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Un conto corrente a basso costo

18 Agosto 2014
Un conto corrente a basso costo

I prodotti previsti dalla normativa a canone fisso o zero che danno accesso alle operazioni base.

Poco dispendioso e senza sorprese sui costi, per chi in banca ha poche esigenze. Era nato a questo scopo il “conto corrente semplice“, sollecitato dall’Abi nel 2009. Che fine ha fatto? Secondo Banca d’Italia sarebbero 16 gli istituti in pista, ma tolte alcune casse di risparmio e banche di credito cooperativo, non si trova traccia degli istituti maggiori. L’offerta rivolta a chi ha esigenze minime è tutta convogliata nel cosiddetto “conto base“, imposto nel 2012, per legge, dal Governo Monti. Un prodotto che, a fronte di un canone annuo fisso, permette di effettuare i servizi più comuni, come prelievi Bancomat, bonifici, incasso stipendio e pensione, addebito utenze, però senza assegni, carta di credito né fido. Ai tempi del lancio si stimavano in otto milioni gli interessati: a oggi i sottoscrittori sono poche decine di migliaia.

I conti di base si dividono in due gruppi:

1. quelli riservati a tutti i clienti (tipo A), che garantiscono un numero fisso di prelievi di contante allo sportello (da 6 a 12), prelievi Bancomat illimitati su sportelli del gruppo (non più di 12 l’anno da altre banche), 12 addebiti ricorrenti tramite bonifico e 4 invii l’anno dell’estratto conto. Se disponibile l’operatività online di solito è compresa. Il prezzo è variabile: si va da 30 euro di IntesaSanpaolo e Poste, 36 di Bpm, 48 di UniCredit, ma si toccano i 72 con Monte dei Paschi. L’imposta di bollo annuale da 34,20 è esclusa per chi ha un reddito Isee annuo fino a 7.500 euro;

2. quelli riservati ai pensionati sotto i 1.500 euro al mese (tipo B). È a costo zero, ma si paga l’imposta di bollo. Include: operazioni Bancomat illimitate, 12 prelievi allo sportello, nessun costo su accredito pensione, invio trimestrale dell’estratto conto e bonifici.

Ma convengono i conti base?

I potenziali clienti dovrebbero conoscerli, ma allo sportello fanno di tutto per non proporli, preferendo dirottare i clienti verso prodotti più profittevoli per l’istituto. Primo passo, dunque, è farsi illustrare il conto base. Secondo, concentrarsi sulle operazioni di cui si ha bisogno. Per chi utilizza solo i servizi inclusi ed è sicuro di non sforare il tetto incluso nel canone sono spesso convenienti.

Ma oltre al conto base altre offerte sono allettanti. Intanto alcuni conti online a costo zero, che però si rivolgono a chi naviga in rete. E anche allo sportello si trovano alcune buone proposte. Il conto CheBanca (con l’opzione online+filiale) costa 24 euro l’anno e ti paga il bollo annuo. Popolare Lodi, con Premiaconto Plus, è a costo zero in promozione per i nuovi clienti fino a giugno 2015 (poi 48 euro l’anno). Occhio, però, alla durata del periodo promozionale. Ricordare poi che i conti sono prodotti fatti per catturare il cliente. In banca cercheranno di aggiungere un dossier titoli e altri servizi complementari. Il conto semplice è invece per chi non cerca altro se non le operazioni più comuni.


note

Autore immagine: 123rf com


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