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Pedone cammina sulla strada: chi paga se viene investito?

3 Febbraio 2022 | Autore:
Pedone cammina sulla strada: chi paga se viene investito?

La responsabilità è di chi non ha usato il marciapiede, dell’automobilista che non è riuscito ad evitare l’impatto o di tutti e due?

La giurisprudenza si è occupata spesso dei casi di pedoni investiti perché attraversano la strada fuori o lontano dalle strisce pedonali, cioè dove non dovrebbero. Che succede, però, se a finire improvvisamente sull’asfalto è chi non sta sul marciapiede, vale a dire il pedone che cammina sulla strada? Chi paga se viene investito? È colpa di chi avrebbe dovuto frenare in tempo, di chi si trovava nel luogo sbagliato perché ha ignorato il marciapiede o è colpa di tutti e due?

C’è una recente e interessante sentenza del tribunale di Civitavecchia che affronta la questione e spiega a chi viene attribuita la responsabilità di un simile incidente quando il pedone cammina sulla strada nonostante abbia la possibilità di utilizzare il marciapiede, cioè il luogo su cui dovrebbe circolare. Ci sono anche dei dettagli da non trascurare ai fini del risarcimento, come la visibilità al momento e nel posto in cui avviene il sinistro e la direzione di marcia del pedone rispetto all’auto che lo investe. Ma vediamo con ordine tutti questi aspetti e chi paga se viene investito il pedone che cammina sulla strada.

Il pedone può camminare sulla strada?

Partiamo da quello che stabilisce la normativa. Secondo l’articolo 190 del Codice della strada, «i pedoni devono circolare sui marciapiedi, sulle banchine, sui viali e sugli altri spazi per essi predisposti». E questo è un primo dato di fatto: se il marciapiede o gli altri spazi a loro riservati ci sono, i pedoni devono circolare lì e non altrove. Ma che succede se i marciapiedi, le banchine, ecc. non ci sono?

Capita spesso, soprattutto nei paesini più piccoli, che la strada finisca dove iniziano le mura di un parco o la facciata degli edifici e che, quindi, il pedone si veda costretto a circolare sullo stesso asfalto su cui passerà prima o poi un’auto, una moto, un camion. Il Codice ha prevede anche questa eventualità e dispone che i pedoni debbano circolare «sul margine della carreggiata opposto al senso di marcia dei veicoli in modo da causare il minimo intralcio possibile alla circolazione».

Ecco, quindi, il secondo dato: la norma stabilisce che il pedone circoli sul margine della strada e non dice «sul margine destro» ma «sul margine opposto al senso di marcia dei veicoli». Questo significa che nelle strade a doppio senso e non dotate di marciapiede, il pedone dovrà in linea generale circolare sul margine sinistro, vale a dire in senso opposto al veicolo che gli arriva di fronte. Se, invece, si tratta di una strada a senso unico che si trova fuori dal centro abitato, il pedone deve circolare sul margine destro rispetto alla direzione di marcia dei veicoli. In pratica, nella stessa direzione delle auto ma in disparte e sulla destra.

Ultima – ma non meno importante – annotazione dal Codice della strada. Riguarda l’ora e il luogo in cui circola il pedone che non ha a disposizione un marciapiede: «da mezz’ora dopo il tramonto – si legge – a mezz’ora prima del sorgere del sole, ai pedoni che circolano sulla carreggiata di strade esterne ai centri abitati, prive di illuminazione pubblica, è fatto obbligo di marciare su unica fila». Uno dietro all’altro, insomma. Niente gruppetti, niente chiacchierate in coppia.

In sintesi: il pedone può camminare sulla strada solo se non c’è un marciapiede o altri spazi riservati alla circolazione a piedi delle persone, a patto che lo faccia seguendo determinate regole e con le dovute cautele.

Chi non rispetta queste norme rischia una sanzione amministrativa da 26 a 102 euro.

Chi paga se il pedone non usa il marciapiede e viene investito?

Ribadiamo il concetto: se c’è un marciapiede a disposizione, il pedone deve utilizzarlo per circolare. Poniamo il caso, però, che qualcuno ignori la norma per qualsiasi motivo (il marciapiede è affollato, ha la pavimentazione irregolare e lo trova scomodo, ci sono troppi escrementi di animali, ecc.) e che venga investito mentre cammina per strada. Di chi è la colpa? Chi paga l’eventuale risarcimento del danno?

Qui ci sono due princìpi da tenere in considerazione. Il primo, è quello che abbiamo più volte citato: il Codice della strada impone che il pedone circoli sul marciapiede (quando c’è). Del secondo aspetto parla l’art. 2054 del Codice civile e riguarda il conducente del veicolo: deve risarcire il danno prodotto a persone o a cose dalla circolazione del proprio veicolo, se non prova di aver fatto tutto il possibile per evitare tale danno. E, certamente, quando si dice «fare tutto il possibile» si intende non solo prestare la massima attenzione a quello che succede sulla strada ma anche guidare a velocità moderata per essere in grado di frenare di fronte ad un ostacolo inaspettato.

Messe così le cose, quando sia il pedone sia l’automobilista possono avere delle responsabilità, chi paga se viene investito un pedone che cammina per strada?

Per il tribunale di Civitavecchia [1], occorre stabilire un concorso di colpa, cioè distribuire la responsabilità del sinistro al 50% tra pedone e conducente. Quest’ultimo, infatti, è chiamato a risarcire il danno quando non dimostra di avere avuto un comportamento adatto ad evitare l’impatto. Il pedone, invece, avrebbe dovuto trovarsi sul marciapiede, come richiesto dal Codice, e non sulla strada.

Nel caso esaminato dal giudice laziale c’era un’ulteriore aggravante per il pedone: oltre a circolare fuori dal marciapiede si trovava nella stessa direzione dell’auto che l’ha investito (e non in direzione opposta, come stabilisce la normativa) all’ora del tramonto.


note

[1] Trib. Civitavecchia sent. n. 1288/2021.

Autore immagine: canva.com/


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