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Prodotti in garanzia: come far valere la copertura

18 Agosto 2014
Prodotti in garanzia: come far valere la copertura

La copertura dura due anni dal momento dell’acquisto del bene e va fatta valere nei confronti del negoziante; come comportarsi in caso di problemi.

Quando compriamo un prodotto, può capitare che non funzioni a dovere o che presenti caratteristiche diverse da quelle promesse sulla confezione o vantate dalla pubblicità. È in casi come questi che va fatta valere la garanzia.

Queste le regole base:

1. la garanzia copre il prodotto per due anni dalla sua consegna

 

2. va fatta valere nei confronti del venditore (non del produttore) entro due mesi a partire dal momento in cui si manifesta il problema.

A vostra scelta, potete chiedere che il prodotto sia riparato oppure sostituito: in entrambi i casi non dovete pagare alcuna spesa.

La legge non stabilisce un termine fisso entro il quale il venditore deve riparare il bene o sostituirlo, ma prevede che il tempo debba essere “congruo”, tenendo conto soprattutto della natura del bene e del motivo per cui il consumatore lo ha acquistato.

Se il prodotto non può essere riparato sostituito, avete diritto a restituirlo ed essere rimborsati o a una riduzione del prezzo se il difetto è lieve.

Se in linea teorica le regole sono chiare, in pratica si possono trovare negozianti che pongono ostacoli per non rispettarle. Di fronte a queste situazioni dovete mettere tutto nero su bianco, ossia avanzare le vostre richieste per iscritto.

Se il negozio si rifiuta

A volte succede che la riparazione in garanzia venga negata dal centro di assistenza del negozio, che vi attribuisce la colpa del guasto. Per esempio, nel caso di un cellulare, il centro riparazioni, dopo aver esaminato il problema, vi chiama per dirvi che il telefonino non potrà essere riparato in garanzia perché il problema non dipende dal prodotto stesso, ma è sorto perché avete esposto il cellulare all’umidità e così si è ossidato.

Che fare in questi casi? Dovete contestare immediatamente per iscritto la versione del negoziante e sollecitare la riparazione inviando al venditore e, per conoscenza, anche al centro riparazione, una lettera raccomandata.

In questi casi, le possibilità di spuntarla sono più alte se il prodotto è relativamente nuovo. Infatti:

 

1. se il guasto si è verificato entro sei mesi dalla consegna, il venditore è obbligato ad applicare la garanzia, a meno che non dimostri (con tanto di prove) che il guasto l’avete davvero provocato voi;

 

2. se invece il difetto si è manifestato dopo i sei mesi dalla consegna, dovrete essere voi a dimostrare che il prodotto non è conforme. Dovete comunque insistere per ottenere la riparazione. In caso di rifiuto del venditore, non vi resta che portare il caso davanti al giudice o tentare una conciliazione presso la Camera di commercio o presso qualsiasi organismo di mediazione della città dove risiedete.

Tempi biblici di riparazione

Vediamo il caso in cui il venditore accetti di ripararvi il prodotto difettoso, ma l’operazione prenda più tempo del previsto: il centro riparazioni tergiversa e non vi comunica alcun termine per la consegna.

Che fare? La soluzione migliore è quella di concordare preventivamente, per iscritto, con il venditore o il centro di assistenza, una data entro la quale il lavoro deve essere finito. Così, in caso di ritardo, diventa più facile intimare l’esecuzione del lavoro. Se non avete stabilito alcuna data, lo potete fare in un momento successivo con una cosiddetta “lettera di messa in mora” (“…essendo ormai trascorsi più di… giorni e non essendomi ancora stato riparato il prodotto, mi vedo costretto a chiedere formale adempimento del vostro impegno entro 15 giorni dal ricevimento della presente…”).

Se il problema si ripropone

Portate un prodotto in garanzia a riparare e poi questo si rompe di nuovo, manifestando lo stesso problema a distanza di qualche mese. Che fare?

Il tema è delicato, perché di fatto non ci sono sentenze che affrontano questo tipo di situazione. In linea di massima, non è prevista una “garanzia della garanzia”, però se il guasto si ripresenta mentre la copertura è ancora operante, il venditore deve intervenire nuovamente e se la riparazione non è possibile, dovrà proporre una soluzione alternativa.

Se invece il difetto si ripresenta dopo due anni dall’acquisto del prodotto, non potrete più invocare la garanzia di conformità e sarete costretti a chiedere una riparazione fuori garanzia.

DOPO LA FINE DELLA GARANZIA

 

Vizi evidenti oppure occulti

Finita la garanzia, che fare se il tecnico da cui avete portato il prodotto non esegue bene la riparazione?

Mettete in funzione il prodotto al momento del ritiro: se il difetto è palese (si parla di “vizio evidente”), contestatelo subito all’artigiano, rifiutando di accettare il lavoro male eseguito.

Se il difetto per il quale il prodotto è stato fatto riparare si ripresenta dopo un certo periodo di utilizzo, si tratta di un “vizio occulto”: entro 8 giorni dalla scoperta del problema dovete chiedere all’artigiano di rifare il lavoro, gratuitamente,  oppure di rimborsarvi dei soldi spesi. Se l’artigiano si rifiuta, non vi resta altro che rivolgervi al giudice (avete tempo un anno).

Ricordate: in caso di riparazione, conviene sempre farsi mettere per iscritto la data limite entro la quale il lavoro sarà terminato.


note

Autore immagine: 123rf com


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2 Commenti

  1. Buongiorno,

    complimenti per gli argomenti trattati, sempre di grande interesse. Consentitemi solo una piccola precisazione: la Garanzia di buon funzionamento non è la Garanzia Legale di Conformità. Spesso, nella vendita di beni nuovi, le due Garanzie coesistono e si confondono, poiché la Garanzia di Buon Funzionamento del Costruttore/Venditore e quella Legale hanno la medesima durata e anche perché il malfunzionamento di un bene che viene dichiarato garantito, per il funzionamento, per 24 mesi è sicuramente configurabile quale “difetto di conformità”.
    Ma cosa accade quando e se su un bene viene garantito il funzionamento per 6 mesi e di questo il Consumatore viene correttamente informato? Il Codice Civile non prevede,in capo al venditore o al costruttore, un obbligo riguardo la garanzia di buon funzionamento. Potrebbe essere di un mese come di dieci anni. Negli ultimi anni la politica commerciale dei costruttori ha creato un allineamento della durata di tale garanzia ad un periodo minimo di due anni, sui beni nuovi. Ma non per tutti è così. Ci sono categorie di prodotto, spesso di nicchia, per i quali il funzionamento è garantito per periodi nettamente inferiori. In quel caso, se il Consumatore è stato correttamente informato, un “guasto imprevedibile” non può essere considerato “difetto di conformità” del bene al contratto di vendita.
    Grazie, a presto.

  2. Belle parole ma vi sono prodotti il cui valore e’ modesto e sul quale il venditore rifiuta di applicare la garanzia ben sapendo che il cliente non affrontera’ i costi di un azione legale. Io ho acquistato una lampada da tavolo a LED che dopo 5 mesi ha smesso di funzionare. Il venditore CINESE mi ha quasi cacciato dal negozio strafregandosene delle mie rimostranze. Il prodotto vale 15 euro ma e’ ora una questione di principio. Per contro Leroy Merlin dovo ho acquistato un prodotto analogo mi da garanzia per 2 anni.
    Questa gentaglia disonesta approfitta appunto del valore del bene e se ne frega della legge e delle sue disposizioni. Possibile che si debba sempre subire e nessuno faccia nulla ? Non esiste un luogo ove denunciare questi disonesti ?
    Saluti a tutti.
    Albino

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