Diritto e Fisco | Articoli

Locazione: le addizioni dell’inquilino sull’immobile

17 Agosto 2014
Locazione: le addizioni dell’inquilino sull’immobile

Dopo aver visto la disciplina sulle migliorie nell’appartamento apportate dall’inquilino, vediamo invece cosa prevede la legge nel caso in cui vengano apportate delle addizioni.

Nel corso della locazione il conduttore, in mancanza di espresso divieto contenuto nel contratto, può eseguire delle addizioni sull’immobile, cioè aggiungere alla cosa locata manufatti di varia natura che, senza alterare la destinazione o arrecare danno, ne rendano più proficuo l’uso.

Si tratta di opere che mantengono una loro autonomia rispetto all’immobile locato e che sono accessorie a esso e ne incrementano il valore collocazione di armadi a muro, scaffalature; l’installazione di tende sul balcone, dell’impianto d’allarme; la posa di finestre con doppi vetri).

Al termine della locazione il conduttore ha il diritto di rimuovere le addizioni, qualora ciò possa avvenire senza provocare danni all’immobile.

Per esempio, sono state considerate addizioni inseparabili gli arredi di vinciolo d’interesse artistico siti nell’immobile locato e ritenuti inamovibili dai locali perché sottoposti ai vincoli imposti dalla legge di tutela.

La disposizione che riconosce al conduttore il diritto di togliere le addizioni separabili senza danno della cosa locata, non fissa un termine per l’esercizio di tale diritto, ma subordina soltanto il suo esercizio alla volontà del proprietario di non voler ritenere per sé le addizioni, pagandogli una indennità pari alla minor somma tra l’importo della spesa e il valore dell’ opera al momento della riconsegna. Non rileva in questo caso il fatto che il conduttore abbia o meno ottenuto il consenso del locatore, potendo egli rimuovere dal bene locato le addizioni effettuate, senza limiti di tempo e quindi anche successivamente alla cessazione del rapporto di locazione.

Il tutto è però limitato, come si è detto, dalla facoltà del locatore di tenere per sé le addizioni corrispondendo l’indennità.

Ciò significa che la volontà del locatore di trattenere le opere aggiunte dal conduttore prevale sulla volontà di quest’ultimo di rimuoverle, salvo il caso in cui detta rimozione intervenga prima della cessazione della locazione, quando cioè tali opere aggiunte ancora sono nella piena disponibilità del conduttore.

Occorre comunque verificare caso per caso se la rimozione avvenuta appena prima della cessazione del rapporto di locazione sia dovuta a giustificati motivi oppure sia invece finalizzata esclusivamente a danneggiare il locatore.

Se le addizioni non sono separabili senza procurare un danno all’immobile, ma ne costituiscono un’innovazione, si applicano le stesse regole dettate per i miglioramenti, per la cui esecuzione assume primario rilievo il consenso del locatore. In difetto del consenso, il locatore può infatti chiedere l’asportazione delle stesse a prescindere dal fatto che costituiscano o meno un miglioramento della cosa.

La rimessione in pristino non è peraltro preclusa dal danno che la separazione possa apportare alla cosa, essendo il conduttore tenuto a eseguire tutte le opere per ridurre il bene nello stato in cui lo aveva ricevuto.

Qualora le addizioni rappresentino un danno per il bene locato, il conduttore è tenuto al risarcimento del danno, oltre al ripristino della situazione originaria con l’eliminazione delle opere abusivamente eseguite.

Il danno può concretarsi non solo nel costo delle opere necessarie per la riduzione in pristino, ma anche nel corrispettivo realizzabile in tutto il periodo occorrente per l’esecuzione e il completamento dei lavori, senza peraltro che il locatore sia tenuto a provare di avere ricevuto richieste per la locazione da parte di terzi.

Nell’ipotesi, infine, che i lavori siano sostanzialmente inutili, il conduttore, su richiesta del locatore, è obbligato a rimuovere a propria cura e spese quanto eseguito per riconsegnare il bene nello stesso stato in cui l’ha ricevuto, salvo che il locatore accetti di ritenerli senza però corrispondere alcun indennizzo.

È comunque valida la clausola che prevede che i miglioramenti e le addizioni eseguiti dal conduttore rimangono al locatore senza compenso.


note

Autore immagine: 123rf com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

1 Commento

  1. Salve,
    ho un quesito.
    In ambito di contratto di locazione commerciale, la posa di parquet flottante da parte del conduttore è da considerarsi miglioramento (art. 1592 cc) o addizione (art.1593 cc)?

    A mio parere è al contempo miglioramento del locale, che ne determina aumento di valore, e addizione, in quanto rimovibile senza nocumento.

    Grazie

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube