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Conto corrente pignorato: dovuta l’imposta di bollo?

9 Ottobre 2014
Conto corrente pignorato: dovuta l’imposta di bollo?

Sono titolare di un conto corrente, colpito da pignoramento presso terzi: la banca si trattiene l’imposta di bollo per dei soldi che non sono più nella disponibilità del titolare. Vorrei sapere se è corretto il comportamento della banca.






Il comportamento della banca è corretto in quanto il presupposto dell’imposta di bollo sui conti correnti bancari non risiede nel fatto che il correntista abbia o non abbia la disponibilità delle somme risultanti dal saldo disponibile dello stesso, attenendo invece agli estratti conto inviati dalle banche alla propria clientela.

Ed infatti la legge [1] prevede che sia applicata l’imposta di bollo di 34,20 euro annuali per gli estratti conto inviati dalle banche ai clienti [2].

L’imposta di bollo dovuta nella misura suindicata è riferita al cliente persona fisica e proporzionata al relativo periodo a cui si riferisce il rendiconto e cioè annuale, semestrale, trimestrale o mensile.

Ferma restando la proporzionalità ora ricordata, ove il cliente non sia persona fisica, l’importo annuale dell’imposta è pari a 100 euro.

Ove poi il rapporto di conto corrente intestato a persona fisica abbia una giacenza media inferiore a 5.000 euro, l’imposta non è dovuta.

 

In definitiva: anche se il conto corrente è stato pignorato dal creditore e, pertanto, il correntista non ha più la disponibilità del proprio conto, la banca è autorizzata ad addebitare comunque le somme dovute per l’imposta di bollo.


note

[1] Art. 13 – comma 2-bis – della Tariffa, parte prima allegata al Dpr 642/1972.

[2] Ai sensi dell’art. 119 – secondo comma – del Dlgs 385/1993 relativo alle comunicazioni periodiche alla clientela.

Autore immagine: 123rf com


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