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Articolo 61 Costituzione: spiegazione e commento

6 Febbraio 2022
Articolo 61 Costituzione: spiegazione e commento

Cosa dice e cosa significa l’art. 61 sull’inizio di una nuova legislatura.

Le elezioni delle nuove Camere hanno luogo entro settanta giorni dalla fine delle precedenti. La prima riunione ha luogo non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni.

Finché non siano riunite le nuove Camere sono prorogati i poteri delle precedenti.

Le elezioni e la prima riunione delle nuove Camere

Come si suol dire in altri contesti, morta una legislatura se ne fa un’altra. E l’articolo 61 della Costituzione stabilisce i tempi entro i quali le nuove Camere devono essere elette e operative. Lo scopo, come si può immaginare, è quello di evitare che ci sia un vuoto di potere legislativo e che il Paese rimanga in stallo più del dovuto. Anche se, come vedremo più avanti, questo articolo della Costituzione prevede anche ciò che può essere fatto a cavallo tra una legislatura e l’altra.

Dal momento in cui il presidente della Repubblica, alla scadenza naturale o in modo anticipato per una crisi politica, scioglie le vecchie Camere, ci sono 60 giorni di tempo per eleggere quelle nuove. Questo è un intervallo che viene ritenuto «ragionevole» per il cambio della guardia. Si tenga conto che in questi due mesi prima che i cittadini si rechino alle urne si dovrà organizzare a svolgere una campagna elettorale.

Nel provvedimento con cui il Capo dello Stato scioglie il Parlamento viene fissata anche la data delle future elezioni politiche, che deve coincidere con l’ultima domenica entro il 70° giorno dalla data dello scioglimento.

Lo stesso decreto firmato dal presidente della Repubblica stabilisce il giorno entro il quale deve essere fissata la prima riunione delle Camere: dal momento delle elezioni politiche, non si possono superare i 20 giorni per la seduta inaugurale.

Presumibilmente, dunque, da quando il Presidente scioglie le Camere a quando suona la prima campanella nelle aule di Montecitorio e Palazzo Madama per dare inizio alla nuova legislatura trascorreranno non più di tre mesi.

I poteri delle vecchie Camere prima dell’elezione di quelle nuove

Come si diceva prima, l’articolo 61 della Costituzione, nel tentativo di evitare inutili e dannosi vuoti di potere, stabilisce quello che può succedere e quello che non può essere fatto durante il periodo di «limbo» istituzionale, cioè in quei tre mesi circa che trascorrono dallo scioglimento delle vecchie Camere alla prima riunione di quelle nuove.

Bisogna dire, innanzitutto, che proprio grazie a questo articolo della Costituzione deputati e senatori «non vanno a casa» immediatamente nel momento in cui il presidente della Repubblica scioglie le Camere. La norma, infatti, prevede che «finché non siano riunite le nuove Camere sono prorogati i poteri delle precedenti». Che cosa significa? Che i parlamentari uscenti restano in carica fino a quando quelli nuovi non abbiano preso pieno possesso dei loro seggi.

Tuttavia, i loro poteri sono limitati, anche se su questo aspetto di cono delle interpretazioni diverse. C’è chi ritiene che nel periodo che trascorre tra lo scioglimento delle vecchie Camere e l’insediamento di quelle nuove, deputati e senatori mantengono pieni poteri e chi, invece, considera legittimi solo gli interventi eccezionali o quelli di ordinaria amministrazione.

Per capirci meglio: Camera e Senato possono essere convocati per motivi indifferibili o per convertire in legge eventuali decreti rimasti nel cassetto. Ma i disegni di legge che durante la legislatura non sono stati ancora approvati, decadono automaticamente nel momento in cui il Capo dello Stato firma il provvedimento di scioglimento.

Testi da buttare via, dunque? Non proprio. I regolamenti di Camera e Senato prevedono la possibilità di presentare nei primi sei mesi della nuova legislatura dei progetti di legge che riportino praticamente lo stesso identico testo di quello che non si è riusciti ad approvare nella legislatura precedente. L’Assemblea, inoltre, può snellire l’iter a petizione del Governo, del presidente di uno dei gruppi parlamentari o di 20 senatori.

In altre parole: un vero vuoto di potere non c’è proprio in virtù dell’articolo 61 della Costituzione, che proroga i poteri delle vecchie Camere in attesa dell’insediamento di quelle nuove.

Va fatto un ultimo appunto, per capire meglio lo spirito di questa norma. Prorogare i poteri delle Camere nel periodo che va dallo scioglimento all’insediamento del nuovo Parlamento non significa prorogare la legislatura. Nel primo caso, come ampiamente detto in precedenza, si tratta di evitare un vuoto di potere e di lasciare a Camera e Senato la possibilità di intervenire su temi di ordinaria amministrazione o su determinati provvedimenti rimasti in sospeso. La seconda ipotesi della proroga della legislatura, invece, è prevista dall’articolo 60 della Costituzione solo «per legge e in caso di guerra».



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