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Intrappolato in ascensore chi risarcisce?

4 Febbraio 2022
Intrappolato in ascensore chi risarcisce?

Danni per chi resta bloccato in ascensore o cade: spetta il risarcimento alla vittima dell’incidente?

Non c’è bisogno di essere claustrofobici per temere di restare intrappolati in ascensore. Tanto più se il cellulare non ha campo e non c’è possibilità di comunicare con l’esterno o di messaggiare con gli amici in attesa che arrivi la ditta di manutenzione. Non c’è da augurarsi di rimanere bloccati né durante la settimana, per non dover posticipare gli impegni lavorativi, né il fine settimana durante il quale sarebbe più lunga l’attesa degli addetti alla riparazione. Così, una domanda sorge spontanea: tutto quel tempo sprecato a non far nulla viene in qualche modo risarcito? Chi risarcisce se resti intrappolato in ascensore? Da una lettura delle ultime sentenze della giurisprudenza è possibile farsi un quadro approssimativo di quelle che potrebbero essere le possibili soluzioni.

Bloccato in ascensore: chi è responsabile?

La buona notizia è che c’è sempre un responsabile se si rimane bloccati in ascensore: e questo responsabile non può che essere il condominio. Può sembrare una cosa scontata e banale ma non è così. Se si leggono infatti gli archivi di giurisprudenza, ci si accorge che, ogni volta che un condominio è stato chiamato a rispondere dei danni arrecati dall’ascensore, si è sempre difeso scaricando la colpa sulla ditta esterna a cui aveva affidato la relativa manutenzione. Ma, secondo i giudici, il fatto di avere un contratto d’opera per la manutenzione dell’impianto, non libera il condominio dalla responsabilità oggettiva per “cose in custodia” (questa la terminologia tecnica adottata nel Codice civile per descrivere la responsabilità del proprietario di un oggetto).

Detto ciò, dobbiamo però vedere nello specifico se, per il tempo in cui si rimane bloccati, si può avere un risarcimento.

Quanto tempo intrappolati nell’ascensore per avere un risarcimento?

Ora la brutta notizia. Secondo due famose sentenze del 2008 della Cassazione, non si può accampare un diritto al risarcimento per piccoli inconvenienti della vita quotidiana come un tacco rotto in un tombino o un minimo ritardo di un pullman. Sono cose che capitano a tutti e che rientrano nel normale “rischio” di vivere in una società. Quindi, a meno di riuscire a dimostrare un danno economico (come nel caso di chi perda un esame) o un grave danno alla salute (come appunto la crisi di panico per chi soffre di claustrofobia) non si può chiedere il risarcimento se si rimane bloccati per qualche minuto o anche mezz’ora in ascensore. E allora vediamo che prove si possono fornire per farsi risarcire nel caso in cui si rimane intrappolati nell’elevatore.

Avete perso l’aereo che vi doveva portare in un villaggio turistico e, per colpa di ciò, avete dovuto rinunciare a un giorno di vacanza? Potete essere risarciti.

Avete perso un colloquio di lavoro e non c’è modo di avere una seconda possibilità? Potete essere risarciti.

Avete fatto tardi alla prova scritta o orale di un esame e ora dovete attendere la prossima sessione? Vi spetta il risarcimento.

Avete perso il treno e ora dovete farvi il viaggio in macchina? Potete farvi rimborsare il prezzo del biglietto sprecato.

Avete avuto una grave crisi claustrofobica certificata dal vostro medico di base? Avete diritto al risarcimento.

Gli esempi possono moltiplicarsi: basta affidarsi alla fantasia e all’esperienza degli avvocati.

Come potrebbe difendersi il condominio?

C’è un solo modo in cui il condominio potrebbe difendersi, oltre ovviamente a sostenere che il danno è irrisorio e non risarcibile: sostenendo di non aver avuto alcuna colpa per il guasto dell’ascensore, perché dovuto a un fattore imprevedibile e inevitabile. Quindi, dovrà dimostrare che l’impianto era in regola con la manutenzione e che si è verificato un “caso fortuito”. Questo potrebbe essere un calo di energia elettrica imputabile alla società fornitrice oppure a un comportamento imprudente della vittima: pensate a chi fa lo spiritoso nell’ascensore e si mette a saltare o a ballare.

E se cado quando scendo dall’ascensore?

Ultima ma non meno importante questione che si è verificata più volte è quella del famoso “gradino” che si potrebbe formare quando l’ascensore, una volta ripresa la corsa, non si allinea al pianerottolo. Non sapete quanta gente è caduta per colpa di questo imprevisto. E qui un’ulteriore sfilza di richieste di risarcimenti. Ma la giurisprudenza ha anche avvertito: dovete guardare dove mettete i piedi, specie quando uscite dall’ascensore. Per cui, a meno che non sia andata via la luce e l’illuminazione delle scale o dello stesso ascensore non funzioni, e pertanto non eravate in grado di accorgervi del dislivello, non potete chiedere alcun risarcimento.



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