Diritto e Fisco | Articoli

Incidenti stradali con bicicletta

4 Febbraio 2022
Incidenti stradali con bicicletta

Ciclista contro automobilista: chi ha ragione in caso di incidente stradale? Se la bicicletta taglia la strada all’auto chi risarcisce?

Si dice spesso che il ciclista non può mai sorpassare un’auto o che l’automobilista che voglia superare il ciclista deve porsi a una distanza laterale di almeno un metro e mezzo. Ma nulla di tutto ciò è vero: tutti i tentativi di riforma del Codice della strada volti a tutelare i ciclisti sono sempre naufragati. Tuttavia, dai principi generali del codice stesso, così come dalle sentenze della giurisprudenza, è possibile ricostruire un frammentario quadro dei complicati e spesso conflittuali rapporti tra ciclisti e automobilisti. 

In realtà, esiste un modo certo e semplice per un vivere sereno e rispettoso: mettersi gli uni nei panni degli altri. «Se fossi un ciclista, affideresti mai la tua sicurezza a un automobilista come te?». «E se fossi il conducente di un’auto, riusciresti a schivare un ciclista che serpeggia nel traffico come fai tu?». Insomma, il vecchio adagio del Vangelo, che impone di non fare agli altri ciò che vorresti non fosse fatto a te, vale anche sulle strade. 

Detto ciò, vediamo quali sono le regole definiscono la responsabilità tra ciclisti e automobilisti in caso di incidente stradale. 

Slalom tra le auto incolonnate nel traffico

Se si va in bici non è solo per risparmiare sui costi fissi legati all’auto ma anche per non perdere tempo nel traffico. Di qui il comportamento, spesso temerario, del ciclista intento a zigzagare le macchine incolonnate. Senza accorgersi però, a volte, che alcune di queste possono mettersi in moto all’improvviso. In questi casi, la responsabilità è del ciclista. La legge vieta di fare slalom nel traffico. Anche chi va in bicicletta infatti deve rispettare il Codice della strada e la legge impone di tenere una guida rettilinea mantenendo il lato destro della strada; laddove però sia necessario superare, bisogna prima azionare gli indicatori di direzione (nel caso dei ciclisti, deve trattarsi di segnali manuali), quindi effettuare la manovra di sorpasso, e poi tornare sulla precedente corsia di destra. 

Lo zigzag non è consentito neanche quando le auto sono in fila davanti al semaforo.

Superare le bici al semaforo

Se c’è un semaforo e un ciclista si trova davanti ad esso, l’automobilista che sta dietro deve lasciarlo passare con precedenza, non appena la luce diventa verde. Questo non significa che sia vietato superare le biciclette, ma a queste deve essere prima dato il tempo di mettersi in marcia affinché non siano subito travolte dal traffico veicolare.

Ciclista taglia improvvisamente la strada

Che succede se un ciclista taglia improvvisamente la strada a un automobilista? Secondo la giurisprudenza [1], nell’ipotesi di incidente stradale che coinvolge un’automobile e una bicicletta, la responsabilità del ciclista sussiste tutte le volte in cui questi compie un movimento inatteso e repentino, tale da non consentire al conducente del veicolo di porre in atto la manovra che potrebbe impedirne l’investimento.  

Esiste infatti un obbligo, per coloro che guidano una bicicletta, di «comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio per la circolazione e comunque in maniera che sia salvaguardata la sicurezza stradale». 

A ciò si aggiunge l’articolo 154 Codice della strada che impone, prima di cambiare direzione di marcia, di assicurarsi di poter effettuare la manovra senza creare pericolo o intralcio agli altri utenti della strada, e di segnalare con sufficiente anticipo tale intenzione.  

Chi sorpassa una bicicletta è responsabile

Il Codice della strada non contiene alcuna norma che regoli il sorpasso della bicicletta, ma parla solo del sorpasso in generale, riferito quindi a qualsiasi mezzo (tra due auto, tra due bici, tra una bici e un motorino, tra un’auto e un motorino o una bici, ecc.). 

Non esiste neanche una distanza minima laterale che l’automobilista debba rispettare quando sorpassa un ciclista. Tuttavia, deve considerare che la bicicletta non ha un’andatura rettilinea; quindi, se ne devono prevedere i possibili spostamenti repentini e calcolare un abbondante spazio di distanza tra i due mezzi per il momento in cui si troveranno l’uno al fianco dell’altro. Non dimentichiamo poi che, in presenza di buche, tombini o altri ostacoli, il ciclista potrebbe fare manovre improvvise e cambi di direzione. Non in ultimo bisogna considerare che, quando una macchina sorpassa una bici può determinare un importante spostamento d’aria, che può causare la caduta del ciclista se il sorpasso è troppo ravvicinato.

Tutte queste considerazioni devono portare a ritenere che, se anche non vietato, il sorpasso di un ciclista deve avvenire con la massima prudenza e solo quando strettamente necessario. Difatti, se il ciclista cade e si fa male si risponde del reato di lesioni colpose. 

Secondo la Cassazione [2], il sorpasso va compiuto soltanto in assoluta sicurezza: bisogna rinunciare se non c’è abbastanza spazio libero secondo una valutazione di comune prudenza. Del resto, il Codice della strada [3] stabilisce che il sorpasso si può fare solo se c’è uno spazio tale da consentire la completa esecuzione della manovra. Per cui quando il veicolo da sorpassare è una moto o una bici, che sono «particolarmente instabili» e hanno una traiettoria non sempre lineare, è necessario lasciare una distanza laterale di sicurezza che tenga conto delle oscillazioni del mezzo o le accidentalità del tracciato come le imperfezioni dell’asfalto. 

Sempre secondo la Cassazione [4], il conducente di un autoveicolo che sorpassa una bici è tenuto ad usare particolari cautele al fine di assicurare una maggiore distanza laterale di sicurezza in considerazione della minore stabilità del veicolo a due ruote e della conseguente probabilità di ondeggiamenti e deviazione da parte del ciclista. Detto in parole povere, in caso di sorpasso di un ciclista, va mantenuta una distanza laterale adeguata ad evitare ogni possibile urto. E questo lo impone l’articolo 148 del Codice della strada.

Il ciclista ha sempre ragione?

Ultimo luogo comune da sfatare: si ritiene che il ciclista abbia sempre ragione, un po’ come il pedone. Ma non è così. L’articolo 2054 del Codice civile stabilisce che, se non risulta in modo chiaro la responsabilità di uno dei due conducenti, si applica una presunzione di colpa al 50%. Questo perché – come chiarito dalla giurisprudenza [5] – il Codice della strada equipara a tutti gli effetti la bicicletta agli altri veicoli che transitano nella strada. Da ciò deriva che anche le biciclette sono assoggettate alla presunzione di corresponsabilità qualora si ravvisino dubbi circa la dinamica dell’incidente o il rispetto delle norme da parte del ciclista. E del resto, anche quest’ultimo deve rispettare tutte le norme del Codice della strada. 


note

[1] Trib. Busto Arsizio sent. del 15.10.2021 n. 1462.

[2] Cass. sent. n. 31009/18 del 30.11.2018.

[3] Art. 148 cod. strada

[4] Cass. sent. n. 30316/2021, n. 2873/2020.

[5] Trib. Rovigo sent. n. 450/2021.

Autore immagine: depositphotos.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube