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In quale città si fanno più cause: nuove misure “taglia contenzioso”

18 Agosto 2014
In quale città si fanno più cause: nuove misure “taglia contenzioso”

Il Ministero della giustizia ha annunciato nuove misure per cercare di ridurre le cause.

In quali città si arriva più facilmente in tribunale? I più litigiosi d’Italia vivono al Sud e, in particolare, a Reggio Calabria, dove – secondo i dati pubblicati stamattina dal Sole 24 Ore – ogni 100 abitanti, circa 10 hanno iniziato, solo nell’ultimo anno, almeno un contenzioso civile, penale o fiscale in primo grado (circa 101 cause ogni mille abitanti).

A pochissima distanza seguono Foggia e Catanzaro. E, dopo Pescara, subito Napoli e Salerno. Ottavo e nono posto sono occupati rispettivamente da Roma (8,9% di cause in corso) e Milano (8,6%).

Al contrario, i più pacifici vivono a Belluno (39 cause ogni mille abitanti), Lecco (45,9), Sondrio (46,5) e Pordenone (46,6).

La media nazionale, tenuto conto di tutte le 92 città analizzate dagli esperti, è di quasi 71 cause in corso, ogni mille abitanti, intentante negli ultimi dodici mesi.

Numeri ancora troppo alti secondo il Ministero della Giustizia che ha annunciato un nuovo – l’ennesimo – pacchetto di misure da portare in Consiglio dei Ministri il prossimo 29 agosto per “tagliare le gambe” ai litigiosi.

Sempre al Mezzogiorno va la palma d’oro per i giudizi in materie fiscali: le dieci commissioni tributarie più ingolfate di ricorsi si trovano proprio in Calabria, Sicilia, Campania e Puglia.

I Governi hanno utilizzato a più riprese la leva finanziaria (in particolare, l’aumento del contributo unificato e delle varie penalità collegate all’insuccesso del giudizio) per disincentivare le cause temerarie.

Nella direzione di decongestionare le aule di giustizia va anche l’obbligo di tentare la mediazione in una serie di cause civili e commerciali prima di rivolgersi al giudice. Il vincolo, già previsto dal 2011 ma poi bocciato dalla Corte costituzionale, è stato reintrodotto a settembre 2013.

Oltre ad agire sulla domanda, negli anni si è tentato di rendere più efficiente la giustizia, soprattutto quella civile, per scoraggiare le liti pretestuose (e non danneggiare chi ne è vittima). È stata perciò rivista la geografia giudiziaria, con l’accorpamento dei tribunali minori e delle sezioni distaccate agli uffici più grandi. E l’informatizzazione del processo ha tagliato un primo traguardo, con l’obbligo, dallo scorso 30 giugno, di depositare solo in via telematica gli atti dei processi civili, tranne quelli introduttivi della lite, e del procedimento per decreto ingiuntivo.

 

Dal 2008 al 2013 il numero delle liti civili avviate in tribunale è diminuito del 6 per cento. Un risultato non eclatante, vista la mole del contenzioso e dell’arretrato, anche se gli effetti delle ultime misure si vedranno solo a partire dai dati di quest’anno.

La prossima riforma della giustizia

Ora interverrà la prossima riforma della giustizia, in questi giorni aperta alla consultazione pubblica. Tra le misure annunciate c’è un ampio ricorso alla soluzione stragiudiziale delle controversie, con la possibilità per le parti di chiedere di spostare la lite già iniziata di fronte a un collegio di arbitri, composto da avvocati del circondario, o, prima di rivolgersi al giudice, di tentare di trovare un accordo conciliativo con l’assistenza dei legali. Tra l’altro, dovrebbero chiudersi fuori dal tribunale le separazioni e i divorzi consensuali, quando non ci sono figli minori o portatori di handicap.

La riforma dovrebbe insistere a giocare anche la carta economica con l’introduzione del principio “chi perde paga” e l’aumento degli interessi legali per i debitori morosi. Non solo: in cantiere c’è anche una revisione generale delle procedure, con l’ambizioso obiettivo di concludere entro un anno i giudizi civili di primo grado.


note

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Io sono un dipendente del comune , guadagno 650 euro ho 3 figli mi vorrei separare dalla mia ex moglie lei lavora abbiamo un mutuo. Come faccio a vivere se lei mi chiede il mantenimento x i figli maggiori , in quanto abbiamo solo una minore

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