Diritto e Fisco | Articoli

A che età si diventa avvocati in Italia?

2 Febbraio 2022
A che età si diventa avvocati in Italia?

Come diventare avvocato e quanto tempo è necessario per avere un reddito soddisfacente?

A che età si diventa avvocati in Italia? È una domanda tipica che si pone tanto lo studente agli ultimi anni del corso di studi in legge, quanto il neo laureato non appena deve scegliere il proprio percorso lavorativo. La laurea in giurisprudenza è ancora quella che consente il maggior numero di sbocchi, sicché sarà bene considerarli tutti, senza pregiudizi e con spirito autocritico.

In verità, le professioni tradizionali non garantiscono più le soddisfazioni economiche e di prestigio di un tempo. A ciò si aggiungono anche i tempi dilatati per conseguire il titolo e crearsi una clientela. L’avvocatura è forse, tra tutte, quella che soffre di più la crisi, almeno rispetto al passato. In media, si raggiunge l’indipendenza economica non prima di 30 anni. 

I dati pubblicati da Cassa Forense parlano chiaro: gli under 30 hanno un reddito medio di 12.844 euro. Tra i 30 e 34 anni i guadagni crescono di poco e arrivano a circa 16.500 euro. Dai 35 ai 39 anni si arriva a circa 23mila euro, mentre dopo 40 anni si può sperare in un reddito medio di 30.000 euro annui. È solo da 65 anni in su che si può sperare di raggiungere oltre 80mila euro in un anno. 

Iniziare prima l’attività può certamente costituire un vantaggio rispetto ai colleghi, seppur il pregiudizio sociale è spesso collegato all’età. Come dire: contano più i capelli bianchi che l’esperienza sul campo. Di certo, intraprendere il percorso dell’avvocatura quando si è ancora giovani può consentire di investire maggiori risorse nel proprio percorso. 

Per stabilire a che età si diventa avvocati in Italia bisognerebbe innanzitutto stabilire quando si è terminato il percorso di laurea. È proprio da questo momento infatti che inizia l’iter che porterà all’acquisizione del titolo.  

Se è vero che, per laurearsi in legge servono dai quattro ai sei anni, e che pertanto il titolo di dottore in giurisprudenza si acquisisce mediamente intorno ai 25 anni, bisogna partire da questo momento per calcolare la pratica e il tempo necessario alla partecipazione all’esame di avvocato. 

La pratica dura circa 18 mesi. Bisogna però poi attendere che si svolga l’esame di abilitazione che coincide sempre con dicembre. Pertanto, se si termina la pratica prima, sarà necessario attendere alcuni mesi durante i quali si potrà comunque proseguire il proprio percorso di apprendimento presso lo studio del dominus (considerato soprattutto che non si finisce mai di imparare).

Si arriva così all’esame di avvocato intorno ai 27-28 anni circa. A quel punto, subentra un’ulteriore variabile: quella del superamento dell’esame stesso. I dati riferiscono che solo il 50% degli aspiranti passa la prova scritta.

Ipotizzando quindi che, per raggiungere il traguardo del titolo, siano necessari almeno due tentativi, si arriva così alla soglia dei 30 anni. 

Possiamo quindi dire che in Italia si diventa avvocati mediamente a 30 anni. Questo non significa chiaramente essere in grado di avere un proprio studio, una clientela e un reddito stabile. Come si è detto sopra, ci vorranno almeno 35 anni per poter sperare di raggiungere 35mila euro in un anno, di cui una parte andrà destinata alle spese di studio. Così come però c’è anche da osservare come già alcuni praticanti riescano a raggiungere dei guadagni derivanti dalla collaborazione con uno studio e da qualche pratica compatibile con l’abilitazione (cause dinanzi al giudice di pace, contratti, consulenze, diffide, ecc.).

In sintesi, l’età per diventare avvocati non va sempre di pari passo con la capacità di produrre reddito che può attestarsi in un momento anteriore o successivo. 

Leggi Come diventare avvocato.

Una cosa è certa: si tratta di una carriera dove la pazienza non deve mai mancare. Chi cerca guadagni immediati farà bene a guardare altrove. Il principale obiettivo di un avvocato non deve essere l’utile ma la propria crescita, la formazione e quindi lo studio costante. Solo così potrà sperare di affermarsi sul mercato e raggiungere una propria autonomia. 



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube