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Tumore: il diritto a prestazioni economiche

3 Febbraio 2022 | Autore:
Tumore: il diritto a prestazioni economiche

Come ottenere dall’Inps le prestazioni dovute a chi ha un’invalidità o un handicap a causa di una patologia oncologica. Pensione, assegno, agevolazioni fiscali.

Una piaga che non cicatrizza mai del tutto: nel 2021 (ultimo anno di riferimento disponibile), sono stati diagnosticati in Italia 1.000 nuovi casi di cancro ogni giorno. Il numero dei malati oncologici, secondo gli esperti, supera i 375.000 casi. Si registra un aumento dell’incidenza soprattutto tra le donne. Unica nota positiva: migliorano le percentuali di sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi. Tuttavia, la qualità della vita e le aspettative di quei quasi 400.000 pazienti possono essere compromesse. Serve un aiuto concreto– soprattutto – dal punto di vista sanitario e assistenziale ma anche a livello economico per affrontare cure e terapie che spesso sono lunghe, se non addirittura croniche, e per supplire l’incapacità lavorativa. Insomma, per chi ha un tumore il diritto a prestazioni economiche è fondamentale.

Tutto parte dall’accertamento dell’incapacità lavorativa per poter ottenere l’invalidità civile. In base alla percentuale attribuita, ci sarà la relativa agevolazione. Se si arriva al 100%, oltre alla pensione di inabilità, si avrà diritto anche ai benefici previsti dalla legge 104 e, in certe circostanze, all’assegno di accompagnamento. E se il malato oncologico è un minore che deve frequentare comunque la scuola? Vediamo nel dettaglio il diritto a prestazioni economiche di chi ha un tumore.

Il diritto ad ottenere l’invalidità e i benefici della legge 104

Gli effetti di una patologia oncologica possono influire in maniera importante nella vita del paziente dal punto di vista fisico, diminuendo la qualità della vita e la capacità di svolgere alcune funzioni quotidiane. Per compensare in qualche modo queste carenze, tra i diritti di chi ha il cancro c’è quello di chiedere l’accertamento della propria invalidità o del proprio handicap, in modo da accedere alle relative agevolazioni.

A tal fine, occorre innanzitutto ottenere un certificato rilasciato dal medico curante o da uno specialista in cui si attesti la diagnosi oncologica, le terapie a cui il malato si deve sottoporre e il suo stato generale di salute. Tale certificato deve essere compilato sul sito dell’Inps.

Entro i successivi 90 giorni, il paziente potrà inviare telematicamente all’Istituto la domanda di accertamento dell’invalidità e dell’handicap, precisando che la richiesta è sia per una cosa sia per l’altra: in questo modo, si eviterà di dover fare due visite diverse con altrettante commissioni. Per l’invio della domanda, occorrerà accedere al sito dell’Inps con lo Spid o con la Carta nazionale dei servizi (la tessera sanitaria).

Il paziente verrà contattato entro 15 giorni per la visita di accertamento. Nel caso in cui ci fossero degli impedimenti legati alla sua mobilità, il malato può chiedere di fare l’accertamento a domicilio. Si ha diritto alla presenza di un medico di fiducia durante la visita, al fine di essere assistiti da una persona in grado di spiegare meglio la situazione alla commissione.

Passeranno al massimo altri 15 giorni: in questo lasso di tempo, il malato riceverà il giudizio della commissione sul grado di invalidità, sulla gravità dell’handicap e sulla durata del provvedimento. Nel caso in cui il verdetto non venisse condiviso, può essere contestato entro 180 giorni. Se, invece, le condizioni di salute si aggravano, è possibile chiedere la modifica del grado di invalidità e di gravità dell’handicap.

La percentuale di invalidità può variare, a seconda dello stadio del tumore e delle condizioni del paziente, dall’11% al 100%. Quest’ultimo valore viene riconosciuto in presenza di un cancro considerato non guaribile. Di norma, quando si arriva ad avere bisogno della chemioterapia viene riconosciuto l’handicap grave, che dà diritto ai benefici della legge 104/1992.

Il diritto a prestazioni economiche assistenziali

L’Inps eroga dei sussidi ai malati oncologici con grave disabilità e con un reddito molto basso o assente, oppure che devono sottoporsi molto spesso a delle cure in strutture private.

Tra i diritti di chi ha il cancro c’è quello all’assegno di invalidità, che viene riconosciuto a queste condizioni:

  • essere maggiorenne, in età lavorativa ma disoccupato;
  • avere un reddito non superiore a 4.926,35 euro all’anno;
  • avere una percentuale di invalidità tra il 67% e il 99%.

Viene, invece, erogata la pensione di inabilità se:

  • la percentuale di invalidità è del 100%;
  • si ha un reddito non superiore a 16.982,49 euro annui.

Cambiano i requisiti e la prestazione se il malato oncologico è un minorenne che non riesce a svolgere i compiti e le funzioni proprie della sua età. In questo caso, è possibile chiedere un’indennità di frequenza purché:

  • il minore non sia ricoverato e frequenti una scuola di qualsiasi ordine e grado oppure un centro di addestramento, di formazione o di riabilitazione;
  • non percepisca un assegno di accompagnamento;
  • non abbia un reddito personale superiore a 4.926,35 euro annui.

Questa indennità viene erogata per il periodo di frequenza del corso.

Abbiamo appena citato l’assegno di accompagnamento: anche questo è un diritto di chi ha il cancro, a patto che il paziente:

  • abbia una percentuale di invalidità del 100%;
  • sia bisognoso di assistenza continua per camminare o per compiere le normali attività della vita quotidiana;
  • non sia ricoverato in un istituto a carico dello Stato o a titolo gratuito.

L’assegno di accompagnamento viene erogato in 12 mensilità ed è compatibile con qualsiasi reddito e con la pensione di inabilità.

Il diritto alle agevolazioni fiscali

Come si diceva all’inizio, chi ha un tumore rischia di doversi sottoporre molto spesso a frequenti visite mediche di controllo e a terapie ma può anche trovarsi nella situazione di dover essere assistito a domicilio (ad esempio, ad assumere una badante o una colf). In altre parole: non sempre la sanità pubblica si fa carico del 100% della spesa sostenuta dal paziente, soprattutto se i soldi vengono utilizzati per pagare degli «effetti collaterali» della malattia e non per prestazioni che rientrano nell’esenzione per patologia.

Il malato di cancro ha diritto a beneficiare di alcune agevolazioni fiscali per recuperare una parte di quei soldi. In primo luogo, c’è la deduzione dal reddito delle spese sostenute. È quello che normalmente si chiama «onere deducibile». Il contribuente risparmia, in questo modo, l’imposta che avrebbe pagato sul reddito speso.

C’è poi la più comune detrazione fiscale del 19% sulle spese mediche effettuate (ma in caso di handicap o di invalidità la detrazione può arrivare al 100%) e su altri costi, la cui percentuale di beneficio può variare a seconda di quanto disposto dal Governo nelle varie leggi di Bilancio. Va detto, ad esempio, che si possono portare in detrazione i contributi Inps pagati per la badante o per la colf.

In base alla percentuale di invalidità è possibile beneficiare di altre agevolazioni fiscali che riguardano, ad esempio, l’acquisto di veicoli particolari o di dispositivi elettronici. Occorre ricordare, inoltre, che la detrazione fiscale è usufruibile anche da un familiare, purché abbia il paziente a carico. È possibile vedere nel dettaglio tutte le agevolazioni fiscali per chi ha un’invalidità o un handicap in questa nostra guida.



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