiste nell’appropriarsi dell’opera di un’altra persona senza averne alcun diritto. Ad esempio, è plagio copiare il romanzo di un autore per poi spacciarlo per proprio; è plagio copiare il ritornello di una canzone e inserirlo nella propria. Insomma: il plagio è la più classica delle violazioni del copyright. Con questo articolo vedremo 6 esempi di plagio che potresti non conoscere.

Solitamente, si ritiene di poter evitare il plagio effettuando un mix tra contenuto originale e contenuto copiato. Ad esempio, molti studenti universitari, non riuscendo a completare la tesi da soli, prendono parte del testo da altre fonti, non limitandosi però a riportare brevi citazioni, ma copiandone estratti interi. Questa condotta è in realtà illegale, e chi la fa rischia non solo di dover risarcire i danni e di dover rimuovere il contenuto protetto dal diritto d’autore, ma perfino una denuncia penale. Vediamo di seguito quali sono i 6 esempi di plagio che potresti non conoscere, partendo proprio dalla tesi di laurea.

Tesi di laurea: c’è plagio se cito le fonti?

Ogni laureando ha a disposizione una bibliografia più o meno ampia per poter redigere la propria tesi. È quindi più che normale, anzi doveroso, citare le fonti da cui sono tratte le teorie che si espongono.

Non tutti sanno, però, che la citazione dell’opera originale non mette al sicuro da una denuncia per plagio. In altre parole, copiare interi brani tratti da altri libri, anche se riportati tra virgolette e con la nota in calce che descrive la fonte, costituisce comunque un plagio.

Citare l’opera originale è plagio, se la tesi si limita a fare un “collage” di brani tratti un po’ da una parte e un po’ dall’altra. Affinché sia legale, la tesi deve sì prendere spunto da altri testi, ma poi deve amalgamare il tutto in modo originale, così da giungere a conclusioni proprie.

Limitarsi a riportare ciò che dicono gli altri senza fornire un minimo di originalità costituisce plagio.

Fare la parafrasi di un testo è plagio?

Per plagio non si intende soltanto il copia e incolla del lavoro di un’altra persona; anche la parafrasi di un testo può essere considerata plagio.

In pratica, anche se si formula con parole proprie il concetto espresso da altri si potrebbe incorrere nel plagio. A nulla varrebbe citare la fonte, come visto sopra. Facciamo un esempio.

Se uno scienziato scrivesse, con parole proprie, un libro in cui illustra la tesi secondo cui l’uomo deriva dalla scimmia, non farebbe altro che plagiare Darwin, anche utilizzando un’esposizione del tutto diversa.

Insomma: ogni volta che ci si appropria di un’idea o di un concetto originale altrui, si rischia di commettere plagio, anche se viene riproposto con parole proprie. L’originalità non deve essere solo formale, ma anche sostanziale.

Tradurre un’opera altrui è plagio?

Anche la traduzione è plagio, se non si ha l’autorizzazione dell’autore dell’opera originale. Ad esempio, chi traduce in italiano l’opera di un autore inglese commette plagio se non ha avuto il permesso da chi vantava i diritti sul testo originale.

Vale quanto detto in precedenza: citare e parafrasare non mette al sicuro dalla violazione del copyright.

Canzoni pop: c’è plagio se il ritornello è diverso?

Tempo fa, Ennio Morricone disse che le combinazioni delle sette note sono ormai esaurite e che non ripetersi è impossibile, soprattutto nella musica leggera.

Con queste parole il grande compositore non voleva di certo giustificare il plagio musicale, ma solamente dire che vanno tollerate alcune assonanze che possono ricorrere tra brani musicali di autori diversi.

Sarà sicuramente capitato anche a te di ascoltare una canzone e di trovarla incredibilmente simile a un’altra. È successo tante volte nella storia della musica pop e i casi hanno riguardato anche artisti celeberrimi, come i Led Zeppelin e Michael Jackson.

Valutare un plagio musicale non è facile e richiede l’intervento di esperti che siano in grado di stabilire l’effettiva somiglianza tra un brano e un altro. Non a caso, quando si finisce in tribunale per questioni del genere, al giudice non resta che affidarsi a un ctu, cioè a un consulente tecnico che valuti la sussistenza del plagio.

Contrariamente a quanto si possa pensare, può esserci plagio anche tra due canzoni che hanno un ritornello diverso.

Secondo la giurisprudenza, per stabilire se c’è plagio musicale bisogna tener conto di tutto il brano e non solo del ritornello; occorre inoltre valutare sia l’armonia che la melodia (che, detta in maniera molto semplice, è la parte cantata, cioè quella più orecchiabile che dà vita al motivo della canzone), così come l’arrangiamento e la timbrica.

Insomma, sebbene ci si concentri sempre sul ritornello, che rappresenta la parte della canzone pop più orecchiabile e riconoscibile, in realtà il plagio musicale va valutato nell’ambito dell’intera canzone, considerando quindi anche l’originalità delle strofe.

Pertanto, potrebbe esserci plagio musicale anche se le canzoni hanno ritornelli diversi.

Cover: quando c’è plagio?

Rimanendo nell’ambito del plagio musicale, bisogna fare attenzione alle cover musicali, cioè all’esecuzione di brani altrui, talvolta riproposti con alcune modifiche, ad esempio con un diverso arrangiamento.

Ebbene, riproporre il pezzo di un altro artista costituisce un illecito se non si ottengono i necessari permessi; ciò significa che la cover è legale soltanto se debitamente autorizzata.

Vanno distinte due ipotesi:

  • la cover che ripropone in maniera fedele il brano originale (si pensi alle tante cover band che si esibiscono nei locali);
  • la cover modificativa, cioè caratterizzata da alcune variazioni rispetto all’originale.

Chi intende pubblicare una cover dovrà versare alla Siae (o alla diversa società di gestione dei diritti d’autore) quanto richiesto per i diritti d’autore delle opere incise ed ottenere la licenza, cioè l’autorizzazione che consente di riprendere un brano altrui e reinterpretarlo.

Nel caso in cui la cover comporti una rielaborazione del pezzo originale (ad esempio, un diverso arrangiamento, una modifica del testo, ecc.), allora occorrerà chiedere il consenso anche all’editore o, in assenza, agli autori e/o ai compositori, i quali conservano il diritto di vietare che la propria opera venga rielaborata e offerta nuovamente al pubblico.

In assenza del pagamento dei diritti alla Siae e del consenso dell’autore (nel caso di cover “modificativa”), si rischia di incorrere nel plagio.

Plagio involontario: è illegale?

Il plagio è illegale anche se fatto involontariamente. Ad esempio, chi scrive un libro non sapendo che è del tutto identico a uno già pubblicato commette plagio, così come l’artista che compone un brano in realtà già noto.

Quando il plagio è involontario costituisce solo illecito civile e non penale: ciò significa che l’autore potrà essere condannato al risarcimento e al ritiro della sua opera, ma non potrà essere denunciato penalmente.



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