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Come disdire il canone Rai addebitato in bolletta

5 Febbraio 2022
Come disdire il canone Rai addebitato in bolletta

Sono domiciliato in un appartamento di mia sorella, concesso in comodato gratuito, senza antenne TV. Sono residente con mia madre, che vive altrove e che ha sempre regolarmente pagato il Canone Rai. Mia sorella ha la residenza nell’appartamento in questione. Come fare per disdire definitivamente il canone Rai che pago erroneamente qui nel domicilio, dal momento che già mia madre lo paga nella nostra residenza e come chiedere il rimborso dei canoni erroneamente pagati?

La riforma del 2016 ha previsto l’addebito del Canone Rai in bolletta, sulla scorta della presunzione di detenzione dell’apparecchio televisivo qualora esista un’utenza per la fornitura di energia elettrica nel luogo in cui il contribuente ha la propria residenza anagrafica.

L’addebito in bolletta si riferisce, dunque, unicamente ai contratti elettrici di tipo domestico residenziale. In altri termini, ai fini dell’obbligo di pagamento del canone, rileva la residenza del contribuente e non anche il domicilio. In ogni caso, il canone Rai può essere richiesto solo ad un componente della famiglia anagrafica, intendendosi per tale “un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, unione civile, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso Comune” (articolo 4 del D.P.R. n. 223/1989).

Alla luce di quanto precede, per vincere la presunzione di detenzione dell’apparecchio TV ed evitare l’addebito automatico in bolletta, occorre presentare un’apposita dichiarazione sostitutiva in cui si da atto:

  1. che non si detiene un apparecchio tv;
  2. oppure, che già un componente della famiglia anagrafica, intestatario di altra utenza elettrica, versa il canone Rai.

Nel caso del lettore, visto che il contratto è intestato alla sorella, deve essere quest’ultima a presentare l’apposita dichiarazione sostitutiva, con il motivo di cui alla lett. b) sopra citata, qualora la madre risieda nello stesso Comune. Se, invece, la madre risiede in altro comune, la sorella del lettore dovrebbe dichiarare, come da lett. a) sopra citata, di non detenere alcun apparecchio TV in grado di ricevere, decodificare e visualizzare il segnale digitale terrestre o satellitare, direttamente – in quanto costruito con tutti i componenti tecnici necessari – oppure tramite decoder o sintonizzatore esterno.

La dichiarazione relativa alla non detenzione di apparecchi TV, per avere effetto per l’intero anno, deve essere presentata a partire dal 1° luglio dell’anno precedente ed entro il 31 gennaio dell’anno di riferimento. La dichiarazione presentata dal 1° febbraio ed entro il 30 giugno dell’anno di riferimento ha effetto per il canone dovuto per il semestre luglio-dicembre del medesimo anno.

La dichiarazione sostitutiva deve essere presentata ogni anno se continua a sussistere la non detenzione.

Diversamente, la dichiarazione di cui alla lett. b) può essere presentata in qualunque momento dell’anno e non deve essere ripresentata annualmente. Come si legge sul sito dedicato al Canone Rai, la dichiarazione ha effetto, ai fini della determinazione del canone dovuto, in base alla data di decorrenza dei presupposti attestati:

  • se i presupposti ricorrono dal 1° gennaio dell’anno di presentazione della dichiarazione sostitutiva il canone non è dovuto a partire dal primo semestre dell’anno;
  • se i presupposti ricorrono dal 2 gennaio al 1° luglio dell’anno di presentazione della dichiarazione sostitutiva il canone non è dovuto a partire dal secondo semestre dell’anno;
  • se i presupposti ricorrono da una data successiva al 1° luglio il canone non è dovuto a partire dal primo semestre dell’anno successivo;
  • se i presupposti ricorrono da una data antecedente al 1° gennaio dell’anno di presentazione, può essere indicato, convenzionalmente, il 1° gennaio dell’anno di presentazione con effetto dal 1° semestre dell’anno di presentazione.

La corretta presentazione della dichiarazione interrompe l’addebito del canone dalla prima rata utile successiva alla ricezione della stessa.

Dunque, ferma restando la necessità di verificare (in base al Comune di residenza della madre del lettore) quale delle due ipotesi deve essere opzionata nella dichiarazione sostitutiva, la sorella ha comunque diritto, per le medesime ragioni (non detenzione o intestazione di altra utenza in capo ad un componente della famiglia anagrafica residente nello stesso Comune), al rimborso del canone finora pagato in bolletta.

Di seguito i link dei modelli di dichiarazione sostitutiva e di richiesta di rimborso, da compilare e inviare:

La dichiarazione sostitutiva e la richiesta di rimborso possono essere presentate:

  • direttamente dal contribuente o dall’erede mediante una specifica applicazione web disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle entrate, utilizzando le credenziali Fisconline o Entratel rilasciate dall’Agenzia delle entrate; Come indicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate, dal 1° ottobre 2021 i cittadini potranno accedere all’area riservata del portale utilizzando esclusivamente una delle tre modalità di autenticazione universali, SPID, CIE o CNS, riconosciute per accedere ai servizi online di tutte le Pubbliche amministrazioni. Di conseguenza le credenziali Fisconline non saranno più attive. Nulla cambia, invece, per professionisti e imprese.
  • avvalendosi di un intermediario abilitato ai sensi dell’articolo 3, comma 3, del D.P.R. n. 322/1998.

Se la presentazione telematica non è possibile, resta l’invio tradizionale mediante raccomandata a/r ai seguenti indirizzi:

  • per la dichiarazione sostitutiva: Agenzia delle entrate – Ufficio Torino 1 – Sportello abbonamenti TV – Casella postale 22, 10121 Torino;
  • per la richiesta di rimborso: Agenzia delle entrate – Direzione Provinciale I di Torino – Ufficio Canone TV – Casella postale 22 – 10121 Torino.

Sul sito dell’Agenzia delle Entrate sono disponibili tutte le istruzioni per la compilazione.

I modelli devono essere presentati dalla sorella del lettore in quanto titolare dell’utenza elettrica.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Maria Monteleone



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