Diritto e Fisco | Articoli

Assegno non pagato del condominio: chi viene protestato?

19 Agosto 2014
Assegno non pagato del condominio: chi viene protestato?

Il dubbio, in caso di mancato pagamento del titolo, è se si debba protestare l’amministratore, il condominio o i singoli condomini.

La recente riforma del condominio ha obbligato l’amministratore a far transitare tutte le somme, incassate e spese, in un conto corrente intestato al condominio. Ma che succede se un assegno emesso dall’amministratore non viene pagato? Chi deve essere protestato: l’amministratore, il condominio unitariamente considerato o i singoli condomini che rappresentano il condominio?

La legge [1] stabilisce che nell’elenco dei protesti deve indicarsi:

in caso di persona fisica: il nome e il domicilio del soggetto destinatario del protesto

– in caso di persona giuridica: la denominazione e la sede.

La risposta al problema sopra indicato dipende da come l’amministratore ha firmato l’assegno, se apponendo il timbro del condominio o meno.

 

Quando il protesto ricade sull’amministratore

Se un assegno bancario risulta sottoscritto da un rappresentante, quale appunto è l’amministratore di condominio, ed è tratto su un conto corrente intestato a un rappresentato, qual è il condominio, il protesto va elevato in capo al rappresentante (l’amministratore) solo se nell’assegno non vi siano elementi tali da far comprendere (a chi riceve il titolo) il rapporto di rappresentanza [2].

Peraltro, dal momento dell’annotazione del nome dell’amministratore nell’elenco dei protesti cambiari, lo stesso non potrà, peraltro, più svolgere il suo incarico [3].

Quando il protesto ricade sul condominio

Viceversa, se l’assegno condominiale rimasto insoluto sia stato firmato dall’amministratore con la specificazione della sua qualità, il protesto andrà elevato [4] nei confronti del condominio [5].

E i singoli condomini?

In ogni caso è decisamente da escludere che il mancato pagamento dell’assegno emesso dall’amministratore per conto del condominio possa comportare l’elevazione del protesto verso tutti i singoli condomini rappresentati, singolarmente considerati.

Insomma, se il condominio ha emesso un assegno “a vuoto”, i proprietari degli appartamenti non saranno iscritti nel registro dei protesti.

La conclusione della protestabilità del condominio, inteso come qualcosa di distinto dai singoli condòmini, è allora l’ennesima conferma dell’autonoma soggettività giuridica dello stesso, contrariamente a quanto affermato da alcune pronunce giurisprudenziali, successive alla riforma [6].


note

[1] Art. 5 del Dm Industria del 9 agosto 2000 (registro informatico dei protesti).

[2] Cass. sent. n. 25371/2013.

[3] Art. 71-bis disp. att. cod. civ.

[4] Circolare 838/c del 3 maggio 1955 del ministero dell’Industria.

[5] Così ha stabilito l’Arbitro bancario e finanziario, Collegio di Napoli, 20 giugno 2013, n. 3366.

[6] Trib. Brescia, sent. del 30.05.2014.

Autore immagine: 123rf com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube