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Se si decade dalla rateazione di Equitalia: che fare?

19 Agosto 2014
Se si decade dalla rateazione di Equitalia: che fare?

Gli strumenti in mano di Equitalia per pignorare i beni del debitore sono stati depotenziati.

Se non paga otto rate – anche non consecutive – del piano di dilazione concesso da Equitalia, il contribuente decade dal beneficio della cosiddetta rateazione. In tal caso il debito iscritto nelle cartelle esattoriali non può essere più dilazionato e, pertanto, non si può chiedere una nuova rateazione.

Per evitare questo effetto irreversibile, si può chiedere la proroga della rateazione in corso, al massimo per una volta. In pratica, allegando il sopraggiungere di nuove e più stringenti difficoltà economiche, il contribuente che non riesca a pagare la rata ad Equitalia può chiedere che la stessa gli venga ridotta attraverso una rateazione più estesa delle cartelle. La rateazione massima è a 120 rate.

La decadenza dal piano di rientro comporta l’avvio delle azioni esecutive di Equitalia.

Va detto però che dopo le modifiche apportate nel 2013 gli strumenti a disposizione dell’agente della riscossione sono stati in parte depotenziati.

Il fermo amministrativo dei veicoli, per esempio, non può essere disposto se il contribuente dimostra entro trenta giorni dalla notifica del preavviso di fermo che il mezzo è strumentale all’attività professionale o commerciale. I beni indispensabili allo svolgimento dell’impresa, inoltre, sono pignorabili nei limiti di un quinto del loro valore, a condizione che il debitore non indichi altri beni pignorabili capienti rispetto al debito a ruolo.

In caso di pignoramento dei beni indispensabili, la vendita all’asta non può essere fissata prima di 300 giorni dal pignoramento e il debitore è designato custode dei beni stessi.

Inoltre, l’abitazione dove il debitore risiede anagraficamente, se immobile non di lusso e se costituisce l’unica unità posseduta, non è espropriabile, anche se può essere ipotecata. Inoltre, il possesso di pertinenze dell’abitazione principale non fa venir meno la condizione di unicità dell’immobile posseduto.

I requisiti per procedere al pignoramento immobiliare sono diventati più rigorosi. Infatti, in primo luogo, occorre che il credito affidato all’agente della riscossione superi 120.000 euro e poi è necessario che siano decorsi almeno sei mesi dall’iscrizione dell’ipoteca relativamente alla quale non sono cambiate le regole relative all’iscrizione; a tale scopo è, infatti, sufficiente che l’importo a ruolo sia pari ad almeno 20.000 euro. Va tuttavia ricordato che l’iscrizione di ipoteca deve essere sempre preceduta dalla notifica di una intimazione a pagare le somme dovute entro trenta giorni.

Resta un’arma efficace il pignoramento presso terzi. Si tratta della possibilità per le società di Equitalia di aggredire direttamente i crediti vantati dal contribuente verso altri soggetti, saltando del tutto la fase davanti al giudice dell’esecuzione; attraverso questo strumento, quindi, il riscossore pubblico può appropriarsi di somme derivanti, ad esempio, dal conto corrente bancario, dallo stipendio (nel rispetto dei limiti di legge) o da crediti professionali e commerciali del soggetto a ruolo.


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Autore immagine: 123rf com


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