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Negoziazione assistita: quando è obbligatoria?

2 Febbraio 2022 | Autore:
Negoziazione assistita: quando è obbligatoria?

In quali casi il mancato esperimento della procedura è sanzionato con l’improcedibilità della domanda e blocca l’azione giudiziaria civile?

Un pedone cade sul marciapiede di una strada della capitale e si infortuna gravemente. La dinamica dell’accaduto è chiara e i danni sono ampiamente dimostrati. Così fa causa al Comune per essere risarcito, ma la sua domanda viene respinta: «improcedibile», sancisce il giudice civile del tribunale di Roma in una recente sentenza [1]. Tecnicamente significa che la pretesa risarcitoria non può essere esaminata perché manca una condizione di procedibilità: il danneggiato, infatti, non aveva esperito la negoziazione assistita, che era necessaria in relazione al valore della causa (chiedeva 35mila euro di danni). Per evitare di trovarsi in situazioni del genere, è bene, dunque, sapere quando è obbligatoria la negoziazione assistita.

La materia è foriera di dubbi ed equivoci, soprattutto perché la negoziazione assistita – che è stata introdotta nel 2014 – si “intreccia” con la mediazione civile – che esisteva già dal 2010 – ma non la sostituisce: nel caso che ti abbiamo accennato, il giudice capitolino ha sottolineato che non si può scegliere liberamente tra l’una e l’altra, specialmente quando la negoziazione assistita è obbligatoria e la mediazione no. La mediazione (che è una procedura più garantita, in quanto è affidata a un soggetto terzo, anziché agli avvocati delle parti) prevale sulla negoziazione assistita solo nei casi di “cumulo”, cioè quando la controversia rientra nell’ambito applicativo di entrambi gli istituti: in tal caso, basta proporre la domanda di mediazione e la negoziazione non è più obbligatoria ai fini della procedibilità dell’azione giudiziaria.

Negoziazione assistita: cos’è e come funziona?

La negoziazione assistita è uno strumento per definire il contenzioso civile in forma conciliativa, cioè risolvendo la controversia senza l’intervento del giudice. La negoziazione assistita si attua con la partecipazione degli avvocati delle parti in lite, che si incontrano per raggiungere un accordo, chiamato «convenzione di negoziazione». Questo accordo, una volta sottoscritto dalle parti e dai rispettivi avvocati (che autenticano la firma dei loro assistiti), costituisce titolo esecutivo, come una sentenza del giudice.

In sostanza, le parti si siedono attorno a un tavolo cercando di raggiungere una soluzione bonaria senza andare in causa. L’intento del legislatore che ha introdotto questo strumento è proprio quello di evitare il ricorso alla giustizia in tutti i casi in cui l’intesa può essere raggiunta direttamente tra le parti e dai loro avvocati, prima di rivolgersi al giudice e dunque fuori dai tribunali (tecnicamente questo obiettivo è chiamato dal legislatore «funzione deflattiva del contenzioso»). Nel corso del procedimento di negoziazione le parti devono comportarsi con lealtà e buona fede e sono obbligate a tenere riservate le informazioni apprese, tant’è che esse non possono essere utilizzate nel successivo giudizio. [2].

La negoziazione assistita è condizione di procedibilità della domanda giudiziale: quindi, essa va esperita anche se le parti non arrivano a un accordo, altrimenti non potranno sottoporre le loro questioni al giudice. La legge [3] sanziona, appunto, con l’improcedibilità della domanda il mancato invito della controparte alla negoziazione assistita. La declaratoria di improcedibilità è prevista solo nei casi in cui la negoziazione assistita è obbligatoria, non quando essa è facoltativa e volontaria.

Negoziazione assistita: quando è obbligatoria?

La negoziazione assistita è un sistema alternativo di risoluzione delle controversie (in terminologia anglosassone: AdrAlternative dispute resolution) che ha carattere residuale, ossia non si applica quando il legislatore prevede altre procedure obbligatorie di mediazione o di conciliazione o quando la parte è ammessa a stare in giudizio personalmente, senza l’assistenza dell’avvocato (per conoscere tutti i casi, leggi: “Quando non serve l’avvocato?”). Ciò si spiega in quanto, come abbiamo visto, alla negoziazione assistita devono partecipare necessariamente gli avvocati delle parti.

Al di là di tali eccezioni, la negoziazione assistita è obbligatoria in questi due casi:

  • risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti (quindi in tutti i casi di sinistri stradali);
  • pagamento a qualsiasi titolo di somme non eccedenti i 50mila euro.

Negoziazione assistita: quando non è obbligatoria?

La negoziazione assistita non è obbligatoria:

  • nei procedimenti per ingiunzione, cioè nelle richieste di emissione di un decreto ingiuntivo e nel successivo giudizio di opposizione allo stesso;
  • nei procedimenti di consulenza tecnica preventiva ai fini di composizione della lite, indicati dall’art. 696 bis del Codice di procedura civile;
  • nei procedimenti che si svolgono in camera di consiglio anziché in pubblica udienza (i cosiddetti “procedimenti camerali”);
  • nei giudizi, principali o incidentali, di opposizione all’esecuzione forzata;
  • nell’azione civile esercitata nel processo penale attraverso la costituzione di parte civile.

Negoziazione assistita e mediazione: quali rapporti?

Nella sentenza del tribunale di Roma che abbiamo esposto all’inizio [1] il giudice ha chiarito che, quando la negoziazione assistita è obbligatoria, le parti non hanno il potere di optare per la mediazione come suo sostitutivo. Infatti, la legge dà prevalenza alla mediazione, rispetto alla negoziazione assistita, soltanto per le controversie in cui entrambe risultano obbligatorie: in tali casi è sufficiente, per rispettare la condizione di procedibilità dell’azione, proporre la domanda di mediazione. Invece – sottolinea la sentenza – ove la mediazione non sia obbligatoria, mentre lo sia la negoziazione assistita, non rientra nel potere delle parti scegliere una piuttosto che l’altra, ma esse sono obbligate a esperire la negoziazione assistita, indipendentemente dalla potenziale efficacia dell’una o dell’altra. Leggi anche “Mediazione al posto della negoziazione assistita“.


note

[1] Trib. Roma, sent. n. 15716/2021.

[2] Art. 9 D.L. n. 132/2014, conv. in L. n. 162/2014. .

[3] Art. 3 D.L. n. 132/2014, conv. in L. n. 162/2014.

Autore immagine: canva.com/


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