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Articolo 58 Costituzione italiana: spiegazione e commento

3 Febbraio 2022
Articolo 58 Costituzione italiana: spiegazione e commento

Cosa dice e cosa significa l’art. 58 sull’elezione dei senatori.

I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto.

Sono eleggibili a senatori gli elettori che hanno compiuto il quarantesimo anno.

L’elezione a suffragio universale e diretto

L’articolo 58 della Costituzione conferma per il Senato quanto stabilito negli articoli precedenti per quanto riguarda l’elezione dei rappresentanti dei cittadini in Parlamento: i senatori (come anche i deputati) vengono eletti a suffragio universale e diretto.

Sembra un tecnicismo ma, in realtà, come abbiamo già avuto modo di spiegare commentando altri articoli della Costituzione, è molto di più. Il suffragio universale e diretto è il riconoscimento della sovranità del popolo, è la vittoria della democrazia sull’autoritarismo presente in Italia prima che venisse scritta la Costituzione. È la possibilità che si dà al cittadino di scegliere i candidati a cui affidare il compito di fare le leggi dello Stato.

Il suffragio universale consegna, quindi, all’elettorato il diritto di voto, cioè la facoltà di esprimere la propria volontà e di eleggere i parlamentari (in questo caso, i senatori) senza alcuna restrizione di natura culturale, socioeconomica o psicologica e, più precisamente, senza distinzione di sesso, etnia, orientamento sessuale o religioso, ecc.

Ci sono, però, alcuni limiti al suffragio universale. Il più importante è quello dell’età: possono esercitare il diritto al voto solo i cittadini maggiorenni. Fino a non molto tempo fa, per poter eleggere i senatori occorreva avere compiuto i 25 anni. Una recente riforma ha abbassato questa soglia, portandola ai 18 anni, la stessa richiesta per eleggere i deputati o per partecipare ad un referendum.

L’altra limitazione riguarda i detenuti condannati per determinati reati: la legge prevede, per questi cittadini, la possibilità di sospendere il diritto di voto per un periodo di tempo o in maniera definitiva.

Il suffragio universale viene definito anche «diretto» perché l’elettore sceglie, appunto, «direttamente» uno dei candidati.

L’età minima per diventare senatore

Se l’età minima per votare al Senato è stata equiparata a quella per votare alla Camera dei deputati (cioè, 18 anni), c’è differenza, invece, per quanto riguarda l’età minima per diventare senatore. Mentre per entrare a Montecitorio occorre avere spento 25 candeline il giorno delle elezioni, per accedere a Palazzo Madama come parlamentare bisogna avere almeno 40 anni.

C’è chi pensa che in questo modo, trattandosi del ramo più importante del Parlamento (il Senato viene chiamato anche Camera Alta), è necessario garantire una maggiore maturità da parte dei membri dell’Assemblea, concepita dai padri costituenti come una «Camera di riflessione» rispetto a quanto deciso dai deputati. Altro discorso, come purtroppo l’esperienza ha dimostrato e continua a dimostrare, è che l’età e la maturità personale vadano sempre di pari passo.

Si ritiene anche che lasciare alzata l’asticella del requisito anagrafico risponda ad una tradizione nata addirittura nell’Antica Roma, dove il Senato era riservato agli «anziani»: il termine Senato, infatti, deriva dal latino senex, cioè «vecchio, anziano». Per quanto, a dire il vero, a Montecitorio non manchi chi non ha più una tenera età.

Da segnalare, infine, che il presidente del Senato è la seconda carica dello Stato e che, secondo l’articolo 86 della Costituzione, può sostituire il presidente della Repubblica in caso di impedimento permanente, di morte o di dimissioni del Capo dello Stato. Curioso, a tal proposito, rilevare come ci possano essere delle eccezioni riguardanti l’età necessaria per svolgere una determinata funzione. Per poter diventare presidente della Repubblica, infatti, è necessario avere compiuto i 50 anni. Per essere senatore (e, quindi, anche presidente del Senato), di anni ne vengono chiesti 40. Per essere eletto deputato (e, pertanto, per occupare la terza carica dello Stato come presidente della Camera), ne bastano 25. Quindi, almeno in teoria ed in casi particolari, ci si potrebbe trovare per un periodo di tempo al Quirinale un quarantenne o un venticinquenne. Sono, appunto, delle rarissime eccezioni che, comunque, non rispecchiano fino in fondo la volontà di chi ha scritto la Costituzione.



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1 Commento

  1. Siete straordinari nel commentarci gli articoli della Costituzione. Vi chiedo di esporci e renderci edotti su tutti i privilegi che hanno i nostri deputati e senatori ed i privilegi che si trasferiscono quando uno di questi va a migliore vita.

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