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Animali nei condomini: possono essere vietati

19 Agosto 2014
Animali nei condomini: possono essere vietati

Il voto all’unanimità esclude cani e gatti: il documento va allegato e sottoscritto con l’atto di compravendita.

L’ultima riforma del condominio si preoccupa di tutelare gli animali nelle abitazioni. Il codice civile [1] stabilisce che “le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici”. Tuttavia, secondo le correnti interpretazioni, la norma non può “vietare ai condomini di vietare” quando ciò sia approvato all’unanimità. In altre parole, deve rimanere sempre salvo i diritti di ciascun condominio di accettare un regolamento contrattuale (ossia quello allegato al primo atto di vendita degli appartamenti e richiamato per accettazione in tutti gli atti successivi) dove si vieti la presenza di animali in casa. Questo perché ogni proprietario resta libero di disporre in autonomia dei propri diritti sull’immobile, ivi compresa l’eventuali di limitarsi nell’uso dello stesso.

Una cosa è certa: la nuova norma non può avere effetto retroattivo e, quindi, non vale [2] per i rapporti sorti anteriormente alla riforma che continuano a mantenere validità ed efficacia. Così i regolamenti di condominio approvati prima dell’entrata in vigore della riforma (ossia il 18 giugno 2013), anche se contengono divieti alla detenzione di animali restano quindi validi salvo intervenga una modifica in assemblea di adeguamento alla nuova legge.


note

[1] Art. 1138 cod. civ.

[2] Art. 11 disp. legge in generale cod. civ..


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