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Sicurezza: direttore dei lavori non sempre responsabile

27 Luglio 2015
Sicurezza: direttore dei lavori non sempre responsabile

Infortuni sul lavoro, cantiere, normativa antinfortunistica, direttore dei lavori nominato dal committente, responsabilità.

 

La qualifica di direttore dei lavori non comporta automaticamente la responsabilità per la sicurezza sul lavoro; infatti, secondo una recente sentenza della Cassazione [1] l’incarico di direttore potrebbe limitarsi alla sola sorveglianza tecnica attinente alla esecuzione del progetto.

In base alla disciplina di settore [2], destinatari delle norme antinfortunistiche sono i datori di lavoro, i dirigenti e i preposti; al contrario, il direttore dei lavori per conto del committente è tenuto solo alla vigilanza dell’esecuzione fedele del capitolato di appalto nell’interesse del datore di lavoro e non può essere chiamato a rispondere dell’osservanza di norme antinfortunistiche, salvo che venga accertata una sua ingerenza nell’organizzazione del cantiere.

Insomma, per poter dichiarare responsabile il direttore dei lavori bisogna dare prova di una diversa e più ampia estensione dei suoi compiti, comprensivi anche degli obblighi di prevenzione degli infortuni. La dimostrazione potrebbe essere fornita attraverso l’individuazione di comportamenti che possano testimoniare in modo inequivoco l’ingerenza nell’organizzazione del cantiere o l’esercizio di tali funzioni.

 

Sintetizzando: il direttore dei lavori, quando svolge il suo compito tipico, quello cioè attribuitogli dalla legge di vigilanza dell’esecuzione fedele del capitolato di appalto nell’interesse del committente che lo ha nominato, non è responsabile della sicurezza del cantiere e degli eventuali infortuni sul lavoro. Può essere ritenuto responsabile solo a ben determinate condizioni: quando gli sia stato affidato anche il compito di sovrintendere all’esecuzione dei lavori, con la possibilità di impartire ordini alle maestranze sia per convenzione, cioè per una particolare clausola introdotta nel contratto di appalto, oppure quando, per fatti concludenti, risulti che egli si sia in concreto ingerito nell’organizzazione del lavoro.

Il principio generale, infatti, in tema di prevenzione e infortuni sul lavoro, è quello secondo cui, colui che, in qualsiasi modo, abbia assunto posizione di preminenza rispetto ad altri lavoratori, così da poter loro impartire ordini, istruzioni o direttive sul lavoro da eseguire, deve essere considerato automaticamente tenuto ad attuare le prescritte misure di sicurezza e a disporre e a esigere che esse siano rispettate. A nulla rileva che vi siano altri soggetti contemporaneamente gravati dallo stesso obbligo per un diverso e autonomo titolo.


note

[1] Cass. sent. n. 29792 del 10.07.2015.

[2] Dpr 27 aprile 1955 n. 547; Dpr 9 aprile 2008 n. 81, art. 17.

Autore immagine: 123rf com


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