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Chi chiede il Green pass commette reato?

3 Febbraio 2022 | Autore:
Chi chiede il Green pass commette reato?

Circola in rete la lista degli illeciti commessi da chi chiede ai cittadini di esibire il certificato verde: l’elenco completo delle norme violate.

Le falsità si propagano più velocemente della verità. È una legge non scritta nei codici, ma la vediamo applicata tutti i giorni sui social, che sono la versione moderna del passaparola. Sta circolando un messaggio, o manifesto, intitolato «Nessuno può chiedere il Green pass!» con una nutrita lista dei reati che commetterebbero tutti coloro che lo richiedono, o che comunque hanno a che fare con esso: quindi forze dell’ordine, datori di lavoro, ristoratori, negozianti e tutti gli altri imprenditori ed esercenti commerciali che – come prevede la legge – chiedono di esibirlo all’ingresso di uno dei luoghi dove il certificato verde è necessario per entrare.

Allora chi chiede il Green pass commette reato? Il manifesto afferma in modo perentorio che: «Chi chiede il Green pass può essere denunciato» e avverte che «il percorso legale, fra sanzioni, risarcimenti e spese legali ammonta a circa € 200.000,00». C’è da preoccuparsi? Con i reati non si scherza: ognuno di essi soggiace a precisi presupposti. L’art. 25 della Costituzione sancisce, insieme all’art. 1 del Codice penale, che nessuno può essere punito per un fatto che non è espressamente previsto come reato: quindi, non possono esserci ipotesi vaghe.

Adesso, esaminiamo uno ad uno tutti i reati che, secondo il manifesto, commetterebbe chi chiede di esibire il Green pass: ti dimostreremo che le norme del Codice penale sono richiamate a sproposito e, dunque, le affermazioni contenute nel manifesto sono sbagliate: in realtà, non hanno nessun fondamento giuridico, così come i presupposti di partenza sulla nocività dei vaccini sono errati da un punto di vista scientifico.

Per leggere il documento che circola su Internet clicca qui.

Chiedere il Green pass è reato?

Perché sarebbe illegale chiedere il Green pass? Secondo il manifesto, «il Green pass è di fatto un certificato medico dove ci sono riportati dati di assoluta riservatezza sullo stato di salute delle persone e sulle eventuali cure che stanno facendo per guarirsi». Di conseguenza – spiega – «nessuno al mondo, neanche le forze dell’ordine o la magistratura, è autorizzato a richiederne l’esibizione».

Questa affermazione è falsa per tre motivi. Innanzitutto, il Green pass non è un certificato medico, ma un’attestazione di avvenuta vaccinazione, o di guarigione dal Covid, o di negatività all’infezione. Nella versione base, il Green pass si ottiene anche con un tampone recente, con un test molecolare fatto nelle 72 ore precedenti o con un antigenico rapido fatto nelle ultime 48 ore, che dimostra l’attuale negatività al Covid. Il Green pass rafforzato, invece, non include test e tamponi, ma riguarda solo vaccinati e guariti, e il super Green pass si ottiene con la terza dose di richiamo (detta booster).

Inoltre, il certificato verde non contiene nessuna informazione sullo stato di salute del soggetto, su qualsiasi patologia attuale o pregressa, e neppure sulle cure praticate contro il Covid stesso o altre malattie. Ad esempio, ai fini del Green pass non conta che il soggetto positivo sia rimasto asintomatico durante l’infezione di Covid-19 oppure sia stato ricoverato in terapia intensiva: il documento viene emesso solo a seguito della guarigione.

Infine, il Green pass non viene rilasciato da un medico o da un operatore sanitario, ma dalla piattaforma informatica del ministero della Salute che, in base alle informazioni inserite, attesta in automatico la presenza di uno dei requisiti che abbiamo detto (vaccinazione, guarigione, test negativo). È, quindi, un documento amministrativo che serve a garantire la circolazione delle persone in sicurezza dal punto di vista sanitario, consentendo l’accesso in determinati luoghi solo a chi ne è in possesso.

Green pass: la lista dei reati

Ora che abbiamo sgombrato il campo dal primo grosso equivoco, passiamo ad esaminare la “lista dei reati” che commetterebbero tutti coloro che richiedono il Green pass: vedrai che c’è una buona parte del Codice penale e della Costituzione. Vediamo uno per uno i reati elencati nel manifesto e cerchiamo di capire perché tutte le affermazioni riportate sono false e gli articoli di legge sono richiamati a sproposito.

