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Condominio e superbonus: conseguenze voto contrario

19 Febbraio 2022
Condominio e superbonus: conseguenze voto contrario
Condominio vorrebbe aderire al superbonus 110%, mentre io non sono d’accordo. Quali sono le conseguenze? In tal caso, posso oppormi all’ingresso nel mio appartamento ai tecnici incaricati per i sopralluoghi? L’assemblea verrà svolta in un garage condominiale al freddo. Posso fare qualcosa per oppormi?

Il fatto che Lei non aderisca alla proposta circa l’ottenimento del superbonus Le comporta di certo una limitazione di responsabilità circa le dichiarazioni o le omissioni che verrebbero riportate dal condominio per l’ottenimento dei benefici in discussione.

Inoltre, la Sua votazione contraria, se avallata dalla maggioranza dell’assemblea, non Le permetterebbe di ostacolare il perseguimento di quel bonus ma, al contempo, Le permetterebbe di usufruire dei benefici passivamente.

Tuttavia, dovrà pure rispettare la volontà della maggioranza, partecipando all’eventuale ripartizione delle spese da anticipare.

Diverso sarebbe il caso di un giudizio da promuovere contro un soggetto terzo: lì c’è una norma di legge specifica, l’art. 1132 c.c., la quale prevede che il condomino, di fronte alla decisione dell’assemblea condominiale di promuovere, o subire, un giudizio dinanzi all’autorità giudiziaria, possa decidere di estraniarsi dalla delibera assembleare, manifestando il proprio dissenso rispetto alle conseguenze della lite, nell’ipotesi che il condominio soccomba. E in quel caso, sarebbe esentato dall’evento negativo della soccombenza in giudizio.

Ma, come può vedere, sono dei casi specificatamente individuati dal legislatore.

Nel Suo caso, oltre le ipotesi relative a dichiarazioni irregolari del condominio che, se (Lei) fosse dissenziente, non potranno coinvolgerla, neppure indirettamente, gli effetti della delibera si riverbereranno anche nei Suoi confronti, sia esse positive, che negative, in virtù del principio della maggioranza condominiale.

Con riguardo all’accesso dei tecnici, Lei potrebbe teoricamente vietarlo, riguardando una parte dell’immobile non in uso comune, ma di proprietà privata, costringendo i tecnici a prevedere una strada alternativa, che non coinvolga la Sua sfera privata.

Tuttavia, se altra soluzione non esiste, il Condominio – nella persona del suo amministratore – potrebbe agire in giudizio per ottenere l’autorizzazione del giudice ad accedere dal Suo immobile al fine salvaguardare l’interesse della collettività condominiale (della maggioranza) a non perdere i benefici del superbonus.

In sintesi, Lei può rifiutarsi, invitando i tecnici a perseguire altre vie.

Se, concretamente, altre vie non esistono, allora converrebbe intercedere, al fine di evitare un inutile giudizio, che rischierebbe di vederla soccombere come parte processuale.

Lei deve essere necessariamente presente per esprimere il Suo dissenso.

L’assenza, seppur giustificata, non Le permette di esprimere tale espressione negativa.

Ai sensi dell’articolo 66 delle disposizioni attuative del Codice civile, è possibile chiedere la partecipazione all’assemblea in modalità di videoconferenza, ma solo su richiesta della maggioranza dell’assemblea.

La richiesta isolata non può essere accolta, a meno che non si ritrovi in presenza di un condomino positivo.

In quel caso, si avrebbe diritto alla richiesta di partecipazione online o, in caso di impossibilità, al rinvio dell’assemblea ad altro giorno.

Il consiglio che mi sento di darLe, vista la location dove dovrebbe svolgersi l’assemblea, è quella di inviare una pec, magari a firma di un legale (che ha, di certo, un effetto maggiormente deterrente) e rappresentare l’inidoneità dei locali a contenere un’assemblea condominiale e l’opportunità di svolgere la stessa telematicamente, o di rinviarla ad altra data e luogo più conforme.

Alternativa, se perseguibile, sarebbe quella di individuare altro condomino a cui delegare la presenza e il voto contrario relativamente ai punti discussi.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla


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