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Tutte le rateazioni prima della cartella di Equitalia

20 Agosto 2014
Tutte le rateazioni prima della cartella di Equitalia

Come funziona il dilazionamento per avvisi bonari di irregolarità, acquiescenza, accertamento con adesione, accordi in mediazione.

La possibilità di rateizzare i debiti con Equitalia non è l’unica modalità a disposizione del contribuente per dilazionare il pagamento delle tasse.

È purtroppo vero, però, che le rateizzazioni più lunghe sono solo quelle concesse da Equitalia e, quindi, esclusivamente nella fase finale della riscossione, quando l’importo è già stato iscritto a ruolo e, quindi, ha maturato sanzioni e interessi. Insomma, attendere questa fase solo per chiedere il dilazionamento potrebbe essere tutt’altro che conveniente. Ciò, peraltro, sembra perseguire logiche tutt’altro che premiali: infatti, chi vuol pagare subito non ha il beneficio di una interessante rateazione, mentre chi non ha intenzione di farlo può accedervi.

Le ipotesi che possono verificarsi in assenza di pagamenti in tutto o in parte ovvero di dichiarazioni infedeli sono non poche, a partire dagli avvisi bonari.

Avvisi bonari

Le imposte indicate in dichiarazione e non versate, normalmente, sono richieste attraverso la comunicazione di irregolarità (cosiddetto “avviso bonario”), con una sanzione pari al 10%, oltre agli interessi.

Il contribuente può dilazionare senza particolari formalità, essendo sufficiente versare la prima rata entro 30 giorni dalla notifica della citata comunicazione e non sono richieste garanzie, nemmeno per gli importi più elevati. È possibile suddividere il dovuto in un massimo di 6 rate trimestrali se le somme sono fino a 5.000 euro o in 20 rate per importi superiori.

Acquiescenza e accertamento con adesione

Per l’acquiescenza e per l’accertamento con adesione è previsto un pagamento rateale di 8 rate trimestrali di pari importo oppure, se il dovuto supera 51.645,69 euro, 12 rate trimestrali sempre di pari importo.

Accordi in mediazione

Medesime condizioni sono previste anche per gli accordi raggiunti in mediazione ovvero conciliazione. In questa ipotesi, il contribuente deve versare entro i 20 giorni decorrenti dalla sottoscrizione dell’accordo, la prima delle 8 ovvero 12 rate possibili. Va segnalato peraltro, che non sono necessarie garanzie e pertanto è sufficiente comunicare la volontà di dilazione.

Se non si paga

Il debito non pagato in tali fasi della procedura, comporta il trasferimento dello stesso all’agente della riscossione, Equitalia, che provvede a inviare la cartella di pagamento.

Le cartelle di pagamento emessa dall’agente della riscossione, ovvero, in caso di accertamento esecutivo, la comunicazione di pagare quanto risultante dall’accertamento sono rateizzabili alternativamente in un piano ordinario, fino ad un massimo di 72 rate, ovvero un piano straordinario fino a 120 rate. Tuttavia, questa fase, comporta l’applicazione delle sanzioni in misura piena, dell’aggio attualmente pari all’8%, oltre che degli interessi legali e di ritardata iscrizione.

Ne consegue un onere decisamente alto per il contribuente il quale, trovandosi in difficoltà finanziarie, ambisce a beneficare della massima dilazione possibile.

Si pensi, ad esempio, all’omesso versamento di 100 in fatto di Iva. Con l’avviso bonario, il contribuente può sanare l’irregolarità con un versamento di 110, oltre agli interessi. Con la cartella di pagamento, invece, il debito sale a 138 (30 per sanzioni piene e 8 di aggio), oltre ad interessi legali e di ritardata iscrizione, giungendo così ad un maggiore onere oscillante tra il 40 ed il 50 per cento.

Considerazioni

È veramente singolare che per poter beneficiare della rateazione più vantaggiosa in termini di numero di rate (fino a 120) sia necessario attendere che il debito maturato in precedenza con il fisco venga affidato ad Equitalia.

Infatti, il passaggio di questo debito dall’agenzia delle Entrate all’agente della riscossione può “costare” al contribuente fino al 50% in più delle somme da versare. Tuttavia, in assenza di disponibilità finanziarie, vi è la necessità di ritardare il più possibile il pagamento e il debitore, alla fine, si accolla tale ulteriore (quanto esagerato) costo.