Abuso di professione medica – Art. 348 Cod. pen: secondo il manifesto, «soltanto i medici possono prescrivere o consigliare l’utilizzo di farmaci e a nessuno è consentito ricattare qualcuno ad assumere farmaci o trattamenti sanitari per ottenere i propri diritti fatti passare per privilegi sotto indebita concessione». Il colpo è sparato a vuoto: l’art. 348 Cod. pen. punisce l’esercizio abusivo di una professione che richiede una speciale abilitazione per essere esercitata (dunque non solo quella medica: riguarda anche avvocati, commercialisti, ingegneri, ecc.) ma i medici non hanno alcun ruolo nel rilascio del Green pass: per ottenerlo non bisogna assumere farmaci o sottoporsi a trattamenti sanitari, a parte la vaccinazione anti-Covid. Quindi, chi chiede l’esibizione del Green pass all’ingresso di un locale, di uno stadio, di un negozio o di un ufficio pubblico non sta ricattando nessuno, e nemmeno lo sta compulsando a vaccinarsi, ma sta semplicemente applicando la legge che lo prevede come condizione di accesso in quel luogo.

Violazione della normativa sulla privacy: «nessuno può chiedere dati sensibili e di assoluta riservatezza come i certificati medici». Abbiamo visto che il Green pass non è un certificato medico e non può esservi equiparato in nessun modo. Inoltre, la verifica del Green pass avviene mediante un’app (chiamata verifica C-19) che è stata testata dal Garante privacy e serve solo a controllare, in automatico, la validità e l’autenticità del certificato esibito, senza rivelare nulla delle proprie informazioni personali, a parte i dati dell’intestatario, che servono per la verifica dell’identità. In particolare, il codice Qr non riporta neppure il motivo per cui è stato rilasciato il Green pass, quindi chi lo controlla non sa se il soggetto lo ha ottenuto perché vaccinato, guarito o tamponato. Infine, durante il controllo non viene memorizzato alcun dato, quindi il Green pass non può servire come tracciamento dei movimenti e degli spostamenti del soggetto.

Riduzione in schiavitù (art. 600 Cod. pen.) «per aver costretto o provato a costringere qualcuno a fare qualcosa che non vuole»: va ricordato che l’esibizione del Green pass è spontanea e chi non lo ha o non è disposto a mostrarlo sa in partenza che non potrà entrare nei luoghi ove è necessario: perciò chi chiede il Green pass non commette nessun reato di indebita costrizione e tantomeno quello di schiavitù, che comporta una privazione totale dei diritti fondamentali della persona umana.

Associazione per delinquere «di stampo mafioso essendo un crimine compiuto da più di tre persone e su tutto il territorio italiano». Se bastasse così poco per configurare questo grave reato la mafia sarebbe già stata sconfitta. In realtà, l’associazione a delinquere “semplice” (art. 416 Cod. pen.) richiede un preventivo accordo per compiere una serie di delitti e una struttura organizzativa di base, che è necessaria per programmarli ed eseguirli, altrimenti si avrebbe un semplice concorso nel reato commesso, non un’associazione; inoltre, le associazioni di tipo mafioso (art. 416 bis Cod. pen.) si differenziano dalle comuni associazioni criminali perché sono dotate di una forza di intimidazione ulteriore e si avvalgono della condizione di paura, assoggettamento e omertà che ne deriva. Invece, chiedere il Green pass non integra nessuna ipotesi di reato ed anzi è un’attività che viene svolta per adempiere a una precisa disposizione di legge.

Favoreggiamento (Art. 378 Cod. pen.) «per aver aderito ad un progetto criminale commesso su tutto il territorio Italiano e che viola gravemente la Costituzione, numerosissime leggi e articoli civili e penali nazionali e internazionali»: non ci siamo. Il favoreggiamento personale si realizza quando qualcuno aiuta un soggetto che ha commesso un delitto a nascondersi, a eludere le investigazioni e a sottrarsi alle ricerche dell’Autorità, come chi ospita un ricercato in casa propria per non farlo trovare dalla Polizia.

