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Mandato di arresto europeo: come funziona

22 Giugno 2022 | Autore:
Mandato di arresto europeo: come funziona

La richiesta di un giudice di uno Stato dell’Unione europea perché si proceda all’arresto di una persona in un altro Stato membro: la procedura.

La persona accusata di un reato può liberamente muoversi sia in Italia che all’estero, a meno che il giudice non glielo proibisca. Può dunque accadere che, a processo terminato, si debba eseguire un ordine di carcerazione nei confronti di un soggetto che non si trova sul territorio italiano. Ebbene, quando accade ciò, il giudice può disporre il mandato di arresto europeo. Cos’è e come funziona?

Sin da subito possiamo dire che il mandato di arresto europeo corrisponde alla procedura di estradizione, con la differenza che esso si applica solo all’interno dell’Unione Europea e che la decisione di consegnare la persona condannata allo Stato che ne chiede l’arresto non è rimessa al governo bensì alla magistratura. Se l’argomento t’interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme come funziona il mandato di arresto europeo.

Mandato di arresto europeo: cos’è?

Come anticipato in premessa, il mandato di arresto europeo è una sorta di estradizione, con la caratteristica di funzionare solamente tra Paesi che fanno parte dell’Unione europea.

Con il mandato di arresto europeo uno Stato, ad esempio l’Italia, può chiedere a un altro Stato, ad esempio la Spagna, di consegnargli una persona che deve essere messa in prigione, perché condannata in via definitiva oppure perché occorre applicare la custodia cautelare in carcere.

Insomma: ogni volta che bisogna arrestare una persona imputata o condannata che però non si trova nel Paese in cui si è svolto o si sta svolgendo il processo, è possibile chiederne la consegna allo Stato in cui effettivamente si trova.

Mandato di arresto europeo ed estradizione: differenze

Le principali differenze tra il mandato di arresto europeo e l’estradizione sono due:

  • il mandato d’arresto funziona solo tra i Paesi dell’Unione Europea. Rappresenta dunque una forma di collaborazione tra gli Stati Ue;
  • l’esecuzione concreta del mandato d’arresto (cioè, la decisione di consegnare o meno l’imputato/condannato) è rimessa al tribunale dello Stato in cui si trova il soggetto, mentre l’estradizione è una decisione politica, assunta dal governo.

Mandato di arresto europeo: come funziona?

Il mandato d’arresto europeo scatta nel momento in cui bisogna eseguire una condanna definitiva oppure una misura cautelare detentiva.

Quando accade ciò e il destinatario del provvedimento non si trova in Italia, il giudice chiede al tribunale dello Stato ove effettivamente risiede il soggetto che lo stesso venga consegnato alle forze dell’ordine per essere portato in Italia per scontare la pena o la misura cautelare.

Ad esempio, se una persona è condannata al carcere in via definitiva ma la condanna non può essere eseguita perché l’imputato si trova in Francia, il giudice italiano che ha emesso la sentenza dovrà chiedere al tribunale francese di consegnare il soggetto.

Secondo la legge [1], il mandato di arresto europeo può essere disposto in caso di condanna per reati puniti con una pena non inferiore a 12 mesi ovvero in caso di condanna non inferiore a 4 mesi. In pratica, una condanna a tre mesi di arresto non giustificherebbe l’emissione del mandato di arresto europeo.

L’efficacia del mandato di arresto è subordinata alla condizione che i fatti per cui è stato emesso il provvedimento costituiscano reato ai sensi della legge dello Stato membro in cui il soggetto si trova.

Si parla in questo caso di doppia incriminazione: in pratica, lo Stato europeo può rifiutarsi di consegnare l’imputato al Paese che ha emesso il mandato di arresto se il fatto per cui è stato condannato non è considerato reato anche nello Stato in cui si trova.

Ad esempio, se un cittadino italiano viene condannato per non aver dichiarato alla polizia di aver ereditato un fucile e in Germania questa stessa condotta non costituisce reato, il tribunale tedesco potrà negare la consegna al giudice italiano che ha emesso il mandato di arresto.

Non è invece richiesta la doppia incriminazione per crimini particolarmente gravi, come ad esempio l’associazione per delinquere, i reati in tema di prostituzione o di pedopornografia, reati in materia di stupefacenti, armi, riciclaggio, ecc.

Mandato di arresto: la procedura di consegna

Il mandato d’arresto europeo termina con la consegna dell’imputato o del condannato allo Stato richiedente.

La procedura di consegna si suddivide in tre fasi:

  • nella prima si ha la comunicazione del provvedimento da parte del giudice richiedente all’autorità di esecuzione;
  • nella seconda fase, il giudice che riceve la richiesta di mandato d’arresto può dare esecuzione al mandato stesso, ovvero rifiutarsi, nell’ipotesi ad esempio in cui manchi la doppia incriminazione;
  • nell’ultima fase, il giudice deve decidere in merito alla consegna dell’arrestato, dopo che questi vi abbia o meno prestato il consenso. Se la persona arrestata acconsente alla consegna, la decisione è presa entro 10 giorni, altrimenti entro 60.

Nel caso in cui il ricercato non presti il consenso alla consegna, ha diritto di essere condotto innanzi all’autorità giudiziaria dell’esecuzione e interpellato nel rispetto delle norme del diritto interno di tale Stato membro.


note

[1] L. n. 69/2005.

Autore immagine: canva.com/


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