In questo contesto, è veramente singolare che non sia mai stato predisposto un provvedimento normativo per incrementare il numero delle rate concedibili al contribuente da parte dell’agenzia delle Entrate, prima che il debito stesso venga affidato all’agente della riscossione. Tutto ciò, peraltro, è ancor più insolito ove si considerino i buoni propositi, annunciati dai governi alternatisi negli ultimi anni, di voler venire incontro alle imprese che, causa la crisi, non riescono a pagare quanto dovuto.

Basti pensare che, se ci fossero maxi-dilazioni anche per i versamenti ordinari o per gli avvisi bonari, le imprese potrebbero risparmiare almeno il 40-50% rispetto a quanto occorre poi corrispondere ad Equitalia. Va considerato che sulle imposte, oltre alle maggiori sanzioni, vi è l’aggravio dell’8% a titolo di aggio.

Tra l’altro, prevedendo la possibilità di dilazionare il debito fin dalla sua origine o di concedere rateazioni più lunghe già sugli avvisi bonari, l’erario inizierebbe ad incassare immediatamente con conseguenti benefici anche per la liquidità erariale. Certo, una massiccia adesione agli avvisi bonari farebbe diminuire di molto l’emissione delle cartelle e con esse l’aggio di Equitalia che rappresenta la principale fonte di ricavi della società di riscossione. Non vi sarebbero però altre controindicazioni all’anticipazione delle maxi-rateazioni prima dell’emissione della cartella che, anzi, sarebbe vantaggiosa per le imprese.


01 | RATEAZIONE AVVISI BONARI

I debiti risultanti dal modello Unico, quando non regolarmente pagati, sono richiesti dall’Agenzia delle entrate con una comunicazione (cd avviso bonario), unitamente ad interessi e sanzioni calcolate nella misura del 10%.

È possibile la rateizzazione fino a 6 rate trimestrali per debiti al massimo di 5.000 euro ovvero 20 rate trimestrali per debiti superiori. Non sono necessarie specifiche procedure o richieste, essendo sufficiente che sia versata la prima rata entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione.

Una rata può essere versata tardivamente solo entro la scadenza della rata successiva, beneficiando tra l’altro del ravvedimento operoso.

L’omesso versamento della rata comporta la decadenza del beneficio.

In caso di decadenza le somme sono iscritte a ruolo con la sanzione piena e gli aggi, ma sono in ogni caso rateizzabili.

02 | RATEAZIONE ACCERTAMENTI E SOMME DA ISTITUTI DEFLATTIVI

Il pagamento rateale, in entrambi i casi, prevede 8 rate trimestrali di pari importo oppure, se l’importo da pagare supera 51.645,69 euro, 12 rate trimestrali sempre di pari importo.

Non sono necessarie specifiche richieste o formalità e non servono garanzie di sorta.

Per l’acquiescenza è sufficiente versare la prima rata entro 60 giorni dalla notifica dell’accertamento.

Per l’accertamento con adesione è necessario determinare e, quindi, formalizzare, il dovuto con la sottoscrizione di un verbale.

Entro 20 giorni va versata la prima rata per confermare la definizione.

 

03 | RATEAZIONE CARTELLA DI PAGAMENTO

Il debito d’imposta è aumentato delle sanzioni in misura piena (30% ovvero 100%), oltre all’aggio dell’8%, degli interessi legali e di ritardata iscrizione.

È possibile una dilazione ordinaria di un massimo di 72 rate mensili ovvero straordinaria che può raggiungere sino a 120 rate mensili, nel caso in cui il debitore si trovi per ragioni estranee alla propria responsabilità, in una comprovata e grave situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica.

Fino a 50.000 euro la rateizzazione può essere concessa in via automatica senza necessità che il contribuente dimostri la propria situazione economica-patrimoniale.

L’importo minimo di ogni rata deve in ogni caso essere pari a 100 euro. È possibile chiedere un piano di dilazione a rate variabili e crescenti anziché a rate costanti fin dalla prima istanza di rateazione.

Non sono richieste garanzie e l’agente della riscossione non può iscrivere ipoteca nei confronti di un contribuente che ha chiesto e ottenuto di pagare a rate.

Si decade dal beneficio se non sono pagate otto rate anche non consecutive.

note

Autore immagine: 123rf com


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