Violenza privata «per aggressione e limitazione abusiva dei diritti individuali e costituzionali». Per i diritti individuali, vale quanto detto in precedenza, e in particolare che non c’è nessuna compressione o coartazione di essi a causa del Green pass; quanto invece ai diritti costituzionali, va ricordato che l’art. 32 della Costituzione vieta i trattamenti sanitari obbligatori, a meno che non siano previsti da una disposizione di legge, ma il Green pass non può essere considerato tale, e lascia la libertà di scelta al cittadino (ci sono tre modi per ottenerlo: vaccinarsi, guarire dal Covid o fare il tampone). La Corte Costituzionale ha sottolineato che la salute è un interesse della collettività, e non solo dell’individuo, quindi anche la vaccinazione obbligatoria è ammessa, nei casi stabiliti dalla legge, e perciò imporla e farla rispettare non configura alcun illecito.

Simulazione di reato «per aver fatto passare per reato ciò che non lo era»: qui è arduo capire il significato, e chi abbia simulato cosa, atteso che simulare un reato (art. 367 Cod. pen.) significa fare una falsa denuncia o creare le tracce di un reato in realtà inesistente. Chi non ha il Green pass non commette alcun reato (a meno che non lo abbia falsificato) e se entra in un luogo dove è necessario averlo compie una violazione amministrativa e deve pagare una multa pecuniaria.

Istigazione al suicidio (art. 580 C.p.) perché «il Green pass presuppone una vaccinazione che non è e non potrà mai essere obbligatoria» e «i vaccini possono causare gravissime patologie incurabili e la morte come ormai accertato in milioni di casi ufficiali al mondo!». Questa affermazione è una sciocchezza scientifica: i dati raccolti dimostrano che le reazioni avverse gravi alla vaccinazione sono pochissime e quelle letali, individuate come «correlabili» al vaccino, sono meno di dieci per milione di dosi somministrate. Inoltre, la vaccinazione obbligatoria esiste da decenni per i bambini ed è stata recentemente introdotta contro il Covid per gli over 50, per proteggere coloro che, in caso di infezione, potrebbero subire le conseguenze più gravi. Non è possibile affermare che una legge che dispone l’obbligo vaccinale rappresenti un’istigazione al suicidio.

Tentato omicidio: si dice che «i vaccini possono uccidere, pertanto chi ne richiede indebitamente l’assunzione col ricatto del Green pass e limitazioni di libertà commette anche questo reato». L’ipotesi è così fantasiosa che non merita alcun commento se non questo: il Covid può uccidere, dunque chi invita a non vaccinarsi fa un appello a morire. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi.

I reati commessi dalle forze dell’Ordine

Il manifesto prosegue elencando una serie di reati commessi dalle forze dell’Ordine: si va dall’abuso d’ufficio, compiuto «omettendo leggi e funzioni operative per interessi privati o di terzi» (senza dire quali sarebbero questi interessi e i relativi atti omessi), all’abuso della credulità popolare (art. 661 Cod. pen.) «per aver tentato di far credere il falso in merito alla pandemia, all’obbligo di indossare mascherine o di necessitare di Green pass»; peccato che questo reato è stato depenalizzato nel 2016, molto prima dell’inizio della pandemia.

Inoltre, sono elencati i reati di:

  • truffa (art. 640 Cod. pen.) e tentata estorsione: «se ci faranno multe, ammende o sanzioni amministrative, che sono assolutamente basate su falsi pretesti»: in realtà, le multe o sanzioni irrogate per la violazione delle norme anti-Covid sono previste dalla legge e le forze dell’ordine devono applicarle; quindi, il cittadino multato può contestare il verbale elevato nei suoi confronti, impugnandolo con ricorso al Prefetto o al giudice di Pace, ma non è certo vittima di truffa o di estorsione;
  • sequestro di persona (art 605 Cod. pen.) «se gli agenti ci mettono le mani addosso e/o ci trattengono in abuso di potere»): qui si va ben al di là dei normali controlli sul Green pass, che non prevedono certo il trattenimento del soggetto, e probabilmente ci si riferisce ai fermi di polizia e di identificazione che avvengono in occasione di manifestazioni o tumulti; te ne parliamo ampiamente negli ‘articoli: “La polizia può fermarmi senza motivo?” e “10 cose che la polizia non può fare“;
  • rapina a mano armata (art. 628 Cod. pen.) «se gli agenti ci prendono il telefono, telecamera o qualsiasi altro oggetto di nostra proprietà». In realtà, la libertà personale è uno dei diritti maggiormente tutelati dal nostro ordinamento, che disciplina dettagliatamente tutti i passaggi da seguire per compiere un arresto, un sequestro o una perquisizione. Sono tutte operazioni che la polizia può eseguire di propria iniziativa, nei casi di urgenza durante l’espletamento di indagini per accertare la commissione di reati e individuare i colpevoli, ma sempre sotto il controllo tempestivo della magistratura, a pena di invalidità degli atti compiuti. Per approfondire ti rinviamo all’articolo “La polizia  può controllare il cellulare?“.


