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Finanziare l’università: fondo per lo studio e prestito d’onore

20 Agosto 2014
Finanziare l’università: fondo per lo studio e prestito d’onore

Pagare le rette e i libri con le linee di credito fino ad arrivare alla laurea.

Proseguire nel percorso degli studi ha un costo. Nel budget vanno inclusi sia i costi di iscrizione all’università o al master ma anche le spese vive dell’affitto di un appartamento, nel caso in cui gli studenti siano fuori sede. Costi che possono rappresentare un ostacolo per molti aspiranti studenti, soprattutto quelli che non hanno alle spalle famiglie con redditi adeguati a supportarli nel percorso di crescita professionale. Non tutto è perduto, però: esiste un “piano B”: accedere a dei finanziamenti ad hoc. Ovviamente si tratta di prestiti. Che, anche quando sono d’onore, sono debiti, su cui maturano interessi. E quindi non si scherza.

Ma così come una buona impresa ha bisogno di un’iniezione di capitale per partire anche un valido e promettente studente ne ha bisogno per investire sul suo percorso di studi. E, se questo non arriva dalla famiglia, non c’è alternativa al debito. In questo senso l’iniziativa più importante è il Fondo per lo studio stanziato dal governo nell’ambito del programma “Diamogli futuro” (che comprende altri fondi tra cui quello per la casa a breve in fase di ridefinizione). Prevede un budget di 20 milioni ad esaurimento (si veda articolo in basso sulle modalità per aderirvi). In circa quattro anni (da quando è stato rimodulato) la Consap, la concessionaria servizi assicurativi pubblici che lo gestisce, fa sapere che sono stati erogati prestiti agli studenti per 4 milioni di euro. Nel complesso la Consap ha approvato 850 domande, di cui una buona parte si è trasformata in prestiti.

L’ultima parola spetta infatti alla banca (in basso la tabella degli istituti aderenti all’iniziativa). È un progetto che va a vantaggio dei giovani (il governo garantisce il 70% del prestito in caso di default) perché permette di rimborsare il debito a 30 mesi dall’ultima rata ricevuta, quindi potenzialmente anche a sette anni e mezzo dal primo finanziamento.

All’iniziativa governativa si affiancano prestiti pensati per i giovani (v. prestito d’onore), con varie finalità: dall’acquisto di libri scolastici al pagamento delle rette. Il panorama è ricco e, spesso, non del tutto utilizzato.

Siamo ancora distanti anni luce da Paesi dove quella dello “studente a leva” è diventata una prassi consolidata.

Il fondo per lo studio

Permettere ai giovani meritevoli di ottenere finanziamenti per l’iscrizione all’università, per seguire corsi di specializzazione post-lauream o per approfondire la conoscenza di una lingua straniera. Questo l’obiettivo del Fondo per lo studio, per il quale sono stati stanziati quasi 20 milioni di euro (e di cui ad oggi ne sono stati utilizzati 4). Il fondo garantisce fino al 70% dell’importo del prestito.

Possono presentare domanda di accesso al finanziamento soggetti che abbiano un’età compresa tra i 18 e i 40 anni e che siano iscritti a:

1) corso di laurea triennale ovvero specialistica a ciclo unico e in possesso del diploma di scuola superiore con un voto pari almeno a 75/100;

2) corso di laurea magistrale e in possesso del diploma di laurea triennale con una votazione pari almeno a 100/110;

3) un master universitario di primo o di secondo livello e in possesso del diploma di laurea, rispettivamente triennale o specialistica, con una votazione pari almeno a 100/110;

4) corso di specializzazione successivo al conseguimento della laurea magistrale a ciclo unico di medicina e chirurgia con voto pari almeno a 100/110;

5) dottorato di ricerca all’estero che, ai fini del riconoscimento in Italia, deve avere una durata legale triennale;

6) corso di lingue di durata non inferiore a sei mesi, riconosciuto da un “Ente Certificatore”.

I finanziamenti ammissibili sono cumulabili tra loro fino ad un ammontare massimo di 25mila euro ed erogati in rate annuali di importo non inferiore a 3mila euro e non superiore ai 5mila. Per accedere è necessario compilare il modello di domanda disponibile sul sito www.diamoglifuturo.it, allegare la documentazione richiesta e recarsi presso le filiali dei soggetti finanziatori (si veda tabella in basso) aderenti all’iniziativa.

 

Cos’è il “Prestito d’onore”?

Non c’è solo il fondo governativo per i giovani meritevoli che abbiano bisogno di liquidità per portarsi avanti con gli studi. Alcuni istituti di credito offrono dei prestiti ad hoc, rivolti a un target giovane quali ad esempio l’acquisto di testi scolastici, personal computer, il pagamento di rette scolastiche, corsi di formazione e tutto ciò che attiene al tempo libero.

Il prestito d’onore è una modalità di prestito [1] volta a favorire attività imprenditoriali giovanili. Una parte importante riguarda il prestito a favore di studenti per agevolare il percorso di formazione universitaria e post-laurea, grazie all’accordo tra banche e università. Negli Stati Uniti è molto diffuso, in Italia sta prendendo piede negli ultimi anni.

UniCredit è in campo con il prodotto “CreditExpress Giovani” che finanzia da 600 euro a 5mila uno dei casi precedentemente descritti. La durata del finanziamento oscilla da un minimo di 8 mesi a un massimo di 3 anni. Il tasso è del 9,9% che sale al 10,68% se si conteggiano altri costi (come quello dell’invio del rendiconto periodico del prestito).

Intesa Sanpaolo è sul mercato con il “Prestito Bridge“. Come funziona? È composto da un conto corrente sul quale viene messo a disposizione l’importo del prestito (per chi ha fatto apposita domanda e ha acquisito i crediti formativi sufficienti stabiliti da una delle università convenzionate il cui elenco è disponibile su www.prestitobridge.it). È possibile prelevare con il Bancomat e operare sul conto con i servizi via internet, cellulare e telefono. È lo studente a scegliere quanto prelevare, secondo le sue necessità. Nel frattempo può anche depositare, riducendo così il debito.

Il Prestito Bridge viene reso disponibile ogni semestre, in modo crescente e in tranche a seguito della valutazione, da parte dell’Università, della progressione negli studi ovvero del conseguimento dei crediti formativi necessari. Il tasso è fisso per l’intera durata e si ottiene sommando il tasso Irs a 9 anni (ieri all’1,14%) a uno spread dell’1,5%. Alla scadenza del periodo previsto per le erogazioni (massimo quattro anni), si può scegliere di restituire il debito subito oppure trascorso il “periodo ponte” di 12 mesi, in un’unica soluzione o attraverso l’erogazione di uno specifico finanziamento (durata massima 8 anni), subordinato all’esito positivo dell’istruttoria da parte della banca. Il “periodo ponte” può essere utile per trovare lavoro, e quindi acquisire poi quella forza reddituale per potere rimborare con più tranquillità il prestito con cui ci si è pagati una buona parte degli studi.

Veneto Banca è in campo con il prodotto “Orizzonte scuola“, un finanziamento mirato per la frequenza universitaria, studio delle lingue o semplicemente il conseguimento della patente. Il prestito oscilla da 500 a 5mila euro per una durata massima di due anni. Il tasso di interesse con una formula a tasso variabile sommando di volta in volta l’andamento dell’Euribor a 6 mesi (ieri allo 0,29%) uno spread del 3%. Ha risposto al sondaggio del Sole 24 Ore anche Banca delle Marche che offre il finanziamento “Magna Charta”. Si tratta di un’apertura di credito in conto corrente per un importo massimo finanziabile di massimo 36mila euro. Il periodo massimo che comprende prestito e rimborso non può superare i 114 mesi. Il tasso di interesse nominale è a tasso variabile: all’Euribor a 6 mesi viene aggiunto un spread applicato dalla banca del 5%.

Banca Sella offre un “prestito d’onore” a 7 anni fino a 30mila euro a tasso variabile (Euribor 3 mesi + spread del 5%).

Quando si valutano questi prodotti, comunque, non bisogna mai dimenticare che si tratta di una relativa novità: in Italia i più bravi hanno sempre studiato grazie a borse di studio ed esoneri delle tasse scolastiche (con tutti i limiti del caso). Il modello “indebitarsi e rimborsare”, per ora, è un’alternativa in più per chi ha pochi mezzi, ma da solo non può coprire tutto il ciclo di studi.


note

[1] Introdotta in Italia con la legge 608/1996 e aggiornata col decreto legislativo 185 del 2010.


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