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Errore sull’atto e notaio morto: che fare?

2 Luglio 2022 | Autore:
Errore sull’atto e notaio morto: che fare?

Si può modificare un atto pubblico redatto da un notaio deceduto o che non esercita più? Quando si può fare la rettifica e come funziona?

Dopo molti anni ti rendi conto che nella donazione che ti ha fatto tuo padre sono stati indicati in maniera sbagliata i riferimenti catastali dell’immobile. Ciò potrebbe pregiudicare una futura vendita o donazione dello stesso immobile. Vorresti far modificare l’atto ma il notaio che l’ha redatto è morto. Come comportarsi in un caso del genere? Che fare se c’è un errore sull’atto e il notaio è morto?

Sin da subito va detto che non tutti gli errori di un atto notarile possono essere corretti; anzi, la rettifica rappresenta un’eccezione. Come vedremo, la legge consente di modificare un atto pubblico solamente in determinati casi, senza che ci sia bisogno di convocare le parti che originariamente avevano sottoscritto il documento stesso. Che fare in caso di errore sull’atto se il notaio è morto? Scopriamolo insieme.

Atto del notaio: che valore ha?

L’atto del notaio prende il nome di atto pubblico, in quanto redatto da un pubblico ufficiale.

L’atto notarile serve a dare certezza al contenuto del documento; per legge, infatti, l’atto pubblico fa piena prova:

  • della provenienza del documento dal pubblico ufficiale che l’ha formato;
  • delle dichiarazioni delle parti;
  • dell’identità delle persone che pongono la firma in calce all’atto.

In pratica, il notaio, nell’atto pubblico, certifica che le persone in sua presenza hanno reso le dichiarazioni contenute nel documento, autenticando le loro firme.

Di conseguenza, se Tizio e Caio vanno davanti al notaio per una compravendita immobiliare, il rogito attesta che Tizio e Caio si sono recati presso il notaio e, in sua presenza, hanno reso le dichiarazioni contenute del documento, ponendo infine la loro firma in calce.

Il notaio non può assicurare, invece, che le dichiarazioni rese in sua presenza siano vere. Ad esempio, se Paolo promette solennemente di pagare il debito che ha con Matteo, il notaio non può sapere se questo debito esiste oppure no; ciò che può fare è “registrare” la volontà di pagare nell’atto pubblico.

Querela di falso: cos’è?

Un atto notarile può essere sconfessato solamente attraverso quella particolare procedura che prende il nome di “querela di falso”. Non si tratta di una denuncia alla polizia, ma di un procedimento civile che consente di accertare la falsità di un atto pubblico.

Ad esempio, la querela di falso può essere chiesta per provare che la firma sull’atto non è del notaio oppure di una delle parti, ma è stata falsificata.

Solo così si può compromettere il valore di prova legale che normalmente ha un atto notarile.

Atto notarile sbagliato: si può correggere?

Anche il notaio può sbagliare, ad esempio nel trascrivere il codice fiscale di una delle parti oppure nel riportare i dati catastali dell’immobile.

In questi casi, si può chiedere la correzione dell’atto notarile. Secondo la legge [1], il notaio può rettificare, un atto pubblico o una scrittura privata autenticata, contenente errori od omissioni materiali relativi a dati preesistenti alla sua redazione, provvedendovi mediante propria certificazione contenuta in atto pubblico da lui formato.

Insomma: si può correggere un atto notarile sbagliato, ma solo quando si tratta di errore materiale che non incide sulla volontà delle parti. Approfondiamo la questione.

Rettifica atto notarile: quando si può fare?

La rettifica di un atto pubblico è possibile solo alle seguenti condizioni:

  • deve trattarsi di un mero errore materiale che non incide sulla sostanza dell’atto. Si pensi ad esempio al codice fiscale trascritto male, a una vocale sbagliata nel cognome, ecc.;
  • l’errore deve riguardare dati preesistenti alla redazione dell’atto. È il caso del codice fiscale, delle generalità di una delle parti (nome, cognome, data di nascita, ecc.), del Comune in cui si trova un immobile, ecc.;
  • l’errore deve trovarsi in un atto pubblico o in una scrittura privata autenticata. Non è possibile quindi correggere un testamento olografo o qualsiasi altro documento scritto tra privati.

Errore sull’atto: si può modificare se il notaio è morto?

La rettifica dell’atto pubblico sbagliato può essere fatta da qualunque notaio, anche diverso da quello che l’ha redatto. È quindi possibile modificare il documento che contiene degli errori materiali e che è stato preparato da un pubblico ufficiale oramai deceduto oppure non più in attività (ad esempio perché in pensione).

La rettifica può essere fatta da qualsiasi notaio, con propria certificazione unilaterale, senza che ci sia bisogno della firma delle parti originarie intervenute nella formazione dell’atto.

C’è di più: il notaio che si accorge dell’errore sull’atto pubblico potrebbe provvedere alla rettifica anche senza ricevere incarico da una delle parti interessate.

Ad esempio, se il notaio che sta curando il rogito di compravendita di un immobile si accorge che nella donazione con cui una delle parti ha ricevuto il bene c’è un errore materiale, può provvedere spontaneamente alla correzione.

Si tratta però di ipotesi piuttosto rara, visto che la correzione di un atto pubblico ha comunque un costo che, in genere, sopportano tutte le parti interessate oppure solamente quella che ha chiesto la rettifica.

Rettifica atto notarile: quanto costa?

La rettifica di un atto notarile è sottoposta a imposta di registro pari a 200 euro, imposte ipotecarie e catastali pari a 50 euro ciascuna, oltre alla tassa archivio. Se l’atto da rettificare è anteriore al 2014, occorre pagare in più l’imposta di bollo pari a 155 euro.

Come detto, i costi sono a carico della parte che richiede la modifica oppure a carico di tutte, se c’è accordo in tal senso.


La rettifica dell’atto pubblico sbagliato può essere fatta da qualunque notaio, anche diverso da quello che l’ha redatto. È quindi possibile modificare il documento che contiene errori materiali e che è stato preparato da un pubblico ufficiale oramai deceduto oppure non più in attività (ad esempio perché in pensione).

note

[1] Art. 59-bis l. n. 89/1913.

Autore immagine: canva.com/


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