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14 Commenti

  1. e’ lapalissiano tutto cio, ma mi chiedo come mai l’ UE dice di non discriminare per legge e noi facciamo l opposto, discriminando?

    Inoltre il GP e’ legato allo Stato d’emergenza ma se questo cade il 31/03 , cade anche il GP? e allora che senso ha quello illimitato? allora si estendera’ lo stato d’emergenza (oltre il lmite gia oltrepasssato) o il gp?

    1. Lo stato d’emergenza serve solo per dare potere a Figliuolo ed è indipendente da green pass: anche se finisce (forse) l’infame tessera verde rimane.

  2. «il Green pass presuppone una vaccinazione che non è e non potrà mai essere obbligatoria»
    A me risulta che sia obbligatoria per tutti quelli che hanno più di 50 anni, e surrettiziamente obbligatoria per tutti gli altri ai quali in assenza del green pass e quindi della vaccinazione viene negato il diritto al lavoro….

    1. Se non sono dati sanitari questi ……boh…

      I dati trattati all’interno della Piattaforma nazionale-DGC sono i seguenti dati personali comuni e particolari, acquisiti tramite il Sistema TS:

      i dati delle vaccinazioni, che il Sistema TS acquisisce tramite l’Anagrafe Nazionale Vaccini (AVN);
      i dati dei test molecolari e antigenici effettuati, che il Sistema TS acquisisce tramite le Regioni e Province autonome o direttamente da strutture sanitarie e dai medici;
      i dati di avvenuta guarigione, che il Sistema TS acquisisce tramite le Regioni e Province autonome o direttamente da strutture sanitarie e dai medici;
      i dati relativi alla positività al SARS-Cov-2, successiva alla vaccinazione o guarigione da SARS-CoV-2, per la revoca delle certificazioni verdi COVID-19 eventualmente già rilasciate alla persona e ancora in corso di validità.

  3. “il Green pass non è un certificato medico”
    tuttavia il green pass per vaccinazione non garantisce sicurezza nei luoghi dato che il virus si diffuso tramite i vaccinati. Agli altri era stato precluso l’ingresso nei luoghi consentiti.
    Quindi è falsa l’affermazione di “immunizzazione” dopo il siero. Oltre che pericoloso.
    inoltre il mostrare il Green Pass implica la diffusione del proprio stato sanitario a terze parti.

  4. quanto dice l avv.Paolo Remer a me pare fazioso.
    quando parla di Riduzione in schiavitù (art. 600 Cod. pen.) non è vero che una persona non è costretta a presentare il green pass perche viene richiesto per cose essenziali come ritirare i soldi in banca,la pensione o una raccomandata.

  5. DPCM 17 dicembre 2021 art 1 comma 7 lettera h ” tutti i soggetti preposti alla verifica del possesso delle certificazioni verdi in corso di validità devono essere appositamente autorizzati dal titolare del trattamento ecc. ecc. ecc. ” e questo cos’è? Perché hanno dovuto fare questa precisazione che integra il dpcm 17 giugno 2021?

  6. un giorno la realtà vi verrà contro e si ricorderanno in tanti di come legali, magistrati e forze dell’ordine abbiano violato ogni diritto umano.

    1. ottimo brava. sono stefano di gallarate a cui i vigli urbani mi hanno obbligato la cessazione dell’attività. se per caso vuoi combattere una battaglia per un papà che nn può più portare a casa il propio stipendio fammi sapere 368266130 grazie. di avvocati che combattono la giustizia ce ne sono pochi

  7. sarebbe interessante che chi ha scritto l’articolo chiarisca cosa è un certificato medico visto che il gp viene rilasciato solo dopo la vaccinazione o la guarigione ovvvero attesta il possesso di un determinato stato di salute…

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