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Corsi online: quando si può chiedere il rimborso?

12 Febbraio 2022
Corsi online: quando si può chiedere il rimborso?

Ho svolto un corso online per pubblicare dei libri su Amazon. Purtroppo le vendite non sono andate come speravo. Posso chiedere il rimborso?

Va premesso che il corso frequentato dal lettore riguardava il self-publishing e non la materia trattata dal libro. Il corso insegnava i metodi migliori per vendere un’autopubblicazione.

A sommesso avviso dello scrivente si configura una responsabilità contrattuale dell’organizzatore del corso solo se questi aveva garantito il raggiungimento di determinati risultati, come ad esempio un numero minimo di vendite (cento, mille, ecc.).

In altre parole, è possibile che vi sia responsabilità se la controparte, a fronte del pagamento, aveva assunto un’obbligazione di risultato, per tale dovendosi intendere quella in cui il debitore si impegna a conseguire un obiettivo certo come frutto della prestazione.

L’obbligazione di risultato si contrappone a quella di mezzi, che è tipica dei professionisti. Ad esempio, l’avvocato ha diritto all’onorario anche se la causa va male, in quanto egli non garantisce il risultato finale (la vittoria del procedimento) bensì un diligente impegno nell’assistere il proprio cliente.

Orbene, i casi sono due:

  1. se il promotore/organizzatore del corso aveva garantito con un risultato certo e questo non è stato conseguito, allora ci sono in teoria margini per promuovere un’azione legale;
  2. al contrario, se nulla di tutto ciò era stato promesso, non è possibile rivalersi sul responsabile del corso se non si sono conseguiti i risultati sperati, a meno che, come vedremo a breve, il corso non fosse del tutto inadeguato.

Anche nel primo caso, però, ottenere il rimborso e/o il risarcimento per il mancato conseguimento del risultato non è facile. Ciò perché, nel caso di specie, bisognerebbe innanzitutto dimostrare di aver seguito diligentemente tutte le indicazioni fornite; in secondo luogo, è difficile pensare che la vendita di un’opera sia del tutto svincolata dai contenuti del suo autore.

In altre parole, anche nel caso di obbligazione di risultato assunta dal responsabile del corso, il successo di un’opera creativa dipende per definizione da chi ne rivendica la paternità, cioè dal suo autore. Pertanto, potrà essere sempre obiettato che lo scarso riscontro di pubblico derivi da ciò che ha scritto l’autore.

In pratica: anche seguendo pedissequamente le istruzioni del corso, c’è sempre un margine di aleatorietà che ricade sull’autore e, in particolare, sulle sue capacità.

Vi può essere infine un’ulteriore ipotesi di responsabilità nel caso in cui il corso fosse oggettivamente inadeguato agli obiettivi che si proponeva di perseguire. Si pensi al corso tenuto da persona totalmente incompetente oppure talmente lacunoso di contenuti da rendere impossibile il raggiungimento dei risultati sperati.

Tirando le fila di quanto detto sinora, per avere possibilità di ottenere il rimborso occorre:

  • che il contratto abbia previsto un obbligo di risultato, nel senso che il corso garantiva con assoluta certezza il raggiungimento di uno o più obiettivi minimi;
  • dimostrare, in alternativa, che il corso forniva obiettivamente consigli e strategie sbagliate, l’attuazione delle quali ha portato a non raggiungere i risultati promessi;
  • dimostrare di essersi attenuti scrupolosamente alle indicazioni fornite nel corso;
  • che gli scarsi risultati del libro non siano imputabili a qualche colpa dell’autore, il quale ad esempio ha errato in alcuni fondamentali passaggi di marketing, ovvero ha presentato un prodotto del tutto inadeguato (si pensi, ad esempio, a chi segue tutti i consigli dati per il self-publishing ma il contenuto del libro sia di pessima qualità).

In ogni caso, fornire la prova della responsabilità della controparte non è semplice, in quanto ci muoviamo in un campo (quello dell’opera intellettuale) che, come detto, presenta elevati margini di incertezza.

In soldoni, non essendo giuridicamente possibile valutare la bontà di un’opera intellettuale (compresa quella rientrante nel campo medico-scientifico) né la giustezza del riscontro di pubblico, la responsabilità di controparte potrà essere valutata solo in presenza di evidenti mancanze del corso ovvero dell’inadempimento a un’obbligazione di risultato.

Qualora si intendesse procedere con la richiesta di rimborso, questa andrebbe avanzata al responsabile del corso, mediante diffida scritta da inviare tramite raccomandata a/r o pec. Solo nel caso di mancato raggiungimento di una soluzione bonaria, si dovrà procedere in giudizio. Il consiglio però è di procedere giudizialmente solo se si è assolutamente certi di possedere le prove dell’inadempimento di controparte. Ad esempio, ci si potrebbe giustamente dolere di un corso tenuto da soggetto che millantava un titolo (laurea, specializzazione, ecc.) che non aveva, oppure che ha fornito indicazioni e insegnamenti che possono essere obiettivamente confutati.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva



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