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Quali motivi per fare ricorso contro il T-Red?

5 Febbraio 2022
Quali motivi per fare ricorso contro il T-Red?

Un veicolo concesso in leasing ha ricevuto una multa per il passaggio con il rosso (rilevatore T – Red). Ci sono motivi per fare ricorso?

Per quanto concerne innanzitutto i tempi di notificazione del verbale, occorre dire quanto segue.

In linea generale l’articolo 201 del Codice della strada stabilisce che l’organo accertatore ha 90 giorni di tempo, a partire dalla data in cui la violazione è stata commessa, per notificare il verbale al trasgressore e ai cosiddetti obbligati in solido (cioè al proprietario del veicolo).

Però nel caso particolare di veicolo concesso in leasing, il termine di novanta giorni per notificare il verbale decorre, nei confronti del locatario, non dalla data in cui la violazione è stata commessa, ma dalla data in cui il proprietario del veicolo ha comunicato all’organo accertatore gli estremi identificativi del locatario.

Nel vostro caso, dal verbale allegato non emerge chiaramente la data in cui il proprietario ha comunicato all’organo accertatore i vostri estremi identificativi (in qualità di locatario del veicolo), anche se alla prima pagina del verbale stesso viene detto: “Data riapertura termini: 10/12/2021”.

È molto probabile quindi che sia il 10/12/2021 la data in cui l’organo accertatore ha ricevuto dal proprietario del veicolo i vostri dati identificativi.

Se così fosse, è dal 10/12/2021 che si devono conteggiare i novanta giorni di tempo che l’organo accertatore aveva per notificavi il verbale in questione e perciò, avendo effettuato la notifica il 10/01/2022, il termine di novanta giorni per la notifica stabilito dalla legge è stato rispettato e non si può, al riguardo, sollevare alcuna contestazione.

Analizziamo ora gli altri possibili motivi di ricorso.

L’apparecchio che ha scattato la foto che ritrae il veicolo mentre attraversa un’intersezione con il semaforo rosso non risulta, leggendo il verbale allegato, tarato cioè non risulta sottoposto alle periodiche operazioni di taratura (mentre risulta, invece, debitamente omologato e correttamente funzionante previa verifica).

La Corte di Cassazione (ordinanza n. 16.064 del 28 luglio 2020) ha però di recente chiarito e ribadito ciò che aveva già in precedenza stabilito (vedasi sentenza n. 10.458 del 2019) e cioè che la multa per attraversamento con il semaforo rosso è valida anche se l’infrazione è stata rilevata con un apparecchio non tarato (la sentenza si riferiva proprio ad un apparecchio T- Red come nel vostro caso).

La Corte di Cassazione ha precisato che l’obbligo di taratura è imposto solo per gli apparecchi (come l’autovelox) utilizzati per l’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità e cioè per effettuare misurazioni e non per altri apparecchi che non sono invece strumenti di misurazione perché si limitano a scattare fotografie o a riprendere immagini.

Pertanto, questo possibile motivo di ricorso, considerato ciò che afferma la Corte di Cassazione, non avrebbe concrete possibilità di essere accolto se sollevato davanti ad un giudice.

Un altro possibile motivo di ricorso potrebbe essere la mancata presegnalazione della presenza dell’apparecchio (nel verbale, infatti, non si indica la presenza di un cartello che presegnalasse il T-Red).

Ma anche per questo possibile motivo di ricorso la Corte di Cassazione (sentenza n. 8.415 del 2016) ha precisato che non vi è alcun obbligo di presegnalare la presenza di apparecchi per il rilevamento del passaggio con semaforo rosso in quanto non sussiste la necessità di evitare improvvisi intralci alla circolazione come può accadere per la presenza degli autovelox.

Viene quindi meno anche questa possibile contestazione considerando l’orientamento appena indicato della Corte di Cassazione.

Esclusi questi motivi di ricorso, consiglio di visionare la fotografia che ritrae il veicolo in quanto potrebbero emergere elementi per fare ricorso (ad esempio potrebbe emergere che il veicolo era fermo prima della linea di arresto e che, quindi, non aveva attraversato l’intersezione mentre il semaforo proiettava luce rossa).

Se nemmeno la visione del fotogramma consentisse di sollevare serie contestazioni, allora non resterebbe che pagare la sanzione.

Occorre, infine, ricordare che:

  • siete obbligati ad inviare al comando accertatore i dati identificativi e della patente del conducente che era alla guida del veicolo alla data e nel luogo dell’infrazione (in mancanza vi sarà elevata e recapitata un’ulteriore sanzione pecuniaria);
  • ai sensi dell’articolo 196, comma 4, del Codice della strada una volta pagata la sanzione avete il diritto di chiedere il rimborso della somma all’autore della violazione (cioè a chi ha commesso l’infrazione essendo alla guida del veicolo alla data ed ora e nel luogo indicati nel verbale).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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