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Ordine alla banca di non pagare l’assegno: rischio protesto

15 Agosto 2014
Ordine alla banca di non pagare l’assegno: rischio protesto

Assegno bancario, ordine del traente di non pagare il titolo e pericolo di protesto.

Attenti a dare ordine alla propria banca di non pagare un assegno già emesso. Il rischio, infatti, è di venire protestati. E ciò anche se si ritiene che il prenditore del titolo (il soggetto, cioè, a cui è stato consegnato) non abbia più ragioni di credito nei confronti del traente (colui, cioè, che ha emesso l’assegno).

A dirlo è una recente sentenza della Cassazione [1].

A detta dei Supremi Giudici, il traente che, dopo aver emesso il titolo, ordini alla propria banca di non pagarlo più si assume il rischio del protesto. Inoltre, se provvede a ritirare tutti i soldi dal conto o lo estingua del tutto è anche soggetto a una sanzione amministrativa [2].

Tale comportamento non può essere giustificato neanche dall’intento di prevenire il rischio dell’inadempimento della controparte (si pensi, per esempio, al committente che abbia dato a una ditta un anticipo per effettuare dei lavori e quest’ultima, invece, non vi abbia mai provveduto).

Inutile anche la scorciatoia di denunciare lo smarrimento del titolo. Infatti, in tali casi, il rischio è quello di una controquerela per calunnia (a riguardo leggi “Falsa denuncia di smarrimento dell’assegno per non pagare il creditore: scatta la calunnia”).


note

[1] Cass. sent. n. 23077 del 10.10.2013.

[2] Ex art. 2 L. n. 386 del 1990 (Cass. sent. n. 29841/2011).

Autore immagine: 123rf